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Memorial Paolo d’Aloja 2026: piano di sostenibilità potenziato per un evento più green

Il Memorial Paolo d’Aloja evolve il proprio modello per diventare sempre più sostenibile, con nuove misure operative e comunicative che coinvolgono staff, fornitori e partecipanti

Memorial Paolo d’Aloja 2026: piano di sostenibilità potenziato per un evento più green

Il Memorial Paolo d’Aloja, evento legato alla 40^ International Green Regatta, consolida il proprio percorso verso pratiche più sostenibili. Partito con un primo approccio nel 2026 tramite il piano zero, il progetto affina nel 2026 strumenti e procedure per ridurre l’impatto ambientale e lasciare una legacy positiva sul territorio di Piediluco. L’intento è trasformare le buone pratiche in operazioni strutturate, accessibili e ripetibili anche da altri eventi sportivi.

Le novità previste sono sia tecniche sia organizzative: dal potenziamento della misurazione delle emissioni fino a un maggior coinvolgimento della filiera. La strategia punta a integrare comunicazione, formazione e logistica, così da rendere il tema della sostenibilità parte integrante della preparazione e della fruizione dell’evento, non solo un’attività collaterale.

Potenziamento del monitoraggio e gestione dei rifiuti

Un elemento centrale dell’aggiornamento riguarda il calcolo delle emissioni. La formula del 2026 amplia il numero di fonti considerate grazie all’introduzione di questionari dedicati rivolti a partecipanti, staff e fornitori: strumenti pensati per raccogliere dati sul trasporto, sui materiali utilizzati e sul consumo energetico. L’obiettivo è ottenere stime più affidabili delle emissioni di CO2 e indirizzare interventi mirati. Parallelamente, la gestione dei rifiuti viene riorganizzata con una segnaletica più chiara e punti di raccolta riposizionati strategicamente per facilitare la raccolta differenziata e ridurre la dispersione.

Strumenti e pratiche sul campo

La comunicazione sul posto sarà rivista: cartellonistica aggiornata e nuove indicazioni specifiche su temi come l’alimentazione sana e il corretto smaltimento dei rifiuti andranno a integrare quanto sperimentato nel 2026.

Lo slogan “Rowing, Responsibly, Recycling” accompagnerà le azioni di sensibilizzazione, mentre la Guida della Sostenibilità, già distribuita ai partecipanti, verrà aggiornata con consigli pratici e checklist operative per ridurre sprechi e impatti.

Formazione, coinvolgimento della filiera e comunicazione

Un altro pilastro del piano 2026 è l’investimento sulle persone: il team dedicato alla sostenibilità sarà ampliato con nuove figure formate sulle specificità degli eventi sportivi. Prima dell’evento sono previsti più incontri formativi con staff federale e volontari, e per la prima volta il programma include il coinvolgimento diretto di alcuni fornitori, segnando un passo verso una gestione più consapevole della catena di fornitura. Questo approccio riconosce che la responsabilità ambientale passa anche attraverso le scelte di chi fornisce beni e servizi.

Rafforzare la narrazione digitale

La strategia comunicativa si amplia anche sui canali social: storie, post e contenuti dedicati racconteranno il percorso di sostenibilità passo dopo passo, favorendo trasparenza e partecipazione. Una narrazione più ricca aiuterà a condividere risultati, suggerimenti e criticità, creando un feedback loop tra organizzatori, atleti e pubblico utile per migliorare le pratiche future.

Accessibilità, inclusività e impatto a lungo termine

Il piano non trascura l’aspetto sociale: è prevista una maggiore attenzione all’inclusività con tribune riservate e ampliate per persone con disabilità e per donne in stato di gravidanza, garantendo così una fruizione più equa dell’evento. La Federazione, insieme agli stakeholder, interpreta il progetto come una sfida continua lanciata dal piano zero del 2026: si tratta di consolidare pratiche virtuose e trasformarle in standard, con lo sguardo rivolto alle generazioni future e alla capacità dell’evento di lasciare una traccia positiva sul territorio di Piediluco.

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Scritto da Roberto Investigator

Tre scandali politici e due frodi finanziarie portate alla luce. Lavora con un metodo quasi scientifico: molteplici fonti, documenti verificati, zero assunzioni. Non pubblica finché non è a prova di proiettile. Un buon giornalismo investigativo richiede pazienza e paranoia in egual misura.

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