Nel cuore del comprensorio matesino prende forma un progetto che vuole cambiare il modo di muoversi: il Matese Mobility Lab nasce come parte della Green Community “Matese Green & Smart: Innovazione, Partecipazione e Sostenibilità” e beneficia dei finanziamenti del PNRR, in particolare della Missione 2 – Componente 1, Investimento 3.2 Green Communities. L’iniziativa, coordinata dalla Comunità Montana Zona del Matese e affidata operativamente alla SCF Consulenza & Formazione s.a.s., vuole essere un modello replicabile per le aree interne che cercano soluzioni concrete per la mobilità sostenibile.
Il progetto è stato presentato ufficialmente nella sala consiliare dell’ente montano a Piedimonte Matese: l’appuntamento pubblico si è tenuto il 17 aprile 2026 alle ore 18:00 e ha riunito amministratori, tecnici, rappresentanti delle scuole, operatori turistici e cittadini.
L’incontro è servito a spiegare gli obiettivi, le modalità di partecipazione e la roadmap, ma anche a coinvolgere la comunità in una visione condivisa che vada oltre il singolo intervento finanziato.
Che cosa propone il Matese Mobility Lab
Al centro dell’iniziativa c’è l’intento di costruire una nuova cultura degli spostamenti, basata su tre linee di azione: formazione, educazione e sperimentazione pratica. Il laboratorio funziona come un laboratorio a cielo aperto dove si mettono in campo attività teoriche e prove sul campo per testare soluzioni di mobilità dolce, dalla progettazione delle reti ciclabili all’adozione di mezzi elettrici. La prospettiva non è solo tecnica: si punta anche a rafforzare la partecipazione civica e la capacità progettuale degli enti locali.
Tre pilastri operativi
Per gli amministratori locali sono previsti corsi specialistici destinati a tecnici comunali e sindaci, con l’obiettivo di progettare Zone 30, percorsi ciclabili sicuri e politiche di moderazione del traffico. Le scuole riceveranno kit didattici e laboratori per trasformare ragazze e ragazzi in veri e propri ambasciatori green della sicurezza stradale e dell’educazione ambientale. Nel contempo, attività pratiche e workshop sul campo introdurranno operatori turistici e cittadini all’uso di e-bike e mezzi elettrici, favorendo un’offerta turistica lenta e sostenibile.
Destinatari e attività pratiche
Il laboratorio coinvolge una pluralità di soggetti: amministrazioni comunali, istituti scolastici, associazioni, operatori turistici e la cittadinanza. Questa rete ha il compito di sperimentare soluzioni concrete e condivise, come tracciati ciclopedonali, punti di ricarica per mezzi elettrici e percorsi tematici per il turismo sostenibile.
Una parte rilevante del progetto sarà dedicata alla realizzazione di strumenti digitali, tra cui una piattaforma web che fungerà da hub per mappe, servizi e informazioni sulla mobilità del territorio.
Strumenti e servizi digitali
La piattaforma web è pensata per aggregare dati sui sentieri, promuovere itinerari e mettere in rete servizi di mobilità condivisa. Oltre al ruolo informativo, la piattaforma avrà una funzione pratica di coordinamento tra offerta turistica e domanda locale, facilitando la fruizione sostenibile del territorio. Questo approccio integra educazione e tecnologia per generare impatti duraturi, con strumenti gestibili anche dopo la fine del finanziamento.
Tempistiche, governance e impatto atteso
Le attività del progetto sono organizzate secondo i tempi previsti dal PNRR: il lavoro operativo è iniziato tra aprile e maggio e l’intervento dovrà concludersi entro il 30 giugno 2026.
Sul piano istituzionale la Comunità Montana Zona del Matese è il soggetto attuatore, con la SCF Consulenza & Formazione s.a.s. come ente esecutore; il coordinamento operativo è affidato a Enrico La Vecchia, mentre tra i relatori del lancio pubblico figurano Mario Botte, esperto in progettazione territoriale, e Rossana Orsola Tommasone per la SCF. Il segretario generale Enzo Perretta ha moderato l’incontro, alla presenza del presidente Fabio Civitillo.
L’obiettivo dichiarato è duplice: lasciare sul territorio attrezzature e competenze concrete e consegnare un Piano di Sostenibilità che continui a guidare le azioni locali anche una volta terminati i fondi europei. Se avviato con successo, il Matese Mobility Lab potrà diventare un caso di studio per altre aree interne, dimostrando come il sostegno del PNRR possa tradursi in cambiamenti reali nelle abitudini di mobilità, nella pianificazione urbanistica e nell’attrattività turistica del territorio.

