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Combi Mais Plus: precision farming con droni e nuove alleanze per il mais

Combi Mais Plus introduce i droni nella protezione con biostimolanti e rafforza la rete di partner per sostenibilità e precision farming

Combi Mais Plus: precision farming con droni e nuove alleanze per il mais

Presentata a Milano il 14 aprile 2026, la nuova edizione Combi Mais Plus segna un passo importante nell’evoluzione del protocollo ideato da Mario e Andrea Vigo e perfezionato negli ultimi 13 anni. Questa versione amplia il percorso verso il precision farming con l’introduzione per la prima volta dei droni nelle fasi colturali, in particolare per la distribuzione mirata di biostimolanti, un approccio pensato per aumentare l’efficienza degli interventi e ridurre l’impatto ambientale.

Il progetto mantiene la sostenibilità come fulcro: ricerca genetica, nutrizione del suolo e gestione idrica sono combinati per offrire mais più sano e resistente. L’obiettivo è tutelare la produttività senza compromettere la qualità del prodotto finale, intervenendo dove la pianta è più vulnerabile e proponendo soluzioni che limitino la diffusione di micotossine, problema segnalato nella scorsa campagna su un’ampia percentuale di piante.

Tecnologie operative e pratiche agronomiche

Combi Mais Plus integra strumenti e pratiche volte a ottimizzare risorse: dall’irrigazione a goccia e alla microirrigazione fino all’uso di piattaforme digitali per il monitoraggio. Grazie alla sensoristica e all’accesso ai dati via smartphone, gli agricoltori possono valutare consumi idrici ed energetici in tempo reale, supportati da sistemi come FieldView per applicazioni di agricoltura digitale. L’accoppiata tra dati e tecnologie irrigue consente un controllo puntuale dell’efficienza idrica e della gestione delle risorse.

Droni per la protezione e la biostimolazione

L’impiego dei droni, curato dal partner tecnico CSDA Media Factory, riguarda in particolare la fase di protezione delle piante con biostimolanti e prodotti di biotecnologia a bassa impronta ambientale. Le applicazioni aeree permettono applicazioni mirate su aree critiche, riducendo sprechi e migliorando l’omogeneità dei trattamenti.

Questo passaggio segna la volontà del protocollo di trasferire in campo tecnologie aerospaziali applicate all’agronomia.

Rete di partner e ruoli strategici

Il rilancio del format include due nuovi ingressi e una conferma di competenze consolidate: tra i nuovi partner figurano SIPCAM ITALIA, realtà del gruppo SIPCAM OXON attiva nello sviluppo di soluzioni per la difesa e la nutrizione delle colture, e C.GRE.CA, specialista nelle assicurazioni per i rischi agricoli; a supporto tecnico opera CSDA Media Factory. Alla rete si affiancano conferme come Unimer (oggi con la nuova linea UNIFLUID), Netafim, Bayer Cropscience (con il marchio Dekalb e la piattaforma FieldView) e Ri.Vi., ciascuno con ruoli distinti nel miglioramento genetico, nella nutrizione e nell’assistenza meccanica.

Coordinamento scientifico

Il coordinamento agronomico è affidato al dott. Leonardo Bertolani, mentre le attività operative seguono la regia del Dipartimento di Agronomia dell’Università di Torino, guidato dal professor Amedeo Reyneri. Questo collegamento tra ricerca e campo garantisce un iter sperimentale rigoroso e l’adattamento delle pratiche alle esigenze reali degli agricoltori, con un approccio che unisce sperimentazione, dati e trasferimento tecnologico.

Impatto ambientale e obiettivi strategici

Combi Mais Plus dichiara come traguardo un bilancio di crediti di carbonio positivo e mira a minimizzare le emissioni, puntando al concetto di zero emissioni di CO2 attraverso pratiche e scelte tecniche. Tra le azioni previste ci sono l’adozione di fertilizzanti organo-minerali e formulati innovativi per migliorare la funzionalità radicale e la resilienza alle condizioni climatiche avverse.

In vista delle evoluzioni normative, il protocollo anticipa temi come il divieto dell’urea nel Bacino Padano a partire dal 1° gennaio 2028, promuovendo alternative sostenibili.

Sul fronte idrico, l’uso coordinato di impianti a goccia e di sensoristica avanzata consente di impostare strategie di risparmio idrico concrete, mentre la genetica lavora per ibridi meno soggetti a contaminazioni da micotossine e più idonei alla filiera zootecnica. La combinazione di questi elementi vuole tradurre la ricerca in risultati pratici sul campo.

Combi Mais Plus si presenta dunque come un modello che integra innovazione tecnologica, nuove alleanze industriali e supporto scientifico per rispondere alle sfide della produzione di mais. Con la guida di Mario e Andrea Vigo, il protocollo punta a dimostrare come sia possibile aumentare la resilienza e la salubrità della coltura mantenendo al centro la sostenibilità e il valore per l’agricoltore.

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Scritto da Dr.ssa Silvia Moretti

Medico chirurgo e divulgatrice, specializzata in medicina preventiva. Articoli basati su studi peer-reviewed.

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