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ExoMars: il rover Rosalind Franklin partirà entro il 2028 su un Falcon Heavy

Rosalind Franklin sarà lanciata entro il 2028 con un Falcon Heavy: un capitolo nuovo per la missione ExoMars tra alleanze riviste e strumenti chiave

ExoMars: il rover Rosalind Franklin partirà entro il 2028 su un Falcon Heavy

La missione ExoMars riprende fiato dopo anni di incertezze: la NASA ha annunciato che il rover Rosalind Franklin verrà avviato verso Marte con un Falcon Heavy di SpaceX, partendo dal Kennedy Space Center. Questo annuncio segna il ritorno in scena di un progetto nato all’inizio del millennio e segnato da ritardi, rinegoziazioni e cambi di partner. La decisione riunisce competenze diverse e mette al centro obiettivi scientifici ambiziosi, senza cancellare le difficoltà del passato, ma aprendo una strada concreta verso il lancio previsto entro il 2028.

Una storia di rinvii e ricollaborazioni

Il percorso del programma è iniziato nella fase progettuale del 2001 e ha visto varie tappe chiave: nel 2009 era partita una collaborazione con la NASA, poi interrotta tre anni dopo per motivi di budget, e successivamente l’ESA aveva rinegoziato con Roscosmos.

Con quest’ultimo partner furono lanciati il Trace Gas Orbiter e il lander Schiaparelli nel marzo 2016. Il rover, inizialmente atteso per il 2018, ha accumulato ritardi dovuti a problemi tecnici e all’impatto della pandemia COVID-19, e infine la collaborazione con Roscosmos è stata interrotta nel 2026 dopo eventi geopolitici che hanno inciso sul programma.

Rinegoziazioni e nuovi accordi

A seguito dell’interruzione dei rapporti con Roscosmos, l’ESA ha riaperto il dialogo con la NASA e nel 2026 è stato siglato un nuovo accordo per assicurare il volo del rover. In questo quadro la progettazione del lander è stata affidata a imprese europee e, successivamente, è stato stabilito che la costruzione del lander sarà gestita da Airbus nel Regno Unito. La cooperazione rinnovata distribuisce i compiti: la NASA fornirà il veicolo di lancio, componenti chiave per la fase finale di discesa e strumenti scientifici essenziali.

Responsabilità tecniche e carico scientifico

Dal punto di vista operativo, la NASA metterà a disposizione il Falcon Heavy di SpaceX per il lancio, oltre ai motori frenanti del lander e alle unità di riscaldamento a radioisotopi per mantenere operativi i sistemi interni del rover nelle condizioni estreme marziane. Tra gli strumenti spicca un spettrometro di massa destinato all’analisi dei materiali raccolti, concepito per individuare segnali chimici utili alla ricerca di vita passata o presente.

Il ruolo del rover

Il Rosalind Franklin sarà equipaggiato con un trapano in grado di prelevare campioni fino a due metri di profondità, un elemento cruciale perché gli strati più profondi possono conservare meglio tracce organiche. L’obiettivo primario è lo studio del sito di atterraggio, Oxia Planum, dove i campioni verranno analizzati in loco e preparati per eventuali studi futuri.

Il lavoro sul campo sarà orientato alla ricerca di tracce di vita nel suolo e alla caratterizzazione geologica del territorio circostante.

Piano di lancio e arrivo su Marte

Il calendario ufficiale parla di un lancio entro la fine del 2028 con arrivo previsto su Marte nel 2030. Per garantire condizioni di discesa più sicure, la missione seguirà una rotta leggermente più lunga rispetto alle traiettorie classiche: questo profilo è pensato per evitare l’attraversamento dell’orbita durante il periodo critico delle tempeste di polvere stagionali, che possono compromettere visibilità e operatività all’atto dell’atterraggio.

Tecnologie di sopravvivenza

Per affrontare le notti marziane e le escursioni termiche il rover si affiderà alle unità di riscaldamento a radioisotopi, che garantiranno una sorgente di calore stabile.

La fase di discesa sfrutterà i motori frenanti forniti dalla NASA per ridurre la velocità e controllare il profilo di entrata, discesa e atterraggio, mentre lo lancio avverrà dal Kennedy Space Center su un vettore Falcon Heavy di SpaceX, combinando capacità di carico e affidabilità operativa.

Nel complesso, la nuova fase della missione ExoMars rappresenta una riconfigurazione pragmatica che punta a salvaguardare gli investimenti scientifici e a portare finalmente il Rosalind Franklin su Marte. Tra sfide tecniche e coordinamento internazionale, il programma mostra come la cooperazione tra agenzie e industrie possa rimettere in moto un progetto lungo e complesso, con l’obiettivo di ampliare in modo significativo la nostra comprensione del pianeta rosso.

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Scritto da Andrea Ferrara

Giornalista professionista, 20 anni di cronaca politica e attualita'.

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