Negli ultimi mesi la storia della collaborazione internazionale su Marte ha preso una piega che richiede adattamenti significativi. L’ESA continua a guidare la missione ExoMars e a mettere a punto il rover Rosalind Franklin, ma il progetto ha dovuto riorganizzarsi dopo la fine della cooperazione con Roscosmos a seguito dell’invasione dell’Ucraina. In risposta a questi cambiamenti, la NASA ha dichiarato il suo sostegno al programma, inserendosi con un pacchetto di contributi tecnici e operativi che mirano a colmare alcune delle lacune rimaste.
Questo intervento avviene in un contesto più ampio di priorità contrastanti all’interno della NASA, dove tagli promessi dall’amministrazione Trump — ancora da approvare dal Congresso — sembrano dare maggiore peso alle missioni del programma Artemis rispetto ad altre attività scientifiche.
Nonostante ciò, l’agenzia statunitense ha confermato la partecipazione alla seconda fase di ExoMars, che include la possibile partenza del rover nel 2028, e la volontà di mettere a disposizione esperienze, componenti e capacità di lancio.
Ruoli distinti: chi fa cosa nella missione
L’ESA rimane il coordinatore principale della missione e responsabile delle operazioni di superficie: fornisce il rover, la piattaforma di trasporto e ha commissionato il lander ad Airbus dopo la fine dei legami con Roscosmos. La NASA, attraverso il progetto denominato ROSA (Rosalind Franklin Support and Augmentation), interverrà con elementi specifici. Tra questi ci sono il lancio su un Falcon Heavy di SpaceX dal Launch Complex 39A del Kennedy Space Center, unità di riscaldamento a radioisotopi per mantenere la temperatura notturna del rover e motori di frenata per la piattaforma del lander.
Componenti tecnici chiave forniti dalla NASA
Oltre al veicolo di lancio e ai sistemi di discesa, la NASA fornirà anche parti dell’elettronica di bordo e uno spettrometro di massa destinato alla ricerca di molecole organiche. Le unità di riscaldamento a radioisotopi sono particolarmente importanti per la sopravvivenza notturna nell’ambiente marziano e per la continuità delle operazioni scientifiche, mentre i motori di frenata garantiranno l’inserimento sicuro del lander nella fase finale di discesa.
Obiettivi scientifici e area di atterraggio
La missione si concentra sulla ricerca di molecole organiche che possano essere correlate a una possibile presenza di vita microbica passata o presente, privilegiando lo studio dei depositi sotterranei. Il sito prescelto per l’atterraggio è Oxia Planum, una regione ritenuta favorevole alla conservazione di materiali antichi.
Il rover Rosalind Franklin è progettato con una trivella in grado di penetrare più in profondità rispetto ad altri veicoli marziani, raggiungendo strati di suolo che possono offrire una migliore preservazione degli indicatori organici rispetto alla superficie esposta ai raggi cosmici e al vento marziano.
Vantaggi della perforazione profonda
Scendere sotto la superficie significa ridurre l’esposizione a processi che degradano le molecole organiche, aumentando la probabilità di trovare segnali rilevanti. La presenza già consolidata in orbita del Trace Gas Orbiter (TGO) aiuta a contestualizzare i risultati di superficie con misure atmosferiche e a pianificare le operazioni. Inoltre, il fatto che rover come Curiosity e Perseverance siano ancora operativi fornisce alla NASA un patrimonio operativo utile da trasferire in termini di esperienza sulla gestione dei rover marziani.
Implicazioni pratiche e prossimi passi
La nuova configurazione richiede ulteriori test, integrazioni e approvazioni politiche e di bilancio. La possibile finestra di lancio nel 2028 resta valida, ma dipenderà dalla riuscita delle soluzioni alternative al supporto russo, dall’assemblaggio dei componenti forniti dalla NASA e dall’ok finale del Congresso statunitense rispetto ai finanziamenti. In ogni caso, la collaborazione rinnovata tra ESA e NASA rappresenta un esempio di come partnership internazionali possano adattarsi in presenza di imprevisti geopolitici e tecnici, mantenendo al centro l’obiettivo scientifico della ricerca di tracce organiche su Marte.

