Come aprire una fondazione benefica

Gli step fondamentali per aprire una fondazione benefica

aprire una fondazione benefica

Aprire una fondazione benefica è spesso il sogno di coloro che vogliono perseguire un obiettivo di pubblica utilità. Ma come aprire una fondazione benefica? in questo articolo capiremo quali sono i requisiti da rispettare e qual è l’iter da seguire.

Come aprire una fondazione benefica: i requisiti e gli scopi

Aprire una fondazione benefica è consentito a tutti, siano persone fisiche maggiorenni oppure enti collettivi o enti pubblici. L’unico requisito indispensabile è la disponibilità sufficiente di fondi e di patrimonio che saranno dedicati agli scopi della fondazione e che saranno indicati nello statuto.

Prima di procedere all’apertura della propria fondazione, è inoltre indispensabile stabilirne uno scopo chiaro e ben definito. Lo scopo con cui nasce una fondazione ne determina la tipologia.

Attenzione però, costruire una fondazione in Italia non presenta alcun vantaggio tributario. Ciò vuol dire che non dovremo aspettarci benefici tributari, in quanto non previsti dalla nostra legislazione. L’odierno sistema di tassazione, infatti, non prevede regole diverse nei casi di fondazioni pubbliche o private se pur non fondate e a scopo di lucro. Solo per le organizzazioni non lucrative di utilità sociale (ONLUS), sono in vigore agevolazioni fiscali.

Inoltre, lo scopo della fondazione non può essere modificato né dal fondatore né dall’organo amministrativo.

Come aprire una fondazione benefica: fondazione e finanziamento

Per fare in modo che la fondazione sia riconosciuta dalle autorità statali, è necessario regolarizzare la sua esistenza partendo dalla redazione e ufficializzazione dell’atto di fondazione e dello statuto.

  • Atto di fondazione: è unilaterale e può essere fatto da una o più persone fisiche o giuridiche. Deve inoltre contenere una disposizione patrimoniale e delle precise disposizioni per la formazione di un’istituzione che gestisca il patrimonio.
  • Statuto: chiarisce come verrà gestita la fondazione, quali organi amministrativi ne faranno parte e come verranno prese le decisioni.

È importante che le fondazioni siano riconosciute come regolari dalle autorità statali competenti. Gli enti che operano a livello nazionale devono essere riconosciuti dalle prefetture, incaricate di mantenere il registro delle persone giuridiche. Invece, le fondazioni che operano solo in ambito locale sono registrate nei registri regionali, curati dalle regioni.

Una volta chiarito come procedere alla fondazione del nostro ente, parliamo ora di come sia possibile finanziarlo. Come già abbiamo detto, l’unica indicazione è quella di avere sufficienti fondi per poter perseguire lo scopo della fondazione. Nel concreto però, sono necessarie molto spesso somme elevate che possono variare tra i 50.000€ e i 100.000€ e che servono a tutelare i possibili creditori. Per svolgere le sue attività, la fondazione avrà a disposizione il suo patrimonio, eventuali contributi pubblici, donazioni da parte di altri enti e/o privati e quote del 5×1000.

È sempre bene ricordare che quando si crea una fondazione ci si separa per sempre dai propri bene privati. In caso di scioglimento, quindi, i beni non possono essere restituiti o recuperati in alcun modo ma verranno devoluti a terzi.

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Scritto da Chiara Cichero

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