Il 2026 si apre con segnali di recupero per il mercato della finanza sostenibile, che prova a rialzarsi dopo il rallentamento registrato l’anno precedente. I report di settore evidenziano una dinamica ancora lontana dai massimi storici ma con indicatori positivi: le emissioni globali legate a prodotti sostenibili mostrano una leggera ripresa, mentre cambia in modo significativo la composizione degli strumenti finanziari impiegati per sostenere la transizione.
Questa panoramica sintetizza i dati più rilevanti, le tendenze per area geografica e l’impatto sui mercati immobiliari, mettendo in evidenza perché alcuni prodotti finanziari continuano a dominare e quali fattori regolatori resteranno decisivi nei prossimi mesi.
Numeri chiave e traiettoria delle emissioni
Secondo il monitoraggio trimestrale riportato nel Sustainable Finance Pulse di ING, le emissioni globali nel 2026 si sono assestate a 1.557 miliardi di dollari (escluse le asset-backed securities), in calo rispetto ai 1.669 miliardi del 2026 ma sopra i livelli del 2026.
Per il 2026 gli analisti stimano un rimbalzo a circa 1.621 miliardi di dollari, un recupero parziale che tuttavia non riporta il mercato ai livelli di picco del 2026, quando le emissioni toccarono i 1.854 miliardi.
Composizione e differenze tra strumenti
La struttura del mercato si trasforma: i green bond rimangono la voce dominante, con oltre 670 miliardi di dollari nel 2026 e una previsione di circa 700 miliardi per il 2026, mentre i green loan superano i 250 miliardi. Sul fronte dei prodotti sustainability-linked emerge invece una contrazione: i sustainability-linked loan scendono intorno ai 145 miliardi nel 2026, con un recupero moderato stimato a 160 miliardi nel 2026; i sustainability-linked bond si attestano a circa 33 miliardi e potrebbero ridursi ulteriormente a 25 miliardi.
Geografia della ripresa: chi accelera e chi frena
La ripresa non è uniforme: l’area EMEA rimane il fulcro del mercato e dovrebbe guidare il rimbalzo grazie a operazioni di rifinanziamento e investimenti legati alla transizione energetica, mentre l’Europa centro-orientale mostra uno slancio ancora più marcato. Negli Stati Uniti la crescita è frenata dall’incertezza regolatoria che ha ridotto l’attività privata, compensata solo in parte dall’intervento pubblico. Al contrario, la regione Asia-Pacifico prosegue in un trend positivo, trainata soprattutto dai green bond e dai green loan.
Fattori strutturali di supporto
I driver di fondo che sostengono il mercato restano stabili: gli investimenti orientati alla decarbonizzazione, gli obiettivi al 2030 e le politiche pubbliche continuano a creare domanda di strumenti sostenibili.
Questo contesto aiuta a spiegare perché, nonostante oscillazioni congiunturali, la base di domanda per prodotti ESG resta consistente e orientata a progetti di lungo periodo.
Il ruolo delle banche e l’effetto sul real estate europeo
Nel 2026 ING ha dichiarato di aver mobilitato 166 miliardi di euro in finanza sostenibile, segnando un incremento del 28% rispetto al 2026; solo nell’ultimo trimestre dell’anno la banca ha raggiunto 56 miliardi (+29% rispetto al trimestre precedente), con una prevalenza di green loan, seguiti da sustainability-linked loan e green bond. Questi numeri illustrano il ruolo attivo degli intermediari nella riallocazione del capitale verso progetti verdi.
La finanza sostenibile si è inoltre rivelata un elemento centrale nella ripresa del real estate commerciale europeo dopo la correzione del 2026: la domanda si è concentrata su asset ad elevate prestazioni energetiche e con solide credenziali ESG, e gli edifici diventano sempre più al centro delle scelte di investimento.
Normativa e rischi climatici
Il quadro regolatorio europeo continua a essere determinante: gli edifici pesano per circa il 36% delle emissioni di gas serra nell’Unione europea e saranno oggetto di nuovi aggiornamenti normativi, tra cui le revisioni della direttiva sulla rendicontazione di sostenibilità e della direttiva sulla prestazione energetica degli edifici attese nei prossimi mesi. L’attenzione agli effetti fisici del cambiamento climatico si fa più intensa, influenzando valutazioni, premi di rischio e requisiti di adeguamento degli asset.
In sintesi, la finanza sostenibile nel 2026 mostra segnali di consolidamento e una trasformazione nella composizione degli strumenti: i green bond e i green loan mantengono il ruolo centrale, mentre i prodotti sustainability-linked devono confrontarsi con una domanda più selettiva. Il mix di politiche pubbliche, obiettivi climatici e interventi regolatori determinerà la velocità della transizione nei prossimi anni, con il settore immobiliare come uno degli ambiti più sensibili a queste dinamiche.

