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Test riuscito per un motore Pearl 15 alimentato al 100% a idrogeno

Un motore Pearl 15 modificato ha raggiunto la potenza di decollo funzionando esclusivamente a idrogeno, segnando una tappa significativa nel percorso verso voli meno emissivi

Test riuscito per un motore Pearl 15 alimentato al 100% a idrogeno

Un esperimento con implicazioni concrete per il futuro dei viaggi aerei è stato portato a termine da easyJet in collaborazione con Rolls-Royce presso il NASA Stennis Space Center. Il test, parte di un programma pluriennale, ha visto un motore Pearl 15 appositamente modificato raggiungere la potenza massima di decollo utilizzando esclusivamente idrogeno come carburante. Questa prova non si limita a una dimostrazione di laboratorio: gli ingegneri hanno simulato tutte le fasi critiche di un ciclo di volo, dall’accensione al decollo fino ai regimi di crociera e atterraggio, verificando la compatibilità del propulsore con idrogeno gassoso e raccogliendo dati utili per certificazioni e sviluppi successivi.

Il test sul campo e il percorso di ricerca

Il programma che ha portato a questo risultato è il frutto di quattro anni di collaborazione tecnica tra produttori e partner internazionali, inclusi fornitori di consulenza e tecnologie.

L’obiettivo dichiarato era capire se un motore progettato per aeromobili a fusoliera stretta potesse operare in sicurezza e con prestazioni adeguate usando idrogeno al 100%. L’uso del motore Pearl 15 come banco di prova è stato strategico: rappresenta una classe di turbomacchine diffuse sul segmento short- e medium-haul, quindi i dati raccolti hanno valore immediato per le applicazioni commerciali più rilevanti nell’aviazione civile.

Come è stata condotta la prova

Le prove si sono svolte su pista al NASA Stennis Space Center, con una serie di test volti a simulare le condizioni di volo reali. Gli ingegneri hanno verificato l’accensione, le accelerazioni fino alla potenza di decollo e i regimi di crociera, controllando parametri termici e emissioni.

L’uso del motore modificato ha permesso di riprodurre carichi e sollecitazioni analoghe a quelle operative, raccogliendo telemetria e video. I risultati mostrano che, nelle condizioni sperimentali, il propulsore ha risposto in modo prevedibile con performance paragonabili a quelle ottenute con carburanti convenzionali, pur richiedendo adattamenti specifici per l’alimentazione e la sicurezza.

Impatto ambientale e confronto con altre soluzioni

La scelta dell’idrogeno come vettore energetico risponde alla necessità di ridurre le emissioni di CO₂ del trasporto aereo. Se prodotto da fonti rinnovabili, l’idrogeno verde può abbattere drasticamente l’impronta carbonica dei voli, differenziandosi dai SAF (Sustainable Aviation Fuel) che sono combustibili liquidi sostenibili prodotti da rifiuti organici o oli esausti. I SAF sono oggi una soluzione pragmaticamente più vicina all’adozione su larga scala, mentre l’idrogeno offre potenziali vantaggi a lungo termine in termini di emissioni quasi nulle durante l’uso, ma richiede trasformazioni infrastrutturali e logistiche importanti.

Vantaggi e limiti tecnici

Tra i vantaggi dell’idrogeno ci sono emissioni dirette di CO₂ quasi azzerate e la possibilità di integrare la produzione rinnovabile in sistemi energetici più ampi. Tuttavia permangono criticità: lo stoccaggio a bordo o in aeroporto, la distribuzione lungo le rotte e l’adattamento degli impianti aeroportuali sono sfide non banali. Inoltre, i processi di conversione e i requisiti di sicurezza impongono nuove procedure di manutenzione e certificazione. I dati raccolti durante il test forniscono una base ingegneristica per affrontare queste questioni, ma non implicano una transizione immediata verso flotte commerciali a idrogeno senza ulteriori fasi di sviluppo.

Prospettive operative e passi successivi

Dopo il successo delle prove, il percorso proseguirà con attività di sviluppo finalizzate alla certificazione, all’ottimizzazione dei componenti e alla valutazione economica dell’adozione su scala commerciale.

Le competenze maturate nel programma quadriennale consentiranno a easyJet e a Rolls-Royce di esplorare turbine a gas progettate per l’idrogeno e di contribuire alla definizione di standard operativi. Per arrivare a voli commerciali a idrogeno saranno necessari investimenti in infrastrutture aeroportuali, accordi sulla filiera energetica e interventi regolatori che facilitino la certificazione dei nuovi sistemi di propulsione.

Che cosa significa per i passeggeri

Per gli utenti finali questa innovazione potrebbe tradursi in offerte di voli con minor impatto ambientale, soprattutto sulle rotte a corto e medio raggio dove il ruolo dei motori testati è più rilevante. La transizione, tuttavia, sarà graduale: nel frattempo convivranno diverse strategie di decarbonizzazione, dai SAF all’elettrificazione parziale, fino agli approcci a idrogeno. L’esperimento al NASA Stennis Space Center rappresenta una pietra miliare che avvicina le possibilità tecniche alla realtà operativa, lasciando aperte le sfide economiche e infrastrutturali da affrontare.

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Scritto da Lucia Ferretti

Reporter investigativa, 14 anni di inchieste su societa' e diritti civili.

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