Il Codice della Strada è stato recentemente riformato per introdurre in Italia le tanto attese targhe personalizzate. L’iniziativa, annunciata dalla Presidente del Consiglio, prevede un sistema di emissione “on demand” che rispetta il design già in vigore (sfondo bianco, caratteri neri e bande blu laterali). Tuttavia, il percorso legislativo è ancora in corso: la bozza deve attraversare la Conferenza Unificata, ottenere il parere del Consiglio di Stato e, soltanto dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, poter essere attuata.
Data di entrata in vigore e iter legislativo
Il testo definitivo del nuovo Codice della Strada dovrebbe essere pubblicato nella primavera dell’anno prossimo. La sua efficacia formale è fissata per il 1° gennaio 2028, ma la disciplina pratica dipenderà dalla successiva emissione di regolamenti attuativi da parte della Motorizzazione Civile. Tali regolamenti dovranno anche aggiornare il portale online dedicato alle targhe personalizzate, così da consentire le richieste digitali. In pratica, le prime immatricolazioni con targa su misura potranno avvenire non prima del 2028, salvo eventuali ritardi amministrativi.
Iter di approvazione
Una volta redatto, il provvedimento passa attraverso la Conferenza Unificata, dove Ministeri e regioni concordano le disposizioni finali. Il Consiglio di Stato esamina la legittimità costituzionale e la correttezza formale. Solo dopo aver superato questi passaggi, la norma sarà inserita nella Gazzetta Ufficiale, garantendo così la certezza giuridica necessaria per l’applicazione pratica.
Tariffe, pagamento e procedura di emissione
Il nuovo schema prevede costi distinti per auto e motoveicoli. Per le automobili, la combinazione di due targhe (anteriore e posteriore) comporta una spesa totale di 600 euro: 500 euro vanno all’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato per la produzione e 100 euro rappresentano una maggiorazione destinata al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (MIT). Le motociclette, che hanno una sola targa, pagheranno 360 euro complessivi (300 euro di produzione più 20 % di maggiorazione). A questi importi si aggiungono le consuete spese amministrative per l’immatricolazione.
Modalità di pagamento
Il versamento avviene tramite il portale della Motorizzazione Civile, che accetta bonifico, carte di credito e sistemi di pagamento elettronico. Una volta confermato il pagamento, il Poligrafico stampa la targa secondo lo schema fisso AA 000 AA, mantenendo font, dimensioni e colori previsti dalle normative europee. Il MIT provvede alla consegna al richiedente entro trenta giorni lavorativi, salvo eventuali verifiche di compatibilità.
Caratteri ammessi, limitazioni e possibili usi secondari
Il nuovo regime permette di scegliere liberamente la sequenza alfanumerica, purché rispetti lo schema di sette caratteri (due lettere, tre numeri, due lettere). Sono escluse le lettere tradizionalmente vietate per evitare fraintendimenti: I, O, Q, U e tutti i caratteri accentati o provenienti da alfabeti non latini (Ç, Ñ, Ö, Ü, ecc.). Rimangono disponibili le 22 lettere ammesse, comprese X, Y, W, K e J. Le combinazioni già assegnate non potranno essere riutilizzate, ma saranno libere quelle rilasciate dal 1994 che non sono più in uso.
Mercato secondario
Poiché la targa rimane legata al veicolo fino alla sua demolizione, si prevede la nascita di un mercato di veicoli “griffati” dove le targhe personalizzate costituiscono valore aggiunto. In caso di furto o smarrimento, la normativa consente la richiesta di un duplicato con la stessa combinazione, garantendo così la continuità dell’identità visiva del mezzo.



