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30 Ottobre 2026

Oggetti di design storici: dalla poltrona al paio di occhiali

Scopri le 23 icone che hanno definito l’arredo di lusso, la luce negli ambienti e le forme degli occhiali che ancora oggi ispirano case e passerelle.

Oggetti di design storici: dalla poltrona al paio di occhiali

Nel corso di quattro decenni di pubblicazione, la rivista di architettura e design ha documentato l’inserimento di oggetti leggendari negli spazi più ricercati. Queste icone del design non sono soltanto arredi eleganti: sono testimonianze di un linguaggio che attraversa generazioni, radicandosi nella cultura visiva di case, mostre e persino nella moda.

Il loro valore non risiede unicamente nella bellezza estetica, ma nella capacità di raccontare una storia attraverso forme, materiali e innovazioni tecniche. Dalle poltrone firmate Gio Ponti alle lampade che hanno sfidato la staticità del soffitto, fino alle montature che hanno definito l’identità di un’epoca cinematografica, ogni pezzo rivela una sintesi di funzionalità e espressione culturale.

Poltrone e sedute che hanno ridefinito l’eleganza negli interni

Tra le prime protagoniste troviamo la poltrona D.154.2 di Molteni&C, ideata da Gio Ponti nel 1954 per la villa Planchart a Caracas. Realizzata con una struttura in legno curvato e tappezzeria avvolgente, la sedia unisce comfort e eleganza formale, restando oggi parte della Heritage Collection e disponibile anche per uso esterno. Un altro capolavoro è la Round D.154.5, riscoperta dopo più di sessanta anni grazie a una rigorosa ricerca negli archivi Ponti e a una riproduzione fedele dei materiali originali. In ambito più contemporaneo, la sedia Peggy di Armani/Casa si ispira alla figura poliedrica di Peggy Guggenheim, presentando una silhouette scolpita in legno massello che rimanda al concetto di “seduta avvolgente”.

Le chaise longue di Le Corbusier, Jeanneret e Perriand

La 4 Chaise longue à réglage continu, frutto della collaborazione tra Le Corbusier, Pierre Jeanneret e Charlotte Perriand nel 1928, è stata prodotta in serie da Cassina dal 1964. Il loro design, caratterizzato da una struttura tubulari in acciaio e un cuscino ergonomico, ha saputo coniugare purezza geometrica e comfort per quasi un secolo, diventando una presenza fissa nelle dimore storiche di Milano e oltre.

Luce e scultura: le lampade che hanno cambiato la percezione dello spazio

La famosissima lampada Arco, ideata dai fratelli Achille e Pier Giacomo Castiglioni per Flos, ha rivoluzionato il concetto di illuminazione sospesa. Con una base di marmo di Carrara, un braccio telescopico in acciaio inox e un paralume semisferico perforato, la lampada permette di illuminare tavoli senza vincolarsi al soffitto, creando un gioco di luci dinamico e riconoscibile a livello internazionale. Un altro esempio è la lampada Pipistrello di Gae Aulenti per Martinelli Luce (1965), caratterizzata da un corpo in alluminio verniciato e da un tubo telescopico in acciaio che solleva il paralume opalescente, ispirandosi alle ali di un pipistrello per difondere una luce morbida e diffusa. Infine, la scultura luminosa Pavillon di Ettore Sottsass per Venini rappresenta una reinterpretazione artistica del tavolo-lampada, dove vetro soffiato e forme geometriche si incontrano in un oggetto da esporre come opera d’arte oltre che come fonte di luce.

Montature iconiche: quando gli occhiali diventano simboli di epoca

Le montature cat-eye, con le loro linee allungate, sono immediatamente associate agli anni ’50, periodo in cui la silhouette slanciata rappresentava femminilità e audacia. Parallelamente, le famose lenti a goccia dei Ray-Ban, rese celebri dal film “Top Gun”, hanno trasformato un semplice accessorio in un’icona cinematografica. Questi stili non solo proteggono gli occhi, ma hanno accompagnato generazioni di star e personaggi pubblici, consolidando la loro capacità di definire l’identità visiva di un’intera cultura pop.

Il fascino dell’imperfezione: perché gli oggetti con storia conquistano la casa

Negli ultimi anni, un nuovo approccio all’arredo privilegia oggetti vissuti che mostrano i segni del tempo. Una sedia con legno consumato, un vaso fatto a mano o una credenza tramandata diventano protagonisti perché raccontano memorie e autenticità. Questa tendenza non è sinonimo di vintage per sé, ma di una scelta consapevole di dare spazio a personalità e ricordi all’interno dell’abitare, accogliendo il passato senza sacrificare la funzionalità moderna.

Autore

Susanna Riva

Susanna Riva osserva Bologna dalla finestra dell’Archivio di Stato dove una volta ha passato una settimana a consultare faldoni sulle cooperative cittadine: quel documento segnò la scelta editoriale di approfondire responsabilità istituzionali. Tiene linea critica nella redazione, amante del caffè lungo e del taccuino sempre pieno.