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29 Ottobre 2026

Smart city: Treviso al 22° posto nella classifica nazionale

Treviso accoglie il roadshow City Vision, dove l’invisibile rete di dati e sensori diventa pilastro della nuova smart city.

Smart city: Treviso al 22° posto nella classifica nazionale

Il roadshow City Vision ha toccato il suo nono appuntamento in Italia il 29 ottobre 2026, all’interno della Sala Coletti dei Musei Civici di Santa Caterina a Treviso. Il tema centrale, definito “l’infrastruttura invisibile”, ha spostato il dibattito dalle strutture fisiche visibili alle reti di dati, sensori e piattaforme di gestione che permettono alle amministrazioni di rendere più efficienti i servizi urbani. L’incontro ha rappresentato un punto di raccordo tra autorità locali, realtà imprenditoriali e protagonisti dell’innovazione digitale del Nord-Est, evidenziando la crescente necessità di una connessione capillare per guidare la trasformazione delle città.

Lancio del roadshow City Vision a Treviso

La cerimonia di apertura è stata condotta dal sindaco Mario Conte e da Lucio Golinelli, Chief Smart Infrastructure Officer di INWIT, con la mediazione del giornalista Alessandro Di Stefano. Entrambi hanno sottolineato come la collaborazione pubblico-privato sia il motore principale per costruire un’infrastruttura digitale neutrale e condivisa, capace di ridurre l’impatto ambientale e ottimizzare gli investimenti. Il sindaco ha ricordato che ogni decisione sulla rete deve tradursi in benefici concreti per i cittadini, dal miglioramento della sicurezza alla gestione più intelligente degli spazi pubblici.

Protagonisti e visioni sull’infrastruttura digitale

Durante la tavola rotonda, il dibattito si è concentrato su come Wi-Fi diffuso, sensori ambientali, IoT e piattaforme di analytics possano diventare il tessuto connettivo della città. Golinelli ha definito queste componenti il “sistema nervoso” della realtà urbana, capace di raccogliere dati in tempo reale per rispondere rapidamente alle esigenze dei residenti. Il sindaco Conte ha ampliato il discorso, evidenziando che la digitalizzazione dei servizi non è un fine a sé stesso, ma un mezzo per aumentare la qualità della vita, ridurre le emissioni e potenziare la resilienza territoriale.

Interventi da Udine, Verona e regione Veneto

Al tavolo di lavoro hanno partecipato Gea Arcella, assessora al digitale di Udine, Jacopo Buffolo, assessore all’innovazione di Verona, Nicolò Rocco, consigliere della Regione Veneto, e Asia Trambaioli, vicesindaca di Gaiba e presidente dell’Associazione nazionale comuni virtuosi. Tutti hanno concordato sulla necessità di un modello di infrastruttura condivisa, dove le reti sono neutre e aperte a più operatori, favorendo così l’adozione rapida di tecnologie emergenti. Le proposte hanno spaziato dalla creazione di hub di dati municipali alla standardizzazione dei protocolli di comunicazione tra sensori, con l’obiettivo di creare un ecosistema digitale scalabile.

Treviso nella classifica nazionale delle smart city

Nel contesto più ampio, Treviso si è distinto nel City Vision Score 2026, posizionandosi al 22° posto su quasi 8 000 comuni italiani. La classifica, elaborata da Blum e Prokalos, valuta 30 indicatori suddivisi in sei dimensioni: governance, economia, ambiente, vita urbana, mobilità e capitale umano. Il posizionamento di Treviso lo colloca tra i primi cinque comuni medi (50 001-100 000 abitanti) del Nord, segnando una crescita significativa rispetto agli anni precedenti grazie all’adozione di soluzioni smart e alla capacità di integrare dati aperti nella gestione quotidiana.

Rilevanza del ranking per le politiche locali

L’indicatore più alto per Treviso riguarda la smart governance, grazie a processi decisionali basati su analisi dati e a una maggiore trasparenza amministrativa. Altri punti di forza includono la smart mobility, con iniziative di mobilità condivisa, e la smart environment, sostenuta da tecnologie di monitoraggio della qualità dell’aria. Questi risultati forniscono una base solida per pianificare gli investimenti futuri, in particolare nelle aree di infrastruttura digitale e di gestione dei dati urbani.

L’incontro a Treviso ha dimostrato che la crescita di una smart city si fonda più su ciò che non è visibile ad occhio nudo che su monumenti o edifici iconici. Reti, dati e piattaforme costituiscono il perno su cui ruotano servizi più sicuri, spazi pubblici più efficienti e decisioni amministrative più informate. La sinergia tra amministrazioni, imprese e centri di ricerca, evidenziata dal roadshow, indica la strada da percorrere per trasformare l’infrastruttura invisibile in un vero motore di benessere per i cittadini di Treviso e, per estensione, per l’intero territorio veneto.

Autore

Edoardo Marchesi

Edoardo Marchesi, voce delle notizie di Palermo, ricorda la notte in cui seguì il corteo in via Maqueda e decise di chiedere carte e nomi: da allora predilige verifiche sul campo. In redazione guida l’agenda delle emergenze e custodisce una collezione di vecchie mappe della città.