Il Ride Green torna a colorare di sostenibilità le strade del Giro d’Italia, confermando un impegno iniziato dodici anni fa. L’idea alla base è semplice ma efficace: ridurre l’impatto delle manifestazioni ciclistiche sui territori ospitanti unendo pratiche concrete come la raccolta differenziata, iniziative di riforestazione e programmi educativi rivolti ai più giovani.
Questo approccio integrato coinvolge cooperative, volontari, aziende locali e partner tecnici per trasformare ogni tappa in un’occasione di rigenerazione ambientale. Accanto alla logistica della corsa, trovano spazio eventi partecipativi come il Giro-E e attività rivolte alle scuole, con l’obiettivo di lasciare sul territorio un segno positivo e misurabile.
Raccolta tappa per tappa: pratiche e risultati
Al centro del progetto rimane la raccolta differenziata eseguita in tutte le tappe, realizzata in collaborazione con la cooperativa E.R.I.C.A.
e grazie al supporto di volontari e partner locali. L’approccio adottato prevede raccolte dedicate, punti di conferimento e sensibilizzazione dei cittadini, finalizzati a massimizzare il riciclo e minimizzare lo smaltimento. Nel 2026 sono stati raccolti 70.648,50 KG di rifiuti, di cui il 92% è stato destinato al riciclo, un dato che conferma l’efficacia del modello operativo.
Comuni più virtuosi
Le premiazioni riconoscono le località che si sono distinte per i migliori indici di percentuale di raccolta differenziata. Per le partenze si sono evidenziati: Ceglie Messapica (Puglia) con 95,683 % RD, Morbegno (Lombardia) con 95,396 % RD e Potenza (Basilicata) con 94,693 % RD. Tra gli arrivi spiccano Cesano Maderno (Lombardia) con 95,904 % RD, Champoluc (Valle d’Aosta) con 94,182 % RD e Siena (Toscana) con 93,764 % RD.
Questi risultati mostrano come il coinvolgimento locale e la logistica mirata possano fare la differenza.
Tre aree da ripiantare: la sfida verde nelle Dolomiti
Una delle novità del 2026 è la campagna “Una scia green, anzi tre! 3000 nuovi alberi da piantare insieme”, realizzata in collaborazione con VAIA, la società benefit nata dopo la tempesta omonima del 2018 che ha coinvolto le Dolomiti. Quel fenomeno naturale aveva compromesso milioni di alberi: la partnership con VAIA punta ora a restituire biodiversità e stabilità al paesaggio montano tramite azioni concrete di riforestazione.
Quando e dove
Le piantumazioni si svolgeranno in tre aree collegate alle tappe del Giro: il 18 aprile a Darzo (località Valdonea), il 23 aprile a Canazei (località Penia) e il 24 aprile a Claut (località Lesis).
Questi interventi sono associati rispettivamente alla tappa numero 17 (Cassano d’Adda – Andalo), alla 19 (Feltre – Alleghe) e alla 20 (Gemona del Friuli – Piancavallo). Il pubblico è invitato a partecipare: per informazioni e prenotazioni è possibile consultare la pagina dedicata all’iniziativa.
Educazione e comunità: il progetto BiciScuola
Il progetto BiciScuola continua ad essere il veicolo educativo che introduce i bambini al mondo della bicicletta e ai valori dello sport. Concepito come edutainment, il programma promosso nell’ambito delle corse prevede attività didattiche, incontri e premiazioni nelle città di partenza e arrivo. In totale, nelle precedenti edizioni sono stati coinvolti 33.000 bambini premiati, 9.500 scuole iscritte, oltre 2 milioni di studenti, 72.500 classi partecipanti e 28.500 elaborati creativi realizzati.
Numeri e strumenti digitali
I primi dati del 2026 registrano già 2.300 classi iscritte, 62.824 studenti e 4.470 insegnanti coinvolti. Le classi hanno accesso a materiali digitali e multimediali attraverso un’area dedicata sul sito ufficiale, mentre Kahoot! ricopre il ruolo di Digital Learning Partner, fornendo strumenti di apprendimento basati sul gioco. Altri partner sostengono il progetto: Conad, Continental, Novi, Kometa e Sara Assicurazioni. La presenza della Polizia Stradale con il suo “Pullman Azzurro” integra l’offerta formativa con lezioni di educazione stradale.
Infine, i vincitori del concorso BiciScuola saranno omaggiati con il VAIA Cube, un oggetto realizzato in legno riciclato derivante dagli alberi colpiti dalla tempesta del 2018: un simbolo tangibile del legame tra memoria, recupero e responsabilità ambientale. Seguendo queste iniziative il Giro d’Italia non è solo sport ma diventa anche motore di rigenerazione e cultura della sostenibilità.

