Il governo del Regno Unito ha avviato una nuova spinta per trasformare la ricerca sui veicoli autonomi in soluzioni commerciali concrete: il programma CAM Pathfinder, finanziato con £150m e operativo fino al 2030, sosterrà otto studi di fattibilità volti a dimostrare come la mobilità connessa e automatizzata può creare valore per imprese e comunità.
Questa iniziativa fa parte della strategia industriale del paese e si inserisce accanto all’Automated Vehicles Act 2026, norma pensata per permettere l’uso sicuro e regolamentato dei veicoli senza conducente umano. L’atto prevede un percorso di attuazione completo entro il 2027 e già dalla primavera del 2026 sarà possibile avviare piloti commerciali per servizi simili a bus e taxi.
Cosa finanzia il programma e perché è importante
Il CAM Pathfinder intende ridurre gli ostacoli alla commercializzazione del settore CAM, stimato in circa £3.7bn nel contesto dell’advanced manufacturing sector plan. I progetti selezionati devono produrre casi di business che dimostrino come tecnologia e servizi possano rendere i trasporti più sicuri, sostenibili, inclusivi e produttivi. Il finanziamento mira a sostenere sviluppi che vanno dal software avanzato a servizi di trasporto intelligenti, favorendo investimenti e crescita industriale.
Gli studi approvati: scenari e ambiti applicativi
Gli otto progetti coprono un ampio ventaglio di applicazioni: dal trasporto passeggeri sanitario agli interni aeroportuali, passando per servizio privato in aree urbane e corridoi per mezzi pesanti. Tra gli obiettivi comuni c’è la trasformazione dei risultati tecnico-scientifici in proposte commerciali pronte per l’adozione su scala reale.
Trasporto pubblico e servizi locali
Uno studio, denominato ASPIRE, esplorerà come i veicoli a guida autonoma possano rispondere a problemi strutturali come la carenza di autisti, l’aumento dei costi operativi e l’obiettivo di emissioni zero. Il progetto coinvolge un produttore di autobus a zero emissioni insieme a partner accademici come Loughborough University e Queen’s University Belfast e adotterà un approccio graduale basato su test e dati per costruire un caso commerciale credibile.
Applicazioni aeroportuali e logistica
Un altro studio, guidato da un’azienda con esperienza in soluzioni AV su strada, valuterà l’impiego di veicoli autonomi in ambiti aeroportuali ristretti, analizzando aspetti operativi, economici e di sicurezza per sistemi SAE Level 4 senza personale a bordo. Il modello prevede una Remote Operations Control Centre per la supervisione remota, e una flotta modulare che include mezzi da quattro, dodici e venticinque posti.
Corse private, corrieri e corridoi dedicati
Fanno parte del gruppo studi focalizzati sul servizio privato in corridoi ad alta domanda di Londra e progetti per la movimentazione merci: dalle trattative sulla possibilità di impiegare HGV elettrici autonomi lungo il corridoio strategico tra lo stabilimento Nissan di Sunderland e il Port of Tyne, fino a studi su servizi di yard automation per traiettorie logistiche tra Vantec e Nissan.
Progetti regionali e hub dedicati
Nel nord-est sono previste iniziative coordinate da una partnership che include enti locali, università e operatori nazionali per validare un North East Vehicle Autonomous Corridor. Un ulteriore studio mira a redigere un business case per un servizio di trasporto merci driver-out lungo il corridoio Teesport–Teesside International Airport, con l’ambizione di attrarre investimenti e creare un modello replicabile.
Governance, attori e impatto atteso
Il programma è gestito dal Centre for Connected and Autonomous Vehicles (CCAV) e supportato da Zenzic e Innovate UK. Zenzic, nato per accelerare l’ecosistema CAM nel Regno Unito, lavorerà con i beneficiari per evolvere i risultati tecnici verso proposte commerciali. Innovate UK è impegnata a favorire la scalabilità delle soluzioni sviluppate, mentre i casi di studio dovranno convincere investitori e amministrazioni locali della commercialità delle tecnologie.
Nel complesso, l’insieme di studi finanziati dal programma punta a fornire non solo prove tecniche ma vere strategie finanziarie e operative, necessarie per passare dalla sperimentazione alla diffusione. Se confermate, le soluzioni saranno in grado di sostenere la crescita economica locale, migliorare la qualità del servizio di trasporto e contribuire agli obiettivi di decarbonizzazione.

