in

Cyberattacco a Rockstar: possibile fuga dal Snowflake tramite Anodot

Un attacco mirato al cloud di Rockstar con token rubati e minaccia di pubblicazione il 14 aprile 2026

Cyberattacco a Rockstar: possibile fuga dal Snowflake tramite Anodot

Il publisher britannico Rockstar Games, celebre per la serie Grand Theft Auto, è stato nuovamente preso di mira da un gruppo di criminali informatici che afferma di aver ottenuto l’accesso a risorse cloud aziendali. La rivendicazione è apparsa sul sito di leak del collettivo ShinyHunters, che ha fissato la scadenza per la pubblicazione dei dati al 14 aprile 2026. L’evento è stato reso pubblico intorno al 13 aprile 2026, data in cui la vicenda ha cominciato a circolare sui media specializzati.

Secondo le informazioni diffuse dai responsabili della fuga, l’intrusione sarebbe avvenuta sfruttando credenziali o token rubati che hanno permesso di aggirare i controlli e impersonare un utente legittimo. I dettagli tecnici indicano l’uso di strumenti di terze parti e l’accesso a una infrastruttura di gestione dati basata su Snowflake, con un ruolo centrale attribuito a Anodot, una piattaforma di analytics cloud basata su intelligenza artificiale.

Meccanismo dell’attacco

Fonti legate all’inchiesta spiegano che il vettore principale è stato il compromesso di un servizio esterno: in pratica il collettivo avrebbe sfruttato l’interazione tra Anodot e la piattaforma Snowflake per ottenere accesso, utilizzando token di autenticazione rubati. Questo approccio ha permesso agli attaccanti di apparire come un account autorizzato agli occhi dei sistemi, bypassando le normali barriere. L’episodio evidenzia come la catena di attacco spesso passi per fornitori meno osservati, considerati il più delle volte il punto più vulnerabile.

Il ruolo delle pipeline cloud

Prima dell’incidente, sono emersi problemi in alcuni flussi di dati collegati a servizi come Amazon S3 e Kinesis, oltre allo stesso Snowflake. Tali interruzioni hanno temporaneamente impedito il campionamento e la verifica dei dati, creando finestre operative che possono essere sfruttate dagli aggressori.

Il caso mette in luce l’importanza di monitorare continuamente le pipeline e di adottare tecniche di difesa come la rotazione automatica dei token, la segmentazione degli accessi e la validazione end-to-end.

Cosa potrebbe essere stato compromesso e quale impatto

Rockstar ha dichiarato, tramite comunicazioni a testate giornalistiche, che è stato consultato «un quantitativo limitato di informazioni aziendali non materiali» e che l’incidente non avrebbe impatti sulla funzionalità dei servizi o sugli account dei giocatori. Tuttavia, i criminali hanno minacciato di rivelare contratti, dati finanziari e informazioni operative, elementi che, se resi pubblici, potrebbero alimentare campagne di phishing o fornire leve per ricatti futuri.

Rischi per partner e utenti

Anche quando non vengono esposti dati personali sensibili, le informazioni aziendali possono essere ricomposte per creare scenari di social engineering molto convincenti.

Documenti su contratti di outsourcing, piani di marketing e abitudini di spesa potrebbero servire a orchestrare attacchi mirati contro fornitori, dipendenti o giocatori. Per questo motivo gli esperti consigliano una revisione immediata degli accessi di terze parti e l’attivazione di procedure di risposta agli incidenti.

Il precedente e le conseguenze per il settore

Non è la prima volta che Rockstar viene colpita: nel settembre 2026 il gruppo Lapsus$ pubblicò filmati di sviluppo di GTA 6, e anche negli anni successivi sono circolate informazioni trapelate che hanno imposto cambi di strategia promozionale. Il responsabile di quel caso, identificato come Arion Kurtaj, fu ritenuto colpevole e giudicato nel 2026. L’insieme di episodi dimostra quanto i videogiochi AAA siano bersagli ricchi di valore per criminali che cercano notorietà e profitto.

Parallelamente, il settore videoludico continua a ricevere investimenti istituzionali: il governo britannico ha previsto fondi per supportare lo sviluppo creativo e iniziative come la London Games Festival. Queste misure puntano a sostenere studi emergenti, ma non eliminano la necessità di rafforzare la sicurezza nelle relazioni con fornitori esterni. In definitiva, la vicenda Rockstar è un monito per tutta l’industria: migliorare la governance del cloud e la supervisione dei partner è ormai indispensabile.

What do you think?

Scritto da Roberto Marini

Giornalista sportivo, 18 anni di esperienza. 3 Olimpiadi, 4 Mondiali.

Una storia scritta a mano: Cross e l'anniversario dei 180 anni

Una storia scritta a mano: Cross e l’anniversario dei 180 anni