Il Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ha comunicato la conclusione di un negoziato durato più di trenta ore presso il MIMIT. L’intesa prevede un nuovo piano industriale per Electrolux Italia, con un pacchetto di investimenti che supera i 100 milioni di euro e la garanzia di continuità per tutti gli stabilimenti presenti sul territorio nazionale.
In origine l’azienda aveva annunciato la chiusura di posti di lavoro per un totale di 1.719 esuberi. Il nuovo accordo, invece, limita le uscite a un massimo di 902 dipendenti, tutti gestiti su base volontaria e con incentivi, grazie al supporto degli ammortizzatori sociali e a percorsi di formazione e riqualificazione promossi dal Ministero del Lavoro.
Accordo firmato al MIMIT: cifre chiave e riduzione dei licenziamenti
Gli investimenti ammontano a oltre 100 milioni di euro, di cui il 72 % destinato a prodotti e il 28 % a processi produttivi. L’obiettivo è una capacità produttiva di circa 3,2 milioni di pezzi all’anno entro la fine del nuovo piano, consolidando il ruolo strategico degli impianti italiani.
Investimenti e volumi produttivi
Il capitale sarà impiegato per ampliare il portafoglio prodotti a Porcia, dove si prevede la realizzazione di 140 000 lavasciuga e il mantenimento della produzione di lavatrici esistenti. Parallelamente, gli stabilimenti di Susegana, Solaro e Forlì beneficeranno di ulteriori risorse per rafforzare le linee di assemblaggio e migliorare l’efficienza operativa.
Piano di uscite volontarie e ammortizzatori
Le 902 uscite previste saranno suddivise in 390 dipendenti di produzione, 16 di ricerca e sviluppo e 512 impiegati amministrativi. Gli incentivi includono pacchetti di liquidazione e opzioni di ricollocamento prioritario per i lavoratori con contratti precari negli ultimi due anni. Il Ministero del Lavoro coordinerà l’attivazione degli ammortizzatori più idonei.
Impatto sui principali stabilimenti italiani
Porcia vede l’ampliamento del proprio portfolio con l’introduzione di nuove linee di lavasciuga, mentre Susegana, Solaro e Forlì mantengono gli investimenti già programmati, garantendo continuità occupazionale. A Cerreto d’Esi è stato confermato il mantenimento della produzione al livello attuale, con volumi in linea con la media degli ultimi anni, fino a quando non sarà definito un progetto di reindustrializzazione volto a tutelare i 149 dipendenti.
Le dichiarazioni di Luca Ciriani, ministro per i rapporti con il Parlamento, e di Fausta Bergamotto, sottosegretario alle crisi d’impresa, hanno sottolineato l’importanza di questo risultato per evitare una “situazione inaccettabile” di delocalizzazione. Anche i sindacati Fiom-Cgil, rappresentati da Samuele Lodi e Barbara Tibaldi, hanno espresso soddisfazione per la riduzione delle eccedenze da 1.700 a 918, evidenziando la capacità di mediazione del Governo.



