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3 Novembre 2026

Caduta record di Intel: svaniti 147 miliardi in una giornata

Il valore di mercato di Intel svanisce quasi 150 miliardi in 24 ore: analisi di cause, impatti e prospettive future.

Caduta record di Intel: svaniti 147 miliardi in una giornata

Venerdì la borsa ha assistito a un episodio senza precedenti per Intel: il titolo ha perso quasi un terzo del suo valore in una sola giornata, cancellando circa 147 miliardi di capitalizzazione. Il calo, registrato a 65,76 dollari per azione, è stato innescato dalle previsioni finanziarie per il quarto trimestre 2026, nettamente inferiori alle attese degli analisti. Il risultato ha spinto gli investitori a riconsiderare l’ottimismo suscitato dai dati del terzo trimestre, che avevano indicato segnali di ripresa per il leader statunitense dei chip.

Impatto immediato sul mercato dei semiconduttori

L’effetto domino è stato immediato su tutto il comparto. L’indice PHLX Semiconductor Sector (SOX), che aggrega le performance di trenta società chiave, è sceso del 9,14%, passando da 10.465,38 a 9 412,24 punti. Stime intermedie indicano una perdita aggregata di capitalizzazione vicina a 1 000 miliardi di dollari tra le aziende legate ai semiconduttori. Oltre a Intel, hanno subito forti ribassi AMD, Arm, Qualcomm e NVIDIA, nonché i giganti dei server e del cloud, evidenziando il timore diffuso sulla sostenibilità degli investimenti richiesti per le infrastrutture di intelligenza artificiale.

Reazioni di analisti e investitori istituzionali

Le valutazioni di rating hanno subito variazioni significative: mentre alcuni analisti hanno mantenuto una raccomandazione “buy” per Intel, le principali banche di investimento hanno rivisto il rating a “neutral”. John Vinh di KeyBanc ha definito la situazione una “ondulazione di vendita eccessiva”, ipotizzando una ripresa della capacità produttiva dei server nella seconda metà del 2027. Altri, come Jay Goldberg di Seaport Research, avvertono che la compagnia deve ancora risolvere i problemi di capacità prima di poter capitalizzare sulla domanda crescente di data-center.

Risultati trimestrali e previsioni per il Q4 2026

Il terzo trimestre aveva portato buone notizie: i ricavi complessivi sono aumentati del 21% su base annua, raggiungendo i 16,5 miliardi di dollari, trainati dal segmento Data Center & AI, che ha registrato 7,3 miliardi, un +78% rispetto all’anno precedente. Al contrario, la divisione Client Computing & Physical AI Group (CCPG) ha chiuso a 8,1 miliardi, in calo del 5% su base annua e del 9% rispetto al trimestre precedente, con le spedizioni di processori per PC diminuite del 14%. Le previsioni per il quarto trimestre indicano ricavi tra 15 e 16 miliardi, con un valore medio di 15,5 miliardi, contro le stime di Wall Street di 17,07 miliardi. L’utile per azione rettificato atteso è di 0,25 dollari, ben al di sotto dei 0,43 dollari previsti. Anche i margini lordi sono attesi al 38%, rispetto al 44,1% del trimestre precedente.

Cause strutturali del crollo: domanda PC, capacità produttiva e incidente in Israele

Tre fattori hanno alimentato le previsioni pessimistiche. Prima di tutto, la domanda di personal computer è in declino: l’aumento dei prezzi della memoria e le difficoltà di approvvigionamento di componenti chiave stanno rendendo i PC più costosi, con una previsione di contrazione del 10% nel 2027 rispetto al 2026. In secondo luogo, Intel non riesce a soddisfare la crescente domanda di CPU per data-center, a causa di limitazioni sia nella fabbricazione dei wafer sia nelle operazioni di packaging. Questa carenza di capacità impedisce di trasformare la domanda di server in vendite concrete. Infine, un’esplosione avvenuta a ottobre in uno stabilimento di chip in Israele ha interrotto temporaneamente la produzione destinata ai data-center, aggravando ulteriormente la situazione.

La quota del governo statunitense nell’investimento Intel

Il governo degli Stati Uniti detiene una partecipazione significativa in Intel, acquistata a un prezzo medio di 20,47 dollari per azione. Nonostante il crollo del titolo, la quota governativa rimane teoricamente positiva, con un guadagno potenziale vicino ai 20 miliardi. Tuttavia, la perdita di 11 miliardi di valore in una sola seduta ha ridimensionato i benefici attesi, suscitando interrogativi sulla solidità di un investimento pubblico in un contesto di forte volatilità.

Autore

Edoardo Marchesi

Edoardo Marchesi, voce delle notizie di Palermo, ricorda la notte in cui seguì il corteo in via Maqueda e decise di chiedere carte e nomi: da allora predilige verifiche sul campo. In redazione guida l’agenda delle emergenze e custodisce una collezione di vecchie mappe della città.