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5 Novembre 2026

Texas, AI e politica: i piani dei colossi tecnologici sotto attacco

Le recenti elezioni democratiche mettono in discussione i mega‑progetti AI in Texas, compromettendo i piani di Oracle, SpaceX e altri giganti della tecnologia.

Texas, AI e politica: i piani dei colossi tecnologici sotto attacco

Le recenti elezioni statali hanno cambiato drasticamente lo scenario politico del Texas. Dopo una serie di vittorie di senatori e governatori democratici, i tradizionali accordi fra Stato e grandi imprese tecnologiche stanno per essere riesaminati. Il risultato è un clima di incertezza che grava sui progetti più ambiziosi di intelligenza artificiale nel Sud-Ovest americano.

Il piano originale prevedeva che il 25% della capacità computazionale destinata ai prossimi data center AI fosse costruito in Texas. Gli investimenti, stimati in centinaia di miliardi di dollari, dovevano alimentare gli hyperscaler del settore. Tra gli attori principali figura Oracle, che avrebbe sfruttato ampie agevolazioni fiscali, e SpaceX, che contava su terreni a costi ridotti per erigere strutture di immense dimensioni. Altri protagonisti erano CoreWeave, il costruttore di data center più vulnerabile, e la più ampia catena di fornitori di chip, legata a Nvidia.

Il Texas al centro del progetto AI

Il Texas era stato scelto per la sua capacità energetica e per la disponibilità di grandi appezzamenti di terra a basso costo. L’offerta comprendeva sovvenzioni statali, riduzioni fiscali sul valore dei terreni e un modello di consumo energetico in parte trasferito alla rete locale, con l’obiettivo di mantenere bassi i costi operativi per le aziende. Per Oracle, gli incentivi avrebbero rappresentato un vantaggio competitivo decisivo, mentre per SpaceX la presenza di un hub AI avrebbe rafforzato la sua posizione nel settore della difesa e dei lanci spaziali.

Le nuove forze democratiche e le loro opposizioni

Il panorama politico è stato scosso dall’elezione di James Talarico a primo senatore democratico del Texas dal 1988, e dalla vittoria di Gina Hinojosa alle governatoriali. Entrambi hanno espresso forte contrarietà ai regali fiscali già concessi alle imprese di intelligenza artificiale. Hanno richiesto la revisione dei piani di incentivazione, sostenendo che i benefici fossero sproporzionati rispetto al valore per i contribuenti texani. La loro posizione non è contro i data center in sé, ma contro le agevolazioni fiscali che avrebbero garantito loro un vantaggio competitivo eccessivo.

Oracle e le promesse di agevolazioni fiscali

Le dichiarazioni di Talarico hanno immediatamente sollevato dubbi sulla fattibilità del progetto di Oracle. L’azienda aveva pianificato di investire più di 100 miliardi di dollari per creare una rete di centri di calcolo dedicati all’AI, sfruttando crediti d’imposta e tariffe energetiche ridotte. Con l’arrivo dei nuovi legislatori, le condizioni contrattuali dovranno essere rinegoziate, mettendo a rischio la sostenibilità finanziaria del progetto e potenzialmente costringendo Oracle a ridimensionare o a trasferire l’investimento altrove.

Impatto sui mercati e sulle quotazioni

Le preoccupazioni non restano confinabili al livello locale. Sul S&P 500 le società legate all’AI rappresentano circa il 45% della capitalizzazione totale, equivalenti a più di 30 000 miliardi di dollari. Un rallentamento nella realizzazione dei data center texani potrebbe innescare una scossa sui prezzi delle azioni di Oracle, CoreWeave, SpaceX (anche se non quotata, le sue partnership influenzano i titoli correlati) e dei fornitori di chip. Gli analisti temono che una revisione delle agevolazioni possa ridurre le previsioni di crescita dell’intero segmento AI, con ripercussioni su Wall Street.

Nel frattempo, Elon Musk ha già speso oltre 400 milioni di dollari per sostenere la campagna dei democratici texani, dimostrando quanto le alleanze tra Big Tech e politica possano essere volatili. Il denaro impiegato in campagne elettorali, unito all’incertezza normativa, sta costringendo le aziende più legate a Trump a rivedere le loro strategie di investimento, con possibili effetti a catena sull’intero ecosistema tecnologico statunitense.

Autore

Andrea Innocenti

Andrea Innocenti ha coordinato dall'estero il rientro di una cronista napoletana durante una crisi diplomatica, gestendo contatti con consolati; è corrispondente esteri che definisce linee editoriali sulla geopolitica. Nato a Napoli, parla dialetto locale e mantiene rapporti con ONG partenopee.