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9 Ottobre 2026

Scopo 2030: reattore nucleare per la base lunare USA

NASA e DOE si uniscono per portare l’energia nucleare sulla Luna entro il 2030, con un test di propulsione nel 2028.

Scopo 2030: reattore nucleare per la base lunare USA

Il 1° novembre, presso il Donald J. Trump Institute of Peace di Washington, l’amministratore della NASA Jared Isaacman e il segretario al Dipartimento dell’Energia Chris Wright hanno firmato un memorandum d’intesa intitolato Accelerating American Leadership in Space Nuclear Power and Propulsion. L’accordo, definito “memorandum d’intesa”, prevede una collaborazione totale, dalla ricerca avanzata alla produzione del combustibile, fino ai test, all’integrazione con i vettori di lancio e alla gestione operativa in volo. La data di entrata in vigore è fissata al 1° novembre, segnando l’avvio di una partnership che si propone di assicurare la massima sicurezza in ogni fase del progetto.

Obiettivi chiave del memorandum firmato a Washington

Il documento si basa sull’ordine esecutivo del presidente Donald Trump del 18 dicembre 2025, che richiede alla NASA di sviluppare, entro il 2030, un reattore nucleare pronto al lancio per la superficie lunare. L’obiettivo principale è fornire energia elettrica alla futura base lunare durante le lunghe notti (circa due settimane terrestri) e nelle regioni permanentemente in ombra. Parallelamente, il memorandum riafferma la cooperazione già esistente su sistemi a fissione e generatori a radioisotopi valorizzando le competenze di DOE nella produzione di combustibile e nei test di sicurezza.

Rischi e considerazioni sulla sicurezza

Gli esperti denunciano possibili pericoli legati al lancio di un reattore nucleare in spazio. Un’incidente in fase di decollo potrebbe disperdere materiale radioattivo sulla Terra, mentre un impatto in mare potrebbe facilitare la scissione atomica a causa del rallentamento dei neutroni nell’acqua. Un eventuale fallimento sulla superficie lunare disperderebbe invece il materiale su una zona ampia a causa della bassa gravità. Il New York Times ha segnalato che anche la Russia, in collaborazione con la Cina, mira a installare un reattore similare entro il 2036, evidenziando la dimensione geopolitica della corsa all’energia atomica extraterrestre.

Space Reactor-1 Freedom: la prima dimostrazione di propulsione nucleare

Il primo passo operativo è previsto per il 2028, con il lancio del Space Reactor-1 Freedom. Si tratta della prima navicella della NASA a utilizzare la propulsione nucleare per una missione di esplorazione profonda. Il veicolo si dirigerà verso Marte dove rilascerà tre elicotteri simili a Ingenuity per testare il funzionamento di dispositivi aerea in un ambiente marziano. I dati raccolti saranno cruciali per la progettazione del Lunar Reactor-1 poiché la propulsione nucleare consentirà di valutare le performance dei sistemi di potenza in condizioni di lungo volo e di dubbia esposizione radiativa.

Lunar Reactor-1: energia stabile per la futura Moon Base

Il Lunar Reactor-1 rappresenta il fulcro della strategia americana per permanere sulla Luna. L’energia prodotta alimenterà habitat, sistemi di comunicazione, strumentazione scientifica, rover, impianti per l’utilizzo delle risorse locali e altre infrastrutture critiche. Il reattore, progettato per operare in completo isolamento dalla luce solare, dovrà garantire un funzionamento continuo durante le notti lunari e nelle zone d’ombra permanente, fattori che altrimenti limiterebbero le attività umane.

Il progetto non è soltanto una sfida tecnologica, ma anche la base per una filiera industriale nazionale dedicata al nucleare spaziale. Oltre ai reattori, il memorandum prevede la fornitura di generatori a radioisotopi per missioni come Dragonfly, il velivolo destinato a Titan, e per il rover europeo Rosalind Franklin della missione ExoMars 2028. Entrambe le iniziative sfruttano unità termoelettriche per mantenere operative le apparecchiature in ambienti estremamente freddi, illustrando come l’energia nucleare possa diventare il “collante” di future esplorazioni interplanetarie.

Autore

Andrea Innocenti

Andrea Innocenti ha coordinato dall'estero il rientro di una cronista napoletana durante una crisi diplomatica, gestendo contatti con consolati; è corrispondente esteri che definisce linee editoriali sulla geopolitica. Nato a Napoli, parla dialetto locale e mantiene rapporti con ONG partenopee.