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8 Ottobre 2026

Made in Italy parla la lingua della tecnologia per conquistare i mercati

L’ambasciatore Varricchio illustra il nuovo ruolo della tecnologia nel Made in Italy, la spinta asiatica di STMicroelectronics e il legame tra territorio e internazionalizzazione.

Made in Italy parla la lingua della tecnologia per conquistare i mercati

L’innovazione tecnologica avanza a ritmo serrato e, secondo l’ambasciatore Armando Varricchio l’Italia deve inserirsi in questa corsa per valorizzare la propria competenza professionale e la tradizionale capacità di fare, costruire e risolvere problemi. Durante la conferenza “Obiettivo Export – Imprese e territori del centro Italia”, organizzata dal Ministero degli Affari Esteri, Varricchio ha sottolineato che oggi queste doti devono parlare il linguaggio della tecnologia elemento ormai centrale per la reputazione del Paese nel mondo.

Il discorso di Armando Varricchio sulla tecnologia come nuova lingua del Made in Italy

Varricchio ha definito il Made in Italy un brand straordinario, riconosciuto globalmente, ma in fase di evoluzione continua. Il tema dominante è la tecnologia capace di superare crisi e di posizionarsi laddove si aprono le prospettive più promettenti. Non è più solo una questione di design o artigianato: la digitalizzazione e le soluzioni high-tech diventano il vero biglietto da visita per le imprese italiane che aspirano a mercati esteri.

La presenza di STMicroelectronics in Asia: Singapore e Malesia

Nel corso degli ultimi anni, STMicroelectronics ha trasformato le sue radici europee, nate in Italia e Francia, in una vera e propria multinazionale globale. L’ambasciatore ha raccontato la recente visita agli stabilimenti dell’azienda a Singapore e in Malesia, dove ha osservato una “corsa verso il futuro” in cui la lingua italiana è sempre più presente nelle discussioni operative.

Visita agli stabilimenti e prospettive di crescita

Gli impianti asiatici mostrano una capacità produttiva all’avanguardia, con linee di fabbricazione che integrano intelligenza artificiale e tecnologie di Internet of Things. Varricchio ha evidenziato come queste strutture non solo amplifichino la quota di mercato globale di ST, ma fungano anche da ponte per le piccole e medie imprese italiane che desiderano accedere a catene di approvvigionamento internazionali.

Il ruolo del Lazio e del centro Italia nella spinta all’export

Il presidente del Consiglio di Sorveglianza ha puntato i riflettori sul Lazio definendolo un esempio di come la coesione tra territorio e internazionalizzazione possa tradursi in risultati “straordinari”. Il centro Italia, con le sue reti di ricerca, università e poli industriali, offre una base solida per le aziende che intendono espandersi oltre i confini nazionali.

Secondo Varricchio, il rapporto virtuoso tra imprese e istituzioni rappresenta la carta vincente del sistema produttivo italiano. Quando il paese si muove in modo coeso, le energie vengono valorizzate al massimo, creando un circolo virtuoso che favorisce l’innovazione, l’export e la crescita sostenibile.

Autore

Susanna Riva

Susanna Riva osserva Bologna dalla finestra dell’Archivio di Stato dove una volta ha passato una settimana a consultare faldoni sulle cooperative cittadine: quel documento segnò la scelta editoriale di approfondire responsabilità istituzionali. Tiene linea critica nella redazione, amante del caffè lungo e del taccuino sempre pieno.