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3 Ottobre 2026

Minaccia dei fornitori cinesi alle infrastrutture critiche europee

Il rapporto Rusi evidenzia gravi falle nella sicurezza delle reti europee, mentre MI5 svela un finanziamento cinese occulto che coinvolge più di cento accademici britannici.

Minaccia dei fornitori cinesi alle infrastrutture critiche europee

Una recente indagine del centro di studi sulla difesa Rusi avverte che le infrastrutture di telecomunicazione e informatiche in Europa sono sempre più esposte a interferenze statali ostili. I fornitori cinesi Huawei e ZTE sono presenti in modo marcato nelle reti critiche, ma la mancanza di una definizione comune di “fornitore ad alto rischio” fa sì che le misure di sicurezza varino notevolmente da paese a paese.

Diffusione dei componenti cinesi nei network europei

In Germania, quasi il 60% della rete di accesso 5G è costituito da attrezzature Huawei, mentre la Spagna ne utilizza intorno al 30%. Il regno unito, al contrario, riserva al 20% la quota di componenti cinesi nel proprio 5G. Un caso emblematico è il contratto spagnolo da €12 million assegnato a Huawei per i server cloud OceanStor, impiegati nella conservazione delle intercettazioni giudiziarie. Gli Stati Uniti hanno sollevato preoccupazioni sul possibile accesso cinese a dati sensibili, inclusi i file delle indagini su spie cinesi.

Rischi legati alla legge cinese sulla sicurezza nazionale

La legislazione cinese consente alle autorità di esercitare un controllo diretto sui fornitori di tecnologia, dando al governo la possibilità di sfruttare vulnerabilità di sicurezza per operazioni di hacking o di interrompere aggiornamenti in caso di tensioni politiche. Queste pratiche aumentano la probabilità che attacchi informatici o spionaggio vengano indirizzati a reti considerate strategiche per la difesa e l’economia.

Risposte legislative nel Regno Unito e nell’Unione Europea

Il Regno Unito ha già escluso Huawei dal 5G e ha vietato l’uso di telecamere cinesi nei dipartimenti governativi, ma non ha ancora esteso queste restrizioni ad altre parti della infrastruttura critica. Un emendamento proposto al Cyber Security and Resilience Bill consentirebbe al governo di bandire fornitori per motivi di sicurezza nazionale senza doverli etichettare pubblicamente come tali. Parallelamente, l’UE ha introdotto nel 2020 il “Toolbox for 5G Security” e, nel 2023, la Commissione europea ha dichiarato che Huawei e ZTE presentano rischi significativamente più alti rispetto ad altri fornitori. A, sono state proposte modifiche al Cyber Security Act per dare al Commissione il potere di escludere fornitori ad alto rischio da settori chiave.

Altre iniziative chiave europee

Nel 2021 la Germania ha approvato la legge IT Security 2.0, permettendo al Ministero dell’Interno di escludere componenti per la rete 5G. Nel 2025, con l’entrata in vigore della direttiva NIS2, il governo tedesco ha potuto ampliare i requisiti di cyber-security a operatori di infrastrutture critiche e grandi imprese, limitando l’uso di componenti ritenuti a rischio. Lo stesso anno, la Germania ha annunciato il divieto di componenti cinesi per la futura rete 6G, mostrando una tendenza verso la graduale sostituzione delle tecnologie cinesi.

Avviso di MI5 su un fronte di spionaggio accademico

Contemporaneamente, MI5 ha emesso un allarme urgente rivolto alle università britanniche, segnalando che il China General Technology Research Institute (CGTRI) è una copertura del Ministero della Sicurezza di Stato cinese. Più di cento accademici collegati al Regno Unito avrebbero partecipato a progetti finanziati dal CGTRI in settori dual-use come intelligenza artificiale, cyber-security, comunicazioni nascoste e steganografia. Secondo l’avviso, chi collabora consapevolmente o con ragionevole sospetto con una struttura che sostiene spionaggio straniero può incorrere in sanzioni penali ai sensi del National Security Act 2023.

Le autorità hanno esortato le istituzioni accademiche a rivedere i contratti esistenti, a verificare la reale provenienza dei finanziamenti e a familiarizzare con le responsabilità previste dalla legge. Sebbene la cooperazione scientifica internazionale rimanga cruciale, il governo britannico ritiene necessario introdurre barriere più solide per impedire che la ricerca possa essere sfruttata per scopi di spionaggio tecnologico.

Autore

Edoardo Marchesi

Edoardo Marchesi, voce delle notizie di Palermo, ricorda la notte in cui seguì il corteo in via Maqueda e decise di chiedere carte e nomi: da allora predilige verifiche sul campo. In redazione guida l’agenda delle emergenze e custodisce una collezione di vecchie mappe della città.