L’Unione europea e la Repubblica popolare cinese hanno dichiarato di aver raggiunto un’intesa sul commercio di auto ibride dopo intensi tavoli di negoziazione tra i rispettivi responsabili commerciali. La dichiarazione congiunta sottolinea che l’accordo è conforme alle regole dell’Organizzazione mondiale del commercio (WTO) e prevede l’avvio di ulteriori procedure legate agli impegni sui prezzi, di cui non sono stati ancora diffusi i dettagli.
Il quadro economico: un deficit commerciale da un miliardo al giorno
Nel 2025 il deficit commerciale dell’UE nei confronti della Cina ha toccato i 360 miliardi di euro corrispondenti a quasi un miliardo al giorno. Di fronte a questi numeri, le istituzioni europee hanno iniziato a valutare misure di salvaguardia per contenere l’afflusso di veicoli ibridi a basso costo provenienti dal Grande Dragone. L’idea è di introdurre un dazio sui volumi che superino una soglia stabilita, ispirandosi alle restrizioni applicate due anni fa alle auto elettriche. La proposta, ancora in fase di discussione, prevede una durata limitata e potrebbe diventare un modello per altri settori dove l’UE registra squilibri commerciali.
Le reazioni di Bruxelles e di Pechino
Il commissario europeo al Commercio, Maros Šefcovic ha sottolineato che l’intesa consentirà di moderare le esportazioni cinesi di veicoli ibridi e plug-in, riducendole di oltre la metà. In cambio, l’UE si impegna a facilitare il rilascio di licenze per l’esportazione di terre rare e magneti permanenti risorse strategiche di cui la Cina è uno dei principali fornitori. L’altrettanto importante scambio riguarda i prodotti “dual-use”, cioè quelle merci con applicazioni civili e militari, che vedranno tariffe più basse grazie alla clausola della “nazione più favorita”.
Secondo le cifre fornite dal commissario, la riduzione dei dazi su una serie di prodotti — dalla componentistica automobilistica all’olio d’oliva — potrebbe generare un risparmio di 225 milioni di euro annui. Questo ammontare è equiparabile a un quarto dei risparmi ottenuti da altri accordi di libero scambio, come quelli con il Giappone o l’Australia. Un prossimo incontro, previsto per marzo, sarà fondamentale per definire i dettagli operativi e per valutare l’efficacia delle misure di salvaguardia introdotte.
Reazioni del settore e delle istituzioni europee
L’Associazione europea dei costruttori automobilistici (ACEA) ha accolto l’annuncio come un passo positivo verso la riduzione delle tensioni commerciali e il rafforzamento della presenza cinese in modo ordinato. Parallelamente, i governi di Francia e Germania hanno firmato una lettera congiunta per creare strumenti più rapidi e decisi in caso di escalation commerciale, mentre il Parlamento europeo ha approvato una risoluzione che denuncia le pratiche cinesi quali dumping e spionaggio, chiedendo una politica più forte a tutela degli interessi europei.
In borsa, la notizia ha innescato un rialzo dei titoli dei principali produttori auto europei: Renault +4,4 %, Porsche +3,3 %, Stellantis +3 % e Volkswagen +3 %. La speranza è che l’accordo, unitamente alle future decisioni sui dazi, riesca a riequilibrare la bilancia commerciale senza penalizzare la competitività delle case automobilistiche europee.



