Reinventing, Quistelli: “Eterogeneità e trasversalità sono i punti di forza dell’evento”

Intervista a Francesco Quistelli, amministratore delegato di Atlantis Company, in vista dell'avvio dell'edizione 2021 di Reinventing.

intervista a Francesco Quistelli

Manca sempre meno alla nuova edizione di Reinventing, l’evento di formazione e networking dedicato ai professionisti del Terzo Settore in programma il 7 e l’8 ottobre 2021 a Milano. L’ideatore e CEO di Atlantis Company Francesco Quistelli ci ha illustrato gli interventi più attesi e le peculiarità dell’iniziativa giunta ormai al suo sesto appuntamento.

Reinventing, intervista a Francesco Quistelli

Quali sono le novità di questa edizione rispetto alle precedenti?

La prima novità è che l’evento, dopo essere stato sospeso nel 2020 a causa delle restrizioni imposte dalla pandemia, tornerà in presenza. Rispetto all’edizione precedente Reinventing è ulteriormente arricchito in termini di contenuti: gli interventi previsti toccheranno più fronti e livelli nell’ambito della comunicazione, dell’organizzazione interna e delle risorse umane delle ONP. Ci saranno inoltre diversi incontri trasversali legati non a temi specifici sull’innovazione del Terzo Settore ma a questioni più riflessive e suggestive: mi riferisco in particolare a due interventi tenuti da filosofi che saranno incentrati sull’etica e sulla solidarietà.

Quali sono gli ospiti più attesi?

L’evento si aprirà con l’intervento di due grandi organizzazioni, Cesvi (di cui sarà presente la testimonial Cristina Parodi) e la Fondazione Ospedale San Raffaele, che racconteranno come hanno vissuto e fatto fronte al momento più buio della pandemia l’anno scorso.

Poi interverrà Antonella Ferrari, replicando il monologo che ha pronunciato a Sanremo e proponendone uno nuovo. Tra gli appuntamenti più importanti cito l’intervento del filosofo Andrea Colamedici, che ci racconterà come la filosofia può aiutarci ad aiutare aprendoci ad una visione diversa della solidarietà, e l’evento “Accendiamo la tv: il nuovo ruolo della tv generalista nelle raccolte fondi del Terzo Settore” che coinvolgerà grandi personaggi della televisione. Ci sarà poi una plenaria finale dedicata alla creatività con Francesco Bozza, Stefania Siani e Michelangelo Tagliaferri moderati da Salvatore Sagone e chiuderemo con l’intervento di Valerio Neri, Former CEO di Save the children, e della giornalista di Radio24 Cristina Carpinelli.

Quali sono le peculiarità e gli obiettivi di Reinventing?

Due delle caratteristiche principali di Reinventing sono la sua eterogeneità e la capacità di inglobare tanti temi che legano il mondo non-profit e la sua capacità di reinventarsi e rigenerarsi quotidianamente. Essendo un settore indispensabile per la nostra comunità, ha bisogno costantemente di trovare energie e condividere esperienze per continuare a migliorarsi perché se riesce a farlo riesce a migliorare anche la società nella quale viviamo. Reinventing è un appuntamento annuale che vuole raccogliere tutti gli stimoli di professionisti e professori che ogni giorno si occupano di questi temi.

Che ruolo hanno avuto le organizzazioni del Terzo Settore durante la pandemia?

In questo anno e mezzo le ONP hanno svolto un ruolo indispensabile sul territorio, grazie sia all’intervento e al supporto alle strutture ospedaliere che all’aiuto fornito a tutte le categorie più fragili come anziani e bambini. Le organizzazioni si sono rivelate fondamentali per affrontare la pandemia senza lasciare indietro le persone più deboli. Si tratta di un dato che gli italiani hanno visto e percepito perché hanno sostenuto molto il Terzo Settore in questi mesi e stanno continuando a farlo.

Quali cambiamenti che ha subito il mondo non-profit durante l’emergenza sanitaria continueranno a riguardarlo anche in futuro?

Tra i cambiamenti che hanno riguardato questo settore vi sono quelli che hanno subito tutte le organizzazioni e le aziende, tra cui l’introduzione e l’implementazione del lavoro agile. Le ONP hanno poi avuto una spinta fortissima, sia dal punto di vista della comunicazione che del fundraising, ad attivare meccanismi digitali sfruttando il mondo online: sono stati infatti potenziati gli eventi di raccolta fondi in rete, le campagne digitali e i siti web ed è stato fatto un utilizzo sempre più massiccio dei social network.

La pandemia è stata un acceleratore e un’opportunità per velocizzare processi di digitalizzazione anche a favore della relazione con il donatore che dopo la crisi potrà interagire meglio e più velocemente con l’organizzazione che sostiene.

Quali sono i bisogni e le necessità del Terzo Settore?

Il primo bisogno delle organizzazioni non-profit è quello di riuscire a coinvolgere sempre meglio le persone nei loro progetti e a trovare il codice di comunicazione corretto per far sì che i donatori sostengano sempre di più e sempre meglio le loro cause. Servono dunque più competenze all’interno degli enti ed è necessario avere le risorse economiche per riuscire a rispondere ai bisogni della comunità.

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Scritto da Debora Faravelli