Il rapporto, reso pubblico il 22 Apr 2026, descrive una valutazione in mare che mette sotto osservazione il potenziale dell’intelligenza artificiale applicata alla navigazione marittima. L’esame ha coinvolto la piattaforma Orca AI SeaPod, un sistema di computer vision installato sulla cima della plancia, e si è svolto durante un viaggio operativo attraverso rotte particolarmente impegnative del Mediterraneo. L’obiettivo primario era capire non solo la capacità del sistema di rilevare oggetti, ma anche come questi strumenti si integrino con le consuete pratiche di bordo, incluse radar, AIS e la sorveglianza visiva.
La prova si è svolta su un feeder container in navigazione da Gioia Tauro a Marsaxlokk, via Bar, per una distanza complessiva di 828 miglia nautiche. Il test ha combinato misurazioni quantitative con sessioni dedicate ai fattori umani, per valutare la usabilità e l’effetto sul carico di lavoro dell’equipaggio.
A bordo era presente un valutatore di Lloyd’s Register che ha fornito osservazioni in tempo reale, mentre i dati raccolti hanno poi alimentato un confronto strutturato con le fonti di riferimento tradizionali.
Performance tecnica e risultati della prova
Durante il viaggio la piattaforma ha rilevato numerosi obiettivi, inclusi natanti di piccole dimensioni e imbarcazioni senza AIS o a basso profilo radar. Il sistema SeaPod utilizza teste sensoriali fisse con telecamere diurne e termiche per garantire un campo visivo a 360 gradi e fornire un supporto continuo alla sorveglianza. I risultati grezzi mostrano un’efficacia elevata: su 739 bersagli rilevanti il sistema ha registrato una precisione del 94% e un recall del 98,6%, con zero casi di indisponibilità del servizio durante la navigazione.
Dati, benchmark e metodologie
Il confronto è stato strutturato impiegando come riferimento le informazioni provenienti da radar, AIS, registrazioni video e osservazioni visive, generando così un ground truth per il benchmarking. Le osservazioni in mare sono state raccolte con frequenze variabili: intervalli più larghi in acque aperte e campionamenti ravvicinati nelle zone affollate. Questo approccio ha permesso di valutare sia la capacità di identificare bersagli a corto raggio che la robustezza in scenari con scarsa visibilità o traffico intenso.
Integrazione con l’equipaggio e fattori umani
Un aspetto centrale della valutazione è stato l’esame di come il sistema supporti le decisioni umane sul ponte. Lloyd’s Register ha organizzato workshop e raccolto feedback strutturati per studiare la presentazione delle informazioni e la facilità d’uso del display centrale.
Secondo i responsabili dell’esercizio, la tecnologia deve essere progettata tenendo conto delle esigenze del personale di guardia: la semplice disponibilità di dati non è sufficiente senza un’interfaccia che faciliti l’interpretazione rapida delle situazioni.
Osservazioni dell’equipaggio e ruoli di LR
Il valutatore a bordo ha annotato i casi in cui l’AI ha anticipato rilevazioni non visibili ai sistemi tradizionali, contribuendo a decisioni più tempestive della squadra di guardia. Lloyd’s Register ha sottolineato l’importanza di integrare metriche quali precisione e recall con il giudizio soggettivo dell’equipaggio per ottenere una valutazione reale dell’utilità operativa. Le sessioni hanno evidenziato anche come un processo iterativo di feedback possa migliorare l’adozione e la sicurezza d’uso.
Significato operativo e prospettive future
Per i fornitori come Orca AI, i risultati della prova costituiscono una tappa per portare l’AI da sperimentazione a operatività consolidata: la presenza in flotta di oltre 1.200 navi citata dagli sviluppatori è un segno della diffusione crescente.
Dal punto di vista del settore, l’integrazione di sistemi di visione artificiale con le pratiche tradizionali potrebbe accelerare percorsi verso maggiore autonomia e riduzione del rischio, sempre mantenendo centrale il ruolo del fattore umano.
In sintesi, la valutazione ha dimostrato che le soluzioni basate su computer vision possono fornire un valore misurabile nelle operazioni reali, ma la loro efficacia dipende da una progettazione che mette al centro usabilità, formazione e iterazione continua fra fornitori, classificatori e equipaggi. L’esperienza del viaggio nel Mediterraneo ha offerto un banco di prova impegnativo e rappresenta un riferimento per future implementazioni e per i regolatori interessati a definire standard di riferimento.

