La Sala delle Cariatidi di Palazzo Reale ospita fino al 1° novembre la mostra Youth and future un percorso che mette al centro le parole e i desideri delle nuove generazioni. Nato dall’idea del cantautore Giovanni Caccamo il progetto ha raccolto migliaia di testi scritti da ragazzi di università, istituti di pena e centri d’accoglienza, trasformando quegli scritti in opere d’arte, fotografie e installazioni.
La mostra racconta, in forma visiva e performativa, come la parola possa diventare mezzo concreto di partecipazione culturale. Tra fotografie, opere di artisti contemporanei e installazioni nate a partire dai testi giovanili, il percorso evidenzia il dialogo tra generazioni e il potenziale di mobilitazione che nasce quando si ascolta chi cresce oggi.
Il concorso «Parola ai giovani» e la trasformazione in opere
All’origine del progetto c’è un semplice quesito: cosa cambieresti della società e quale parola sceglieresti per farlo? A partire da queste domande, l’iniziativa ha raccolto scritti in diverse lingue e realtà, arrivando a selezionare testi che poi sono stati consegnati a artisti nazionali e internazionali. Il risultato ha dato vita a opere che traducono il linguaggio scritto in segni visivi: dal lavoro concettuale alla scultura, fino alle immagini fotografiche. In mostra si possono osservare anche pezzi creati da figure come Maurizio CattelanEmilio Isgrò e altri maestri che hanno interpretato i contenuti dei giovani.
La stampa tipografica e la materialità delle parole
Una parte del percorso espone testi stampati su carta cotone con caratteri di piombo, una scelta che vuole restituire alla parola una fisicità spesso perduta nel digitale. Questa pratica sottolinea il valore della segnatura materiale della parola come elemento di memoria collettiva e punto di partenza per interventi artistici che ne alterano, esaltano o cancellano il significato originario.
The Ark of Change e l’attraversata simbolica
Tra gli eventi che compongono il progetto c’è The Ark of Change una traversata compiuta su un veliero che ha visto la partecipazione di dieci giovani provenienti da diversi continenti. Il viaggio, documentato con fotografie e una video installazione, è stato pensato come un gesto simbolico: ripercorrere rotte storiche e riflettere su temi come migrazione, memoria e responsabilità collettiva. Le immagini scattate durante la navigazione sono parte integrante dell’allestimento e raccontano incontri, parole scelte come dismarmo o storie di cittadinanza attiva.
Durante la traversata sono state issate bandiere con parole selezionate dai partecipanti e aggiornati i manifesti prodotti nelle azioni collettive del progetto: quegli stessi manifesti che in mostra sono stati oggetto di interventi artistici, tra cui cancellature e ri-disegni che ne hanno mutato la lettura iniziale.
Agorà del cambiamento, collaborazione artistica e finalità sociale
Un altro momento significativo è stata l’Agorà del cambiamento, una sessione di confronto in cui sono stati messi a punto i primi documenti programmatici del progetto. Fotografie e materiali di quella riunione sono esposti in mostra per documentare il processo progettuale e le soluzioni proposte dai giovani. Il percorso espositivo è inoltre frutto di sinergie con associazioni culturali e fondazioni che hanno collaborato alla produzione delle opere.
La mostra non è solo esibizione: la vendita di alcune opere sostiene iniziative di riforestazione promosse da progetti come Boschi del Cambiamento e programmi di arte per la riforestazione collegando l’espressione culturale a interventi ambientali concreti. Questa gestione dei proventi mira a collegare arte, impegno civico e tutela ambientale in un ciclo virtuoso.
Il percorso a Palazzo Reale propone quindi una lettura stratificata: testi scritti, traduzioni artistiche, performance e azioni collettive che cercano di restituire dignità al linguaggio giovanile e, soprattutto, di rimettere in circolo il valore dei sogni e delle idee come motore sociale. Visitando la Sala delle Cariatidi si entra in una sorta di cantiere dove la parola diventa mezzo di cambiamento e testimonianza di un lavoro collettivo che si vuole duraturo.



