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15 Ottobre 2026

Piemonte: iniziative culturali e la richiesta del Pd per fondi più stabili

Alessandria avvia il patto Città che legge, il Pd reclama fondi stabili e Rivoli trasforma i libri in persone per un dialogo diretto.

Piemonte: iniziative culturali e la richiesta del Pd per fondi più stabili

Nel panorama culturale piemontese emergono tre grandi fili narrativi: la firma da parte di Alessandria del primo patto nazionale “Città che legge”, l’appello del Partito Democratico per una governance più trasparente dei fondi regionali e l’evento speciale di Rivoli, la Human Library, dove le storie diventano voce umana. Questi avvenimenti, pur diversi per forma e protagonisti, condividono l’obiettivo di rendere la cultura più accessibile e partecipata.

Il patto “Città che legge” è stato firmato da Alessandria, che si distingue come la prima amministrazione a impegnarsi in questo progetto promosso a livello nazionale. L’accordo prevede il rafforzamento di attività già avviate e l’avvio di nuovi progetti con scuoleimprese e musei con l’intento di trasformare la lettura in un motore di coesione sociale. La città punta a creare una rete di co-progettazione che coinvolga attivamente cittadini, insegnanti e operatori culturali, facendo della lettura un elemento centrale della vita collettiva.

Alessandria e il patto Città che legge: un modello per le amministrazioni

Il documento, sottoscritto il 15 ottobre, definisce una serie di azioni concrete: spazi di lettura itineranti, laboratori di scrittura creativa nelle scuole, collaborazioni tra librerie indipendenti e imprese locali per promuovere la distribuzione di libri a prezzi agevolati. Il sindaco ha sottolineato che “il libro forma la collettività“, affermando l’importanza di una cultura diffusa come strumento di crescita civica. I primi risultati attesi includono un aumento del 15% delle ore di lettura volontaria nelle scuole entro due anni e la creazione di un fondo regionale per supportare iniziative editoriali emergenti.

Obiettivi concreti del patto

Tra le mete fissate, spicca la creazione di un centro di coordinamento che unisca le istituzioni scolastiche, le biblioteche e le associazioni di lettori. Il centro dovrà monitorare l’utilizzo dei fondi, raccogliere dati sull’affluenza e produrre report trimestrali. Inoltre, è prevista la realizzazione di un catalogo digitale delle opere promosse, accessibile a tutti gli abitanti, con funzionalità di prenotazione online e percorsi di lettura personalizzati.

Il Pd chiede più certezza e partecipazione nella gestione dei fondi culturali

Parallelamente, le Commissioni III e VI del Consiglio regionale hanno tenuto una audizione con il Comitato Emergenza Cultura, in cui i consiglieri del Gruppo Pd hanno evidenziato la necessità di risorse finanziarie tempestive e di un vero “Tavolo Cultura”. Con il dato che la cultura rappresenta il 5,1% del PIL piemontese, il Pd avverte che l’attuale modello, basato su passerelle di propaganda, lascia le aree periferiche senza sostegno e i lavoratori del comparto in condizioni di precarietà.

Secondo i rappresentanti, il settore conta 74.012 occupati e 21.624 imprese, ma la distribuzione dei finanziamenti è fortemente polarizzata verso i grandi centri urbani. Le statistiche IRES mostrano una crescita della concentrazione di risorse del 30% negli ultimi cinque anni, mentre le zone montane vedono un calo del 12% nell’offerta di servizi culturali. Il PD insiste sulla necessità di convocare il Tavolo con maggiore frequenza, trasformandolo in un luogo di co-programmazione e monitoraggio continuo.

Criticità emerse dall’audizione

Tra le criticità evidenziate figurano la lentezza nella erogazione dei contributi, la mancanza di trasparenza su criteri di assegnazione e l’assenza di un sistema di valutazione dell’impatto sociale dei progetti finanziati. Il gruppo sostiene che gli strumenti d’emergenza, seppur utili in crisi, non debbano diventare la norma di gestione del settore. La richiesta è chiara: cultura diffusa e accessibile a tutti con investimenti mirati a realtà fragili e programmi di formazione per gli operatori culturali.

Human Library di Rivoli: i libri diventano persone

Il 17 ottobre la Biblioteca civica Alda Merini di Rivoli ha ospitato una edizione speciale della Human Library, un format internazionale che trasforma le persone in libri viventi. L’evento, gratuito e aperto a tutti, ha previsto sessioni di 20 minuti per piccoli gruppi di quattro partecipanti, consentendo un dialogo diretto su temi come inclusione, disabilità, migrazioni, conflitti e riscatto sociale. I “libri” erano cittadini attivi del territorio, coinvolti in un patto di collaborazione con la biblioteca, pronti a condividere le proprie esperienze di vita.

La formula ha avuto un grande riscontro, con più di 200 persone registrate entro la mattina stessa. Gli organizzatori hanno sottolineato come il confronto personale favorisca la rottura di stereotipi e la costruzione di una cittadinanza più consapevole. Per chi vuole partecipare, è consigliata la prenotazione anticipata, ma è possibile anche presentarsi il giorno dell’evento fino ad esaurimento dei posti.

Come partecipare e cosa aspettarsi

Le sessioni sono state strutturate per garantire un ascolto attivo: i partecipanti hanno potuto porre domande, approfondire aspetti emotivi e raccogliere spunti per il proprio percorso di crescita. L’evento ha dimostrato concretamente come la lettura possa andare oltre le pagine stampate, diventando un dialogo umano che arricchisce sia chi racconta sia chi ascolta. L’iniziativa si inserisce in un più ampio progetto di promozione della cultura inclusiva nel territorio piemontese.

Autore

Susanna Riva

Susanna Riva osserva Bologna dalla finestra dell’Archivio di Stato dove una volta ha passato una settimana a consultare faldoni sulle cooperative cittadine: quel documento segnò la scelta editoriale di approfondire responsabilità istituzionali. Tiene linea critica nella redazione, amante del caffè lungo e del taccuino sempre pieno.