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6 Ottobre 2026

Storia del campus del Politecnico di Milano, dalla feluca al QR

Un percorso interattivo tra foto, oggetti d’epoca e dati che svelano l’evoluzione del Politecnico dal 1945.

Storia del campus del Politecnico di Milano, dalla feluca al QR

All’interno dell’edificio 13, più noto come Trifoglio, la mostra Life on Campus ricostruisce otto decenni di storia del Politecnico di Milano. Curata da Chiara Pesenti e Margherita Cagnotto, l’esposizione si articola in cinque filtri tematici – spazi, persone, internazionalizzazione, lifestyle ed engagement – per offrire al visitatore una visione a 360° della vita universitaria, dalla ricostruzione del dopoguerra fino al presente digitale. Ogni sezione è arricchita da oggetti, fotografi e dati che permettono di ascoltare le testimonianze di chi ha vissuto il campus in epoche diverse, grazie a QR-code e installazioni interattive.

Numeri che raccontano una trasformazione demografica

Nel 1945 il Politecnico contava 4.650 iscritti oggi il censimento supera i 48.000 studenti. La quota femminile è cresciuta dal 4,2% al 35,1% segno di una progressiva apertura verso la parità di genere. Parallelamente, la componente internazionale è passata dal 2,1% al 18,2% con nomi come Fatemeh e Zahra che si affiancano a Alessandro e Andrea nei corridoi. Una classifica visibile nella sala principale elenca gli studenti più comuni: 1.531 Alessandro, 1.526 Andrea e 664 Giulia, dimostrando come la tradizione dei nomi si sia evoluta nel tempo, mantenendo al contempo un legame con le radici locali.

Spazi e oggetti simbolici: dal papiro alla borsa in pelle

Tra i reperti più emblematici spicca un piccolo papiro testimonianza dei “cacciatori di matricole” degli anni ’60, accanto a una macchina da scrivere “Studio 44”. Un tavolo a semicerchio, dipinto di colori diversi e recante frasi di professori, è stato progettato per creare l’effetto di un abbraccio invitando i visitatori a condividere ricordi e aneddoti. La transizione dal passato al presente è evidenziata da una borsa in pelle d’epoca posta accanto a uno zaino in tessuti riciclati, così come dalla tradizionale “schiscetta” di ferro confrontata con una variante moderna in plastica sostenibile. Questi contrasti illustrano come la ricerca di spazi funzionali sia sempre rimasta una priorità, dalle lamentele degli studenti degli anni ’60 alla progettazione contemporanea di aule più capienti.

Cultura, tecnologia e momenti di rottura

La linea temporale non segue un ordine cronologico lineare, ma apre finestre su episodi chiave: l’arrivo del primo calcolatore il lancio del satellite Sirio l’introduzione del primo cellulare e, a livello globale, lo sbarco sulla luna nel 1969. Anche la cultura pop trova spazio, con la proiezione del video “Thriller” di Michael Jackson, mentre le foto in bianco e nero delle proteste del 1968 ricordano le tensioni sociali dell’epoca. Badge e riviste del 1997, alcuni dei quali includono ricette come l’involtino del bibliotecario, sono arricchiti da QR-code che permettono di ascoltare voci contemporanee, creando un dialogo intergenerazionale tra chi ha studiato negli anni Trenta e chi frequenta il campus oggi.

Perché vale la visita

La mostra non è una semplice cronologia; è un’esperienza immersiva che invita a confrontare oggetti d’epoca con le soluzioni attuali, a percepire come l’identità del Politecnico sia rimasta legata a valori costanti – la ricerca di spazi di aggregazione, la curiosità scientifica e l’apertura culturale. Grazie ai QR-code i visitatori possono ascoltare testimonianze audio, rendendo la narrazione viva e partecipativa. Che tu sia un ex studente, un curioso della storia dell’educazione o un professionista del design, “Life on Campus” offre uno sguardo approfondito su come la vita universitaria si sia trasformata, senza mai perdere il proprio spirito originale.

Autore

Camilla Pellegrini

Camilla Pellegrini, genovese e già infermiera, racconta ancora la notte trascorsa nel pronto soccorso di Sampierdarena quando decise di tradurre esperienza clinica in contenuti divulgativi. In redazione sostiene un approccio rigoroso e porta con sé cartoline e appunti di turni reali.