Un comunicato congiunto firmato da Commissione europea, Organizzazione mondiale della sanità e Unicef ha riacceso i riflettori sul calo delle coperture vaccinali in Europa e sul conseguente aumento delle malattie prevenibili. Tra queste il morbillo è diventato il caso più evidente: oltre 35mila casi sono stati segnalati nel 2026, di cui circa 30.692 in Romania. I numeri emergono dall’Annual Epidemiological Report for 2026 dell’Ecdc, che disegna una tensione tra obiettivi di sanità pubblica e realtà delle vaccinazioni.
L’articolo ricostruisce i punti essenziali: la dinamica dei contagi, le percentuali di copertura per prima e seconda dose, e lo stato della situazione italiana regione per regione. L’intento è spiegare come la combinazione di percentuali sotto soglia e richiami mancati possa trasformare focolai locali in epidemie diffuse.
Utilizzeremo termini tecnici evidenziati con grassetto e definizioni chiave in corsivo per rendere più chiaro il quadro epidemiologico e le implicazioni operative per le autorità sanitarie e le famiglie.
L’aumento dei casi e i numeri chiave
Escludendo la Romania, nei 30 paesi che compongono il mercato unico europeo i casi registrati sono passati da 956 nel 2026 a 4.520 nel 2026: un incremento che può essere descritto come una crescita quasi quintuplicata. Le statistiche riportate dall’Ecdc mostrano come la distribuzione dei contagi non sia omogenea: l’incidenza in Romania raggiunge i 1.610,7 casi per milione di abitanti, mentre altri paesi registrano valori molto inferiori ma comunque preoccupanti. Questo divario evidenzia che pochi focolai intensi possono alterare radicalmente il quadro epidemiologico europeo.
Distribuzione geografica e incidenze
Al di fuori della Romania, i Paesi con le incidenze più alte nel 2026 sono Austria con 59,5 casi per milione, seguita da Belgio a 44,9 e Irlanda a 39,6. L’Italia figura al sesto posto con 17,9 casi per milione, ma con 1.057 casi assoluti è seconda per numero totale di contagi. Questi numeri mostrano che l’incidenza e il conteggio assoluto possono dare messaggi differenti: un paese con grande popolazione può avere molti casi pur mantenendo un’incidenza relativamente bassa. È utile pensare alla situazione come a un campo dove alcune aree sono piene di brace, pronte a riaccendere un incendio se manca la copertura vaccinale.
Le coperture vaccinali: prime e seconde dosi
La causa principale dell’aumento è il calo delle coperture vaccinali. Nei 30 paesi del mercato unico la copertura al compimento dei 24 mesi è stata del 93,9% nel 2026, leggermente inferiore al 94,2% dell’anno precedente, mentre l’obiettivo europeo resta il 95%. La situazione è più critica per le seconde dosi, somministrate generalmente tra i 5 e i 6 anni, che sono fondamentali per consolidare l’immunità nella popolazione. Come sottolinea il prof. Fabrizio Pregliasco, la seconda somministrazione agisce da richiamo utile a prolungare la protezione indotta dalla prima dose; saltarla significa accumulare soggetti non immuni che facilitano la diffusione dei focolai.
Confronti tra paesi
Solo quattro nazioni hanno raggiunto la soglia del 95% per la copertura contro il morbillo nel 2026.
Tra i casi virtuosi, per i richiami relativi al 2026 troviamo l’Ungheria con il 99%, mentre Slovacchia, Portogallo e Malta hanno superato il 95%. Paesi come Norvegia e Austria sono appena sotto, al 94%, mentre la Romania si attesta al 62% per la seconda dose, spiegando in parte l’importante numero di casi registrati.
La situazione italiana regione per regione
Per l’Italia i dati del ministero della Salute confermano un quadro misto: la copertura per la prima dose nel 2026 è stata del 94,77% a livello nazionale, con regioni come Lombardia, Trentino, Veneto, Emilia Romagna, Toscana, Umbria, Lazio, Abruzzo, Molise e Basilicata oltre il 95%. Tuttavia la copertura per la seconda dose (coorte nati 2017) è ferma al 84,45%, e nessuna regione raggiunge l’obiettivo del 95%.
Il divario regionale è ampio: si va dal 94,3% dell’Umbria fino al 67,9% della Sicilia. Rispetto al 2019 molte regioni hanno visto una flessione delle percentuali: in positivo segnano aumenti Lombardia e Basilicata (+2 punti percentuali), mentre in negativo spiccano Campania (-7,1), Lazio (-7,6) e Sicilia (-13,5). Questi spostamenti illustrano come politiche di comunicazione, accessibilità e fiducia nel vaccino incidano direttamente sulla protezione collettiva.
Il quadro complessivo richiama la necessità di strategie coordinate: rafforzare i programmi di richiamo, comunicare l’importanza della seconda dose e sostenere i sistemi di sorveglianza. Le istituzioni europee e nazionali, insieme a operatori sanitari e famiglie, devono lavorare per ricostruire una soglia di immunità che impedisca al morbillo di riconquistare terreno.

