Il FTSE MIB ha chiuso la sessione di lunedì con un incremento dell’1,6%, attestandosi a 52.371 punti, ponendo Milano al comando del mercato azionario continentale. La forza del listino italiano si è riflessa anche sui principali indici europei: il Stoxx 600 è salito dell’1,1%, mentre Parigi, Francoforte, Madrid e Londra hanno registrato rialzi compresi tra lo 0,9% e l’1,2%.
Performance dei principali titoli e impatto del petrolio
Tra le azioni di spicco, Banco BPM ha guidato il mercato italiano con un guadagno del 4,1%, seguito da STM (+3,2%) e da Technoprobe (+2,8%). Il comparto tecnologico ha beneficiato di un impulso del 2,7% grazie all’attenzione su intelligenza artificiale e machine learning. Al contempo, Eni e Leonardo hanno chiuso in lieve ribasso, penalizzati dal calo del WTI sceso a 96,9 dollari al barile, e del Brent che sta ancora lottando per mantenere la soglia dei 100 dollari.
Il gas naturale in forte discesa
Il mercato del gas ha subito una contrazione significativa: i future del TTF hanno perso il 6,8%, quotandosi a 74,2 euro per megawattora. La pressione ribassista è attribuita al miglioramento delle rotte di trasporto energetico nello Stretto di Hormuz e al calo della domanda europea, elementi che hanno alleviato le preoccupazioni inflazionistiche legate all’energia.
Riflessi di Wall Street e dinamiche monetarie
Allo stesso tempo, i mercati statunitensi hanno aperto in positivo: il Dow Jones è avanzato dello 0,49%, l’S&P 500 dello 0,58% e il Nasdaq dello 0,75%. Il rally americano è stato alimentato dal crollo dei rendimenti dei Treasury a 10 anni, che si aggirano intorno al 4,96%, e dall’annuncio della Federal Reserve di un aumento dei tassi, il primo in tre anni. Il rendimento del BTP decennale è sceso a 4,32%, con lo spread BTP-Bund che ha toccato gli 87 punti base, confermando la tendenza verso una minore percezione di rischio sovrano in Europa.
Vertice USA-Cina e tensioni in Medio Oriente
Gli investitori stanno monitorando con attenzione il prossimo summit di Washington tra il presidente statunitense Donald Trump e il leader cinese Xi Jinping. Le discussioni preliminari, condotte tra il segretario al Tesoro americano Scott Bessent e il vice premier cinese He Lifeng, hanno dato segnali di un possibile prolungamento di sei mesi della tregua commerciale attualmente in vigore. Parallelamente, le ostilità tra gli Houthi yemeniti e l’Arabia Saudita culminate in un tentativo di attacco missilistico contro Riyadh, continuano a tenere alta l’attenzione sullo Stretto di Hormuz e a influenzare i prezzi energetici.
Nel contesto di questi sviluppi, il mercato azionario europeo ha beneficiato di un clima di ottimismo moderato: le banche hanno registrato rialzi medi del 1,7% dopo l’annuncio di un nuovo piano strategico da parte di Société Générale mentre il settore tecnologico ha guadagnato il 2,7% sostenuto dalle prospettive di crescita legata all’AI. Anche Unicredit è stato al centro dell’attenzione, con voci di un possibile dialogo con Crédit Agricole per studiare un intervento congiunto sul Banco BPM notizia che ha spinto quest’ultimo a salire del 3,8%.
Tuttavia, gli investitori rimangono cauti, poiché le tensioni in Medio Oriente e le decisioni di politica monetaria delle principali banche centrali continuano a rappresentare fattori di volatilità potenziale.



