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7 Novembre 2026

Azioni in calo: Italia, Germania e Nasdaq sotto pressione per regolamentazione AI

Le borse europee chiudono in rosso e il Nasdaq ribalta la sua marcia dopo le elezioni: scopri i motivi e le azioni da tenere d'occhio.

Azioni in calo: Italia, Germania e Nasdaq sotto pressione per regolamentazione AI

La giornata di ieri ha visto i mercati azionari attraversare una fase di turbolenza globale. In Europa, gli indici principali sono scesi sotto la soglia del 2%, mentre negli Stati Uniti il Nasdaq ha tentato una ripartenza dopo il più forte crollo da aprile 2025. Le cause sono molteplici: risultati societari deludenti, preoccupazioni per la regolamentazione dell’intelligenza artificiale e l’impatto delle recenti elezioni di medio termine.

Europa in perdita: Ftse Mib, Francoforte e Londra sotto pressione

La Borsa di Milano ha chiuso con un calo dello 0,90%, scivolando a 50.052 punti, appena al di sopra della soglia dei 50.000. I titoli Nexi (-3,64%), Banco BPM (-3,17%) e BPER (-2,70%) hanno trainato il declino, tutti recenti divulgatori di risultati trimestrali non all’altezza delle aspettative. Al contrario, Tenaris (+3,26%), Buzzi (+1,75%) e Amplifon (+1,70%) hanno offerto l’unico sostegno, guidati da una buona domanda di prodotti industriali e di servizi sanitari. A Stm è toccato un +1,46% grazie al recupero del segmento chip.

Wall Street ribalta la rotta: Nasdaq guadagna ma resta vulnerabile

Negli Stati Uniti, i future hanno mostrato segnali contrastanti: il Nasdaq Future è cresciuto dell’ 1,24%, il Dow Jones ha perso 0,93% e l’S&P 500 è leggermente positivo (+0,10%). Il Nasdaq Composite è stato il protagonista, salendo dell’1,3% nella prima ora di contrattazione, ma rimane in territorio di correzione dopo aver perso più del 10% dal suo picco recente. Il calo dei titoli legati all’intelligenza artificiale – in particolare il semiconductor index -11% e Nvidia -8% – è stato alimentato da timori su nuove restrizioni legislative e da previsioni deludenti di Qualcomm e Arm.

Influenza politica: data center e regolamentazione AI

Il risultato delle elezioni di metà mandato ha rafforzato il controllo democratico sul Congresso, scatenando discussioni su possibili controlli più severi all’uso dell’AI e sulla costruzione di nuovi data center. Governatori di Texas, Georgia e altri stati chiave hanno proposto moratorie per mitigare l’impatto ambientale dei data center, con previsioni di una riduzione del 45% dei progetti di espansione programmati. Queste incertezze hanno spinto gli investitori a vendere le azioni più dipendenti da una rapida crescita dell’infrastruttura cloud, contribuendo al ribasso del Nasdaq.

Azioni USA da monitorare dopo il crollo di $2.500 miliardi

Nonostante il panico, alcuni titoli americani mostrano segnali di resilienza e potenziale di ripresa. Nvidia, pur avendo perso il 9,3% nella giornata più drammatica, registra ricavi trimestrali raddoppiati a 96,2 miliardi di dollari e un rapporto P/E futuro di 15,4, indice di una valutazione più accessibile. Vistra (VST) è salita del 10,5% grazie a un EBITDA rettificato in crescita del 50%, alimentato dalla domanda di energia elettrica dei data center. Amazon (AMZN) continua a guadagnare terreno nel cloud con un incremento del 39,3% dei ricavi e un margine operativo record del 13,9%, sebbene il flusso di cassa libero sia ancora negativo. Alphabet (GOOGL) ha visto i ricavi aumentare del 25%, con il cloud che più che raddoppia, supportando un P/E futuro di 20,7. Infine, Microsoft e Meta mantengono una posizione solida, ma la loro crescita dipenderà dalla capacità di adattarsi a normative più stringenti.

La combinazione di risultati societari sotto le attese, le previsioni di una regolamentazione più severa sull’AI e le dinamiche elettorali ha generato una fase di correzione universale. Gli investitori dovranno valutare attentamente le società con fondamentali solidi e una minore dipendenza da nuove costruzioni di data center, poiché queste potrebbero emergere come i leader del prossimo ciclo di crescita.

Autore

Andrea Innocenti

Andrea Innocenti ha coordinato dall'estero il rientro di una cronista napoletana durante una crisi diplomatica, gestendo contatti con consolati; è corrispondente esteri che definisce linee editoriali sulla geopolitica. Nato a Napoli, parla dialetto locale e mantiene rapporti con ONG partenopee.