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1 Ottobre 2026

Vite trasformate: dal surf adaptive alle terapie Car-T

Sei vite che hanno riscritto il futuro trasformando dolore in speranza.

Vite trasformate: dal surf adaptive alle terapie Car-T

Nel panorama televisivo e culturale italiano emergono numerosi volti che hanno deciso di trasformare le proprie avversità in motore di cambiamento. Dalla piccola terrazza di un programma serale alle sale d’arte di una mostra itinerante, queste testimonianze dimostrano come il racconto personale possa diventare strumento di crescita e di consapevolezza collettiva. Oggi analizziamo sei storie che hanno cambiato il loro punto di vista, e poi ci immergiamo in un percorso espositivo che porta alla luce la lotta contro il cancro del sangue.

Il filo conduttore è sempre la capacità di ricostruire una vita interrotta da fattori devastanti: violenza, perdita di un arto, patologie genetiche rare, malattie neurodegenerative e, infine, le sfide oncologiche più complesse. In ciascun caso, il protagonista ha scelto di raccontare, di agire, di contribuire, trasformando il proprio dolore in un impegno sociale o in una scoperta terapeutica. Il risultato è un mosaico di esperienze che, seppur diverse, condividono lo stesso messaggio di speranza.

Percorsi di rinascita personale

Maila: dalla notte dell’infanzia a voce per la salute mentale

Maila, trentenne spezzina, ha vissuto un’infanzia segnata da sfruttamento e violenza sessuale costretta dalla madre. Dopo la condanna della madre nel 2015, Maila ha deciso di trasformare il trauma in attivismo per la salute mentale. Prima attraverso il podcast Elisa True Crime poi sui social, racconta le ripercussioni psicologiche del suo vissuto, sostenendo anche la causa degli animali abbandonati accanto al suo cane Vicky, simbolo di resilienza.

Fabrizio: il surf adattivo dopo l’incidente in moto

All’età di 18 anni una caduta in moto ha amputato parte della gamba destra di Fabrizio. Invece di abbandonare il legame con il mare, ha costruito una protesi artigianale per continuare a surfare. Il suo impegno ha raggiunto l’elite quando, nel 2015, è diventato il primo italiano a partecipare ai Mondiali di adaptive surf a San Diego, dimostrando che la determinazione può trasformare una perdita in triumfo sportivo.

Michele e la battaglia per il figlio con sindrome di Wiedemann-Steiner

Michele è padre di un bambino di quattro anni affetto da una delle forme più rare di sindrome di Wiedemann-Steiner. La famiglia ha dovuto viaggiare in Spagna per accedere a terapie non disponibili in Italia, affrontando ostacoli economici e amministrativi: il rimborso per il primo ciclo non è arrivato, e il secondo è stato rifiutato. Una raccolta fondi, sostenuta da Savona Calcio e dallo sportivo Mattia Villardita, è stata lanciata per garantire al piccolo tutte le possibilità di cura.

Ilaria: dal lutto al presidio della Fondazione Sofia Sacchitelli

La perdita della sorella Sofia, colpita da un tumore al cuore, ha spinto Ilaria a trasformare il dolore in impegno sociale. Oggi è presidente della Fondazione Sofia Sacchitelli, un’organizzazione che opera nel campo della ricerca e del sostegno a famiglie colpite da patologie oncologiche. Il suo percorso dimostra come il ricordo possa diventare azione concreta per il futuro di altri.

Tatiana: maternità e atassia di Friedreich

Tatiana convive con l’ atassia di Friedreich una malattia neurodegenerativa che limita la mobilità. Nonostante la diagnosi, ha deciso di diventare madre, raccontando la quotidianità di una vita segnata da sfide fisiche ma anche da momenti di gioia. Il suo racconto interroga il confine tra identità personale e diagnosi medica chiedendo quanto una patologia possa definire la vita di una persona.

Pietro: volontariato dal Genova al Gambia

Pietro, volontario della parrocchia di Quarto a Genova, ha dedicato l’estate più recente al Gambia, offrendo aiuto in progetti di solidarietà. L’esperienza ha arricchito il suo percorso personale, creando legami interculturali e dimostrando che la volontà di servire gli altri può superare confini geografici. Al ritorno, porta con sé testimonianze di solidarietà e speranza per la sua comunità.

La speranza medica raccontata in immagini

Aurelia: dalla leucemia linfoblastica acuta alla vita di nuovo colore

Aurelia, cinquantenna romana, ha ricevuto nel 2016 la diagnosi di leucemia linfoblastica acuta. Dopo anni di chemioterapia e un trapianto, nel 2021 le è stata offerta la terapia Car-T una innovativa forma di immunoterapia. Oggi, circondata da colori vivaci, vive una rinascita che la mostra itinerante Da qui in avanti vuole celebrare.

Luigi: 32 anni, da Capo Rizzuto alla speranza Car-T

Luigi, originario di Capo Rizzuto, ha affrontato la stessa diagnosi nel 2020. Dopo cicli di chemioterapia poco efficaci, nel 2024 ha potuto accedere alla terapia Car-T che ha portato a una remissione completa. La sua storia, fotografata dal Istituto Italiano di Fotografia, è parte della mostra che illustra il percorso di guarigione e speranza.

Eliana, Ida, Renato e Americo: volti della resilienza

Quattro altri pazienti del Policlinico Gemelli completano il racconto collettivo. Ogni ritratto, realizzato da giovani fotografi, mostra i momenti di attesa, paura e gioia che caratterizzano il cammino verso la remissione. Le immagini evidenziano come la fotografia possa diventare parte della terapia, rendendo visibile l’invisibile emotivo.

Il progetto, promossa da Gilead Sciences con il patrocinio di AIL e La Lampada di Aladino, dimostra che la lotta contro il cancro del sangue non è solo farmacologica. L’arte, la narrazione e il supporto sociale si intrecciano per offrire ai pazienti non solo un trattamento, ma una prospettiva di futuro. Le sei storie, unite alla mostra, confermano che il vero potere curativo nasce quando la sofferenza viene trasformata in condivisione e in una nuova visione della vita.

Autore

Camilla Pellegrini

Camilla Pellegrini, genovese e già infermiera, racconta ancora la notte trascorsa nel pronto soccorso di Sampierdarena quando decise di tradurre esperienza clinica in contenuti divulgativi. In redazione sostiene un approccio rigoroso e porta con sé cartoline e appunti di turni reali.