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5 Settembre 2026

Varenne, il cavallo che ha conquistato il mondo del trotto: la sua straordinaria carriera

Varenne, il leggendario trottatore italiano, ci ha lasciati a 31 anni. Scopri la sua incredibile storia e i successi che lo hanno reso un'icona dello sport

Varenne, il cavallo che ha conquistato il mondo del trotto: la sua straordinaria carriera

Varenne il leggendario trottatore nato a Copparo il 19 maggio 1995 è morto a 31 anni il 2026 nell’allevamento LJ di Eboli, in Campania, dove aveva trascorso gli ultimi anni della sua vita. Ultimo aggiornamento: 19 agosto 2026.

La notizia della morte del campione è significativa per il mondo dell’ippica perché Varenne aveva costruito una carriera internazionale unica, con performance vincenti in luoghi come ParigiStoccolmaNew York e nelle piste italiane tra cui Agnano la scomparsa segna la perdita di un simbolo sportivo e popolare che aveva portato attenzione e premi importanti al trotto italiano.

Carriera e numeri

Varenne aveva disputato in totale 73 corse e vinto 62 volte, con un montepremi complessivo superiore a sei milioni di euro, dati che hanno reso il cavallo una delle icone del trotto mondiale. La carriera presentava anche piazzamenti costanti: oltre alle 62 vittorie, erano registrati secondi e terzi posti che avevano consolidato la sua fama agonistica; tra i traguardi più celebrati figurano la tripletta al Gran Premio di Agnano e i successi nei principali appuntamenti internazionali.

Luoghi, persone e legami

Varenne era nato a Copparo, in Emilia Romagna ma il suo legame con la Campania e con Agnano è stato forte, in particolare per il rapporto con il proprietario partenopeo Enzo Giordano. Dopo la carriera agonistica il cavallo è stato allevato e curato nell’allevamento LJ di Eboli, dove il proprietario dell’allevamento, Dario De Angelis ha ricordato il rapporto quotidiano con il campione; De Angelis ha detto testualmente: “Era un animale fuori dal comune, con un’intelligenza quasi umana.”

Ricordi pubblici e riconoscimenti

Nel corso degli anni Varenne ha ricevuto riconoscimenti istituzionali e pubblici, tra cui la premiazione a Fieracavalli a Verona occasione in cui il ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, aveva omaggiato la sua carriera. Personalità come il presidente del Consiglio regionale del VenetoLuca Zaia e il governatore del PiemonteAlberto Cirio hanno espresso ricordi e ringraziamenti per l’impatto sportivo e simbolico di Varenne.

Testimonianze dei protagonisti

L’ex manager che vendette il cavallo, Rolando Luzi e figure del mondo dell’ippica hanno commentato l’eredità agonistica del trottatore. Anche l’ex amministratore delegato di SnaiMaurizio Ughi ha ricordato il cavallo con parole pubbliche che hanno sottolineato la sua unicità: “Varenne era pigro, ma aveva un cervello superiore. Era un attore, un comunicatore, un vero mito irripetibile.”

Cura, routine e ultimi anni

Nell’allevamento LJ di Eboli Varenne era seguito quotidianamente con una routine articolata: viveva in un box di 30 metri quadri con due ingressi e tre ventilatori, riceveva pasti differenziati cinque volte al giorno ed era monitorato da due veterinari e un nutrizionista. Tra le persone che si sono prese cura di lui figuravano Giovanni e Sara addetti al mantenimento quotidiano e alle passeggiate nel parco che hanno accompagnato gli ultimi anni del cavallo, contribuendo al suo benessere fino al decesso avvenuto per un infarto.

Memorie e impatto internazionale

Lo storico palmarès internazionale di Varenne comprende vittorie e trionfi estesi da Parigi a Stoccolma, da New York alle principali piste italiane; il nome stesso del cavallo richiamava la rue de Varenne di Parigi, punto di partenza simbolico di una carriera che ha attraversato continenti. Il 2026 aveva visto momenti commemorativi, tra cui il ritorno ad Agnano per celebrare i 30 anni del campione e rendere omaggio a Enzo Giordano, scomparso l’anno precedente, gesti che hanno ribadito il forte legame tra il cavallo e il pubblico italiano.

Autore

Edoardo Marchesi

Edoardo Marchesi, voce delle notizie di Palermo, ricorda la notte in cui seguì il corteo in via Maqueda e decise di chiedere carte e nomi: da allora predilige verifiche sul campo. In redazione guida l’agenda delle emergenze e custodisce una collezione di vecchie mappe della città.