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19 Agosto 2026

Varenne, il cavallo che ha conquistato il mondo del trotto: la sua straordinaria carriera

Varenne, il leggendario trottatore italiano, ci ha lasciati a 31 anni. Scopri la sua incredibile storia e i successi che lo hanno reso un'icona dello sport

Varenne, il cavallo che ha conquistato il mondo del trotto: la sua straordinaria carriera

Il mondo dello sport è in lutto per la scomparsa di Varenne, il leggendario trottatore italiano che ha conquistato il cuore di milioni di appassionati. A 31 anni, il cavallo che ha fatto la storia del trotto ci ha lasciati, ma la sua eredità rimane indelebile.

Nato il 19 maggio 1995 a Copparo, in Emilia Romagna, Varenne ha trascorso i suoi ultimi anni nell’allevamento LJ di Eboli, in Campania. La sua morte, causata da un infarto, ha colpito profondamente chi lo conosceva e lo ammirava.

Una carriera straordinaria

Varenne ha iniziato la sua carriera con una squalifica a Bologna, ma quella che avrebbe potuto essere una battuta d’arresto si è rivelata il primo segnale di ciò che stava per accadere. Con 62 vittorie in 73 corse e oltre sei milioni di euro in premi, Varenne ha scritto pagine indimenticabili della storia dell’ippica.

Il suo nome, ispirato dalla rue de Varenne a Parigi, rifletteva già una destinazione internazionale. E così è stato: Varenne ha vinto in tutto il mondo, da Parigi a Stoccolma, da Agnano a New York.

Il rapporto con Enzo Giordano

Enzo Giordano, il proprietario partenopeo che ha acquistato Varenne, ha giocato un ruolo cruciale nella sua carriera. Il cavallo ha conquistato alcuni dei suoi successi più importanti proprio sulla pista di Agnano, diventando un simbolo per l’Italia.

Nel 2026, Varenne è tornato ad Agnano per festeggiare i suoi 30 anni di vita e rendere omaggio a Giordano, venuto a mancare l’anno precedente. Un momento emozionante che ha sottolineato il legame speciale tra il cavallo e il suo proprietario.

Un’eredità senza tempo

Varenne non era solo un cavallo, ma un simbolo di eccellenza e passione. Il suo bilancio di 73 corse disputate, 62 vittorie, sei secondi posti e due terzi posti lo rende il trottatore più forte di tutti i tempi.

Il suo successo ha ispirato generazioni di appassionati di ippica e ha portato il trotto a un livello mondiale. Varenne ha dimostrato che con determinazione e talento, si possono raggiungere traguardi straordinari.

Il ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, ha ricordato l’onore di premiare la sua straordinaria carriera a Verona durante Fieracavalli. Un riconoscimento che sottolinea l’impatto che Varenne ha avuto non solo sullo sport, ma anche sulla cultura italiana.

Un legame speciale

Varenne ha trascorso i suoi ultimi anni nell’allevamento LJ di Eboli, dove è stato accudito con cura e affetto. Il proprietario dell’allevamento, Dario De Angelis, ha raccontato come Varenne fosse un cavallo fuori dal comune, con un’intelligenza quasi umana.

Viveva in un box di 30 metri quadri, dotato di due ingressi e tre ventilatori, e veniva seguito da due veterinari e un nutrizionista. La sua routine includeva pasti differenti cinque volte al giorno e passeggiate nel parco, accudito da Giovanni e Sara.

De Angelis ha confessato che vivere con Varenne gli ha fatto capire che era un cavallo speciale. Un legame che è venuto improvvisamente a mancare, ma che rimarrà per sempre nei cuori di chi lo ha conosciuto.

Un’icona nazionale

Varenne era nel cuore di tutti, non solo degli appassionati di ippica. Il presidente del Consiglio regionale del Veneto, Luca Zaia, e il governatore del Piemonte, Alberto Cirio, hanno ricordato Varenne come un simbolo di eccellenza italiana.

L’ex manager Rolando Luzi, che vendette il campione a Giordano, ha affermato che Varenne ha cambiato la vita di tutti loro. Maurizio Ughi, l’ex ad di Snai, ha descritto Varenne come un mito irripetibile.

I proprietari dell’allevamento del Ferrarese dove Varenne nacque hanno ricordato il cavallo come un essere immortale, un simbolo di grandezza che ha lasciato un’impronta indelebile nella storia dello sport.

Autore

Edoardo Marchesi

Edoardo Marchesi, voce delle notizie di Palermo, ricorda la notte in cui seguì il corteo in via Maqueda e decise di chiedere carte e nomi: da allora predilige verifiche sul campo. In redazione guida l’agenda delle emergenze e custodisce una collezione di vecchie mappe della città.