in

Tuta da interno e docking adapter di Vast: progettare le stazioni commerciali del futuro

Vast presenta un Large Docking Adapter pensato per moduli più grandi e un'Astronaut Flight Suit studiata per la vita a bordo di Haven-1, con test previsti anche a bordo della ISS

Tuta da interno e docking adapter di Vast: progettare le stazioni commerciali del futuro

Negli ultimi annunci Vast ha messo in luce due sviluppi destinati a incidere sulla prossima generazione di stazioni spaziali commerciali: da un lato un nuovo Large Docking Adapter e dall’altro una Astronaut Flight Suit concepita per l’uso quotidiano a bordo di Haven-1. Entrambe le iniziative mirano a rispondere alle esigenze emerse dal trasferimento del lavoro umano in orbita e dalla necessità di collegare moduli sempre più grandi e veicoli di nuova generazione come Starship. Il discorso non riguarda le tradizionali tute per le attività extraveicolari, ma soluzioni pensate per rendere più comoda e funzionale la permanenza in orbita.

Il Large Docking Adapter: progettare il collegamento tra grandi moduli

Il nuovo Large Docking Adapter è concepito per facilitare l’attracco di strutture di dimensioni superiori rispetto agli standard storici e per adattarsi a una gamma più ampia di veicoli, con particolare attenzione alla compatibilità con Starship.

Il progetto è stato annunciato come open-source per favorirne l’adozione nell’ecosistema commerciale, pur lasciando a Vast la possibilità di offrire soluzioni commerciali su richiesta. L’obiettivo dichiarato è di supportare configurazioni che vanno da poche unità fino a oltre venti moduli, offrendo una piattaforma più rigida e spaziosa rispetto agli adattatori attuali.

Caratteristiche di funzionamento

Dal punto di vista ingegneristico, l’interfaccia combina meccanismi di soft-capture e hard-capture. La fase iniziale di aggancio sfrutta elementi simili a “petali” con attuatori e sistemi di chiusura per la soft-capture, mentre la fase finale si basa su perni di allineamento, una serie di 12 bulloni e guarnizioni ridondanti per la hard-capture. Questa doppia modalità è pensata per garantire robustezza strutturale e tenuta, riducendo i carichi trasmessi alla struttura della stazione e migliorando al contempo le possibilità di manutenzione e sostituzione in orbita.

Dimensioni e rigidezza

Rispetto ad adattatori storici, le differenze sono significative: il diametro utile previsto supera notevolmente gli standard precedenti (l’International Docking Adapter ha circa 0,8 metri di passaggio utile, il Common Berthing Mechanism circa 1,6 metri), mentre il Large Docking Adapter arriva fino a 2,9 metri con un diametro esterno di circa 3,65 metri e una area di passaggio dichiarata pari a 6,6 metri. La struttura è descritta come potenzialmente fino a 30 volte più rigida rispetto ad alcune soluzioni esistenti, caratteristica che influenza direttamente il design degli interni e la configurazione dei carichi.

La tuta di volo per la vita a bordo: comfort e funzionalità

Parallelamente al lavoro sul docking, Vast ha presentato l’Astronaut Flight Suit, pensata per essere indossata per la maggior parte del tempo durante le attività quotidiane a bordo di Haven-1 e, successivamente, Haven-2.

Si tratta di un indumento diverso dalle tute per EVA (attività extraveicolari) o dalle tute pensate per l’interno in senso tradizionale (IVA), progettato invece per migliorare la mobilità, il comfort e la praticità in condizioni di microgravità. Lo sviluppo è avvenuto in collaborazione con astronauti che hanno esperienza diretta in orbita, per assicurare soluzioni realmente operative.

Design e aspetti pratici

La tuta integra caratteristiche modulari: giacca e pantaloni possono essere usati separatamente o uniti tramite una cerniera, con tasche strategiche e punti di attacco per strumenti e dispositivi. L’attenzione al design è orientata a ridurre l’ingombro e a facilitare il movimento nelle cabine, con sistemi di fissaggio pensati per l’uso quotidiano. Secondo i progettisti, mettere al centro il benessere dell’equipaggio favorisce produttività e sicurezza: queste scelte di design sono state validate da personale con esperienza su lungo periodo sulla ISS, che ha contribuito a definire le priorità funzionali.

Test in orbita e impatti sul settore

Vast prevede di testare l’Astronaut Flight Suit durante una missione privata che coinvolgerà la ISS all’interno del sesto volo commerciale in collaborazione con la NASA. Questo esperimento operativo servirà a raccogliere dati reali sull’usabilità dell’indumento in contesti di lavoro quotidiano in orbita. Sul fronte del docking, l’adozione di un’interfaccia più ampia e rigida potrebbe influenzare il layout delle future stazioni commerciali, favorendo moduli più spaziosi e una maggiore integrazione con veicoli di nuova generazione e potenziali basi nello Spazio profondo.

In sintesi, le due proposte di Vast — il Large Docking Adapter e l’Astronaut Flight Suit — rappresentano un approccio coordinato che affronta sia il modo in cui gli equipaggi vivono in orbita sia il modo in cui le strutture vengono collegate tra loro. Se i test in orbita confermeranno le aspettative, questi sviluppi potrebbero accelerare la transizione verso stazioni spaziali commerciali più grandi e orientate all’uso umano prolungato, con ricadute positive per il turismo spaziale e per l’architettura degli habitat in orbita.

What do you think?

Scritto da Mariano Comotto

Specialista nell'arte di farsi trovare online, dai motori di ricerca tradizionali alle nuove AI come ChatGPT e Perplexity. Analizza come l'intelligenza artificiale sta cambiando le regole della visibilità digitale. Strategie concrete per chi vuole esistere nel web del futuro, non solo in quello di ieri.

NIST adotta una triage basata sul rischio per il NVD: cosa cambia per chi patcha

NIST adotta una triage basata sul rischio per il NVD: cosa cambia per chi patcha