Tamara de Lempicka, la regina del moderno in mostra al Vittoriano

Tamara de Lempicka, la regina del moderno in mostra al Vittoriano

Il Vittoriano ha aperto i suoi battenti a Tamara de Lempicka l’11 Marzo scorso. Per i prossimi quattro mesi numerose opere della famosa artista saranno accessibili ai visitatori.

Ben 90 dipinti e 30 disegni mostrano lo stile e la personalità dell’artista polacca: eclettica, stravagante e determinata, una donna aperta all’evoluzione sia artistica che femminile in generale. Alla tenera età di 13 anni venne in Italia e scoprì la grande passione per l’arte.

Negli anni successivi viaggiò molto, visse a Varsavia (sua città natale) solo pochi anni in più dopo il viaggio italiano, poi si spostò a San Pietroburgo, Parigi, New York fino a terminare i suoi giorni in Messico. Le sue opere sono lo specchio di una vita di passioni e di crisi esistenziali.

Guardando i suoi dipinti si possono immaginare e ricostruire i periodi più importanti del suo percorso. L’ispirazione dei classici traspare nelle prime opere caratterizzate da linee rigide e da forme cubiste.

Il rinascimento e il barocco italiano marcano i tratti nei nudi degli anni ’20. Dopo questa fase francese vissuta sotto la guida di due maestri come Denis e Lhote si apre la sperimentazione vera per la Lempicka. Inizia la grande ascesa della pittrice e nascono i tratti fondamentali del suo stile: l’uso del blu e di tinte fredde, specie del grigio, gli angoli rigidi e le pose fotografiche dei ritratti.

Le figure sembrano manichini di una vetrina alla moda con uno sguardo altero e distante. L’influenza della pubblicità, della moda e della fotografia, nella creazione del mito Lempicka, sono evidenti e la consacrano al grande pubblico.

Fanno parte della mostra anche 50 fotografie d’epoca in cui l’artista si mostra in posa da diva e due film. Il carattere provocatorio e sessualmente libertino viene testimoniato da una serie di documenti che dimostrano la relazione turbolenta con Gabriele d’Annunzio, sedotto per avere un ritorno d’immagine che ben presto non le fu più necessario, ma che le fece guadagnare ugualmente un meraviglioso e preziosissimo anello.

La mostra, curata dalla storica d’arte Gioia Mori, è stata allestita seguendo la volontà di mostrare le sinergie che la pittrice ha vissuto con gli ambienti e con i colleghi frequentati, per questo motivo arricchiscono l’esposizione 13 opere di artisti polacchi che la regina del moderno ha conosciuto e così anche il catalogo edito Skira offre nuove riflessioni, studi e scoperte sulla sua pittura.

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Scritto da luxu

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