Lunedì scorso la storica sala D’Amato di Palazzo Partanna ha ospitato la prima assemblea annuale dell’Unione industriali di Napoli. L’incontro ha riunito rappresentanti di Confindustria, il ministro degli Affari Esteri Antonio Tajani, il presidente della Regione Campania Roberto Fico e il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi, oltre a numerosi imprenditori locali. Il dibattito ha ruotato intorno alla necessità di un piano industriale pluriennale capace di valorizzare il settore manifatturiero contrastare la fuga dei cervelli e attrarre capitali di grande entità.
Le richieste dei leader industriali durante l’assemblea di Partanna
Vittorio Genna, presidente dell’Unione industriali, ha evidenziato che il Mezzogiorno non parte da zero: negli ultimi anni la crescita del Sud è stata più rapida della media nazionale, ma senza un sostegno di coesione rischia di invertire la tendenza. Citando le previsioni della Svimez, ha indicato una crescita del PIL del 0,4 % per il Sud entro il 2027, contro lo 0,5 % del Centro-Nord. Per evitare il deterioramento, ha chiesto al Governo di adottare una politica industriale nazionale che privilegi investimenti ad alto impatto occupazionale, sia per i colletti bianchi che per quelli blu.
Obiettivi concreti per la manifattura
Genna ha sottolineato che il Sud non può limitarsi a ruoli di hub energetico o data-center, poiché tali strutture generano occupazione limitata. Al contrario, ha sostenuto la creazione di un ecosistema capace di ospitare imprese di produzione avanzata con particolare attenzione ai settori della difesa nazionale e della tecnologia 5.0. L’obiettivo è trasformare Napoli in una piattaforma competitiva per la fabbricazione di componenti ad alto valore aggiunto.
Il ruolo della ZES Unica e le cifre degli investimenti
Il presidente di Confindustria, Emanuele Orsini, ha rimarcato il successo del modello ZES Unica che ha già raccolto oltre 1.400 domande per investimenti per un valore complessivo di 9 miliardi di euro e la creazione di circa 25.000 posti di lavoro. Orsini ha invitato le istituzioni a mantenere stabili le misure di incentivazione, evitando continui cambiamenti normativi che potrebbero scoraggiare gli investitori.
Il ministro Antonio Tajani ha presentato il programma Neapolis 2500 finalizzato a diffondere la cultura partenopea a livello globale e a favorire il flusso di capitali esteri verso la città. Tajani ha inoltre sottolineato l’importanza di rafforzare le collaborazioni pubblico-privato per potenziare infrastrutture chiave come il porto, l’aeroporto e le reti logistiche intermodali della Campania.
Prospettive politiche: dal locale al nazionale
Il sindaco Gaetano Manfredi ha annunciato il ritorno del gruppo Leonardo nella zona metropolitana, con investimenti produttivi considerati un segnale di fiducia nell’ambiente economico locale. Manfredi ha anche ricordato che la Città della Scienza ha ricevuto oltre 200 curricula da tutta Italia, testimonianza dell’attrattiva dell’area per talenti e ricercatori.
Roberto Fico, presidente della Regione Campania, ha chiuso l’incontro garantendo la disponibilità della Regione a sostenere iniziative imprenditoriali e a definire un “percorso condiviso” tra istituzioni e settore privato. Ha ribadito che, oltre a grandi eventi sportivi come l’America’s Cup, è essenziale costruire una base industriale solida per garantire una crescita sostenibile e rendere la Campania autonoma dal punto di vista produttivo.



