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21 Luglio 2026

Spagna campione del mondo: il trionfo della Roja contro l’Argentina

La Spagna ha conquistato il suo secondo titolo mondiale battendo l'Argentina in una finale emozionante. Scopri i dettagli della partita e i protagonisti del trionfo

Spagna campione del mondo: il trionfo della Roja contro l'Argentina

La Spagna ha scritto un’altra pagina di storia del calcio, conquistando il suo secondo titolo mondiale ai danni dell’Argentina in una finale emozionante e ricca di colpi di scena. La Roja guidata dal ct Luis De La Fuente ha dimostrato di essere la squadra più completa e spettacolare del torneo, imponendosi con un gol di Ferran Torres al 106′ minuto dei supplementari.

La partita, giocata a East Rutherford negli Stati Uniti, ha visto la Spagna dominare in lungo e in largo, con un possesso palla del 65% e ben 20 tiri totali, di cui 12 nello specchio della porta. L’Argentina, invece, ha rinunciato a giocare, puntando sui rigori dopo il terzo approdo ai tempi supplementari. Tuttavia, la sassata di Torres ha evitato alla Spagna la beffa della lotteria dal dischetto.

Un trionfo costruito con concretezza e bellezza

La Spagna ha dimostrato di essere una squadra completa, capace di unire concretezza e bellezza del gioco. Il portiere Unai Simón spesso sottovalutato, è stato esemplare, così come il giovanissimo centrale Pau Cubarsì appena diciannovenne, che ha dimostrato di essere il totem della retroguardia. Rodri tornato agli antichi splendori dopo un grave infortunio al ginocchio, ha governato il centrocampo, mentre Fabián Ruiz ha confortato l’appannamento di Pedri.

La squadra spagnola ha dimostrato di essere una vera macchina da guerra con un solo gol subito in otto gare, un record che certifica la sua inaspettata solidità difensiva. Le pedine fondamentali come MerinoTorres e Oyarzabal hanno contribuito in modo decisivo al successo. Paradossalmente, è mancato l’acuto della grande star, Lamine Yamal reduce da un problema fisico, ma affrontare il palcoscenico mondiale all’età di 19 anni non è uno scherzo, soprattutto in una competizione durata cinque settimane e mezzo.

L’addio di Messi e la fine di un’epoca

La finale ha segnato anche l’addio al calcio internazionale di Leo Messi che ha salutato da vicecampione del mondo. I 39 anni del fuoriclasse argentino lo hanno inchiodato alla legge del tempo. Messi ha chiuso la sua carriera con 8 gol nella classifica cannonieri, 4 assist e giocate che hanno trascinato l’Argentina all’atto conclusivo. Un addio triste, ma inevitabile, contro una Spagna che merita il primo posto sul podio.

La Spagna ha iniziato il mondiale a fari spenti con uno 0-0 contro Capo Verde, ma poi è diventata una marcia irresistibile, con il gioiello della lezione rifilata alla Francia in semifinale. De la Fuente ha portato concretezza senza sacrificare un grammo della bellezza del gioco. La squadra spagnola ha fatto incetta di trofei: Simón miglior portiere, Cubarsì miglior giovane, Rodri miglior giocatore del torneo.

La festa dei tifosi e il futuro dell’Argentina

La vittoria della Spagna ha scatenato la festa dei tifosi a Madrid dove migliaia di persone sono scese in piazza per celebrare il trionfo. Le parole di Torres riassumono il senso del secondo trionfo mondiale della Spagna: “Credo che alla fine il gol sia venuto da quarantasette milioni di persone, non solo da noi che siamo qui. Oggi il destino era scritto, era fatto per la nostra vittoria.”

La sconfitta chiude un’epoca della Selecciòn. Scaloni è un allenatore in gamba, ma bisogna vedere se avrà voglia di andare avanti. La finale è stata una delle più chiuse di sempre, con la Spagna che ne è venuta a capo con il gioco. Tuttavia, la delusione dell’Argentina è stata grande, con una squadra inguardabile che ha rinunciato a giocare.

Per il bene dello sport più popolare del mondo, nonostante i Trump e gli Infantino fischiati dal pubblico dello stadio alla periferia di New York, la Spagna ha dimostrato che il calcio può essere bello e vincente allo stesso tempo. Que viva España!

Autore

Andrea Innocenti

Andrea Innocenti ha coordinato dall'estero il rientro di una cronista napoletana durante una crisi diplomatica, gestendo contatti con consolati; è corrispondente esteri che definisce linee editoriali sulla geopolitica. Nato a Napoli, parla dialetto locale e mantiene rapporti con ONG partenopee.