La finale dei Mondiali 2026 è finalmente arrivata. Questa sera, 19 luglio 2026 al MetLife StadiumSpagna e Argentina si sfideranno per il titolo mondiale. Un evento sportivo di portata storica che ha tenuto il mondo con il fiato sospeso per più di un mese.
Non solo una competizione tra due nazionali, ma anche un incontro tra due allenatori legati da un profondo rapporto di stima e amicizia. Luis De La Fuente ct della Spagna, e Lionel Scaloni tecnico dell’Argentina, hanno condiviso un’esperienza formativa unica che oggi li vede protagonisti su fronti opposti.
Dove vedere la finale dei Mondiali 2026
La partita sarà trasmessa in diretta TV su Rai 1 e in streaming gratuito su Rai Play. Gli abbonati di DAZN potranno seguire il match con un commento in italiano diverso da quello della Rai, curato da Pierluigi Pardo e Massimo Ambrosini.
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Le probabili formazioni di Spagna e Argentina
La Spagna scenderà in campo con un modulo 4-3-2-1Unai Simon in porta; Pedro PorroCubarsìLaporteCucurella in difesa; Rodri e Fabian Ruiz a centrocampo; Lamine YamalDani Olmo e Alex Baena sulle fasce; Oyarzabal come punta centrale.
L’Argentina invece, adotterà un 4-1-3-2Dibu Martinez tra i pali; MolinaRomeroLisandro Martinez e Tagliafico in difesa; Paredes come regista; De PaulEnzo Fernandez e MacAllister a centrocampo; Messi e Alvarez in attacco.
Il legame tra De La Fuente e Scaloni
La storia tra Luis De La Fuente e Lionel Scaloni risale al quando Scaloni, appena ritiratosi dal calcio giocato, frequentò il corso UEFA Pro a Las Rozas in Spagna. De La Fuente, allora responsabile delle selezioni giovanili spagnole, fu uno dei suoi docenti.
“Luis è stato il mio professore al corso allenatori. Ha dato una mano enorme a tutti noi che abbiamo frequentato il corso a Las Rozas“, ha dichiarato Scaloni. Un rapporto di stima reciproca che si è rafforzato nel tempo, culminando in questa finale.
De La Fuente ha ricordato un aneddoto legato a Lionel Messi“Allenavo le giovanili del Siviglia e mi dissero di stare attento a questo Messi. Misi un ragazzo in marcatura su di lui, ma sullo 0-0 al 70′ fu ammonito e lo cambiai e cambiai strategia: ci fece 4 gol in 15 minuti“. Un episodio che dimostra l’attenzione speciale che la Spagna dovrà prestare al fenomeno argentino.
Oggi, nove anni dopo quel corso, i due si ritrovano a guidare le rispettive nazionali in una finale mondiale. Un incontro che va oltre il calcio, un tributo alla loro amicizia e alla loro passione per questo sport.

