Il celebre critico d’arte e politico Vittorio Sgarbi è stato protagonista di una serata memorabile a Ferrara il 18 settembre, per poi essere ricoverato pochi giorni dopo al Policlinico Gemelli di Roma in terapia intensiva a causa di un’insufficienza respiratoria. La sequenza di eventi, dalla grande accoglienza al pallido stato di salute, ha suscitato grande emozione e preoccupazione nell’opinione pubblica.
Ultima presentazione a Palazzo Diamanti
Nel lussuoso salone di Palazzo Diamanti, Sgarbi è stato accolto da un lungo e commosso applauso durante l’inaugurazione della mostra “Da Monet a Van Gogh a Kandinsky. Nuovi sguardi sulla natura e la modernità”. Come presidente della Fondazione “Ferrara Arte”, ha espresso grande soddisfazione per l’evento, definendolo una prova della dimensione internazionale della città. Il suo intervento, della durata di circa cinque minuti, è stato caratterizzato da una voce notavolmente flebile, segno evidente della sua delicata condizione fisica.
Collaborazione internazionale della mostra
La mostra nasce dalla collaborazione fra la Fondazione Ferrara Arte, il Museum Boijmans Van Beuningen di Rotterdam e le Gallerie d’Arte Moderna e Contemporanea di Ferrara. Con 120 opere provenienti da collezioni ferraresi e internazionali, l’esposizione offre un percorso multisensoriale che resterà aperto fino al 10 gennaio 2027. Monet, Van Gogh e Kandinsky sono al centro di un dialogo che mette in luce la continuità tra natura e modernità, confermando Ferrara come un punto di riferimento per l’arte contemporanea europea.
Il percorso di salute del critico
Alle 23 settembre, il Policlinico Gemelli ha comunicato che Sgarbi è stato ricoverato in terapia intensiva per un’insufficienza respiratoria. Il direttore del dipartimento di emergenza, Massimo Antonelli, ha specificato che le condizioni sono “critiche ma stabili”. Il problema è inserito in un quadro più ampio di malattie: nel 2025 il critico era stato ricoverato per una grave depressione, che lo aveva portato a un drastico calo di peso (arrivò a 59 kg) e a rifiutare il cibo. In passato, aveva subito un intervento cardiaco a Modena (2015) e una terapia oncologica per un tumore alla prostata (2021).
Il ruolo della figlia Evelina
Il 30 settembre la figlia Evelina Sgarbi ha fatto visita al reparto, descrivendo la scena come una “sofferenza estrema” che l’ha profondamente sconvolta. Nell’emozione del momento, ha accusato quello che definisce “stress e fatica immensa” derivati dall’intensa attività pubblica del padre negli ultimi mesi. Parallelamente, Evelina ha avviato una procedura giudiziaria chiedendo la nomina di un amministratore di sostegno, sostenendo che il padre non sia più in grado di gestire i propri interessi.
Eventi recenti prima del ricovero
Prima della tragedia sanitaria, Sgarbi aveva mantenuto una presenza pubblica piuttosto attiva. Il 23 marzo 2026 si è recato a San Severino Marche per votare al referendum sulla giustizia, accompagnato dalla compagna Sabrina Colle e dall’avvocato Giampaolo Cicconi, suo storico legale. Lì ha condiviso una cena con l’Osteria Ninetta, celebrando il celebre ciauscolo locale. A febbraio dello stesso anno era apparso alla Certosa di Ferrara, itinerario segnato da un passo incerto ma ancora visibile. L’8 maggio, ha festeggiato i 74 anni a Venezia, nella sede della Fondazione Biennale di Cà Giustinian, accolto dal presidente Pietrangelo Buttafuoco.
Questi eventi dipingono un quadro di un uomo ancora molto impegnato nella vita culturale e civica, ma allo stesso tempo segnato da una serie di problemi di salute che ne limitano la capacità di resistere a ritmi così intensi. La speranza è che le cure intensive possano stabilizzare la sua condizione e consentire al critico di uscire dal reparto di terapia intensiva con un miglioramento significativo.



