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Segnalazione di AGCOM alla Commissione UE sui riassunti AI di Google

AGCOM ha trasmesso a Bruxelles un dossier sui servizi AI di Google dopo le istanze della FIEG, sollevando questioni su traffico, pluralismo e trasparenza

Segnalazione di AGCOM alla Commissione UE sui riassunti AI di Google

L’autorità italiana per le comunicazioni ha deciso di portare la questione dei servizi di intelligenza artificiale di Google all’attenzione della commissione europea. Dopo aver raccolto informazioni e ascoltato le parti coinvolte, AGCOM ha inviato una segnalazione formale per una valutazione ai sensi del Digital Services Act (DSA). Al centro dell’attenzione ci sono in particolare le funzioni note come AI Overviews e AI Mode integrate in Google Search, strumenti che secondo alcuni editori mutano le dinamiche di accesso alle notizie e alla fonte originale.

La vicenda è partita da una richiesta della FIEG e ha incluso audizioni con Google, la FIEG stessa e la FISC (Federazione Italiana Settimanali Cattolici). AGCOM ha anche tenuto conto che a fine dicembre 2026 era stata avviata un’indagine preliminare su possibili violazioni antitrust; ora la segnalazione alla Commissione europea apre un ulteriore fronte di verifica rispetto agli obblighi previsti dal DSA.

Le ragioni della segnalazione

La richiesta degli editori segnala una riduzione del traffico verso i siti informativi, attribuita all’uso dei riassunti prodotti dall’AI che consentirebbero agli utenti di ottenere informazioni senza accedere alla fonte originale. AGCOM riporta la preoccupazione per la sostenibilità economica delle testate, in particolare quelle più piccole e indipendenti: la perdita di visite significa meno ricavi pubblicitari e minore visibilità per gli autori. Inoltre, è stato sottolineato il rischio che le risposte generate possano contenere errori o allucinazioni, ossia informazioni inventate, con potenziali danni di reputazione per le testate citate.

Impatto su pluralismo e informazione

L’analisi ha messo in evidenza come strumenti centralizzati di sintesi possano influire sul pluralismo dei media e sulla diversità delle fonti consultate dagli utenti.

AGCOM ha richiamato l’attenzione sugli articoli del DSA che riguardano la mitigazione dei rischi sistemici per la libertà di informazione e il pluralismo (articoli 34 e 35) e sulla necessità di garantire trasparenza nei meccanismi che determinano cosa viene mostrato agli utenti (articolo 27). Il tema è tanto tecnico quanto politico: riguarda il modo in cui il pubblico accede, valuta e attribuisce credibilità alle notizie.

Verifica delle fonti e limiti delle risposte automatiche

Un altro elemento emerso nelle audizioni è la difficoltà, per l’utente medio, di controllare l’origine e la correttezza delle sintesi proposte dall’AI. AGCOM e gli editori hanno richiamato l’attenzione sulla necessità di sistemi che esplicitino le fonti e facilitino la verifica: senza questo livello di trasparenza, le sintetizzazioni rischiano di sostituire la consultazione diretta delle testate.

Il problema viene riassunto nell’espressione tecnica sistemi di raccomandazione, che devono essere progettati con meccanismi chiari per evitare distorsioni del mercato dell’informazione.

Quadro normativo e procedura avviata

AGCOM ha agito come coordinatore nazionale per i servizi digitali e, nella seduta del 29 aprile, ha deciso di inoltrare a Bruxelles una richiesta di valutazione ai sensi dell’articolo 65 del DSA. La segnalazione chiede alla Commissione europea di valutare l’eventuale apertura di un’indagine sulle possibili violazioni da parte di grandi piattaforme e motori di ricerca, identificati nella norma come VLOP/VLOSE. Al processo hanno partecipato le parti interessate e, nella stessa seduta, è stata proposta l’istituzione di un tavolo permanente per discutere copyright, AI e pluralismo informativo.

Posizioni e voti interni

La decisione non è stata unanime: nella riunione alcuni commissari hanno votato a favore mentre la commissaria Elisa Giomi ha espresso voto contrario, sottolineando la complessità della materia e i potenziali effetti sulle dinamiche competitive. AGCOM ha reso noto di aver acquisito documentazione e pareri per consentire alla Commissione europea una valutazione fondata e puntuale, prima di un eventuale avvio di istruttoria formale.

Reazioni degli editori e prossimi passi

La FIEG ha accolto positivamente la segnalazione e si è resa disponibile al confronto con le piattaforme per definire regole sull’utilizzo dei contenuti editoriali. Tra le proposte avanzate dagli editori c’è un meccanismo di opt-out per escludere i contenuti dall’addestramento dei modelli AI, garantendo però che tale esclusione non comporti penalizzazioni nella visibilità. Parallelamente, AGCOM ha promosso la creazione di un tavolo permanente tra piattaforme e soggetti editoriali per affrontare accordi di licenza, valutare tutele economiche e definire pratiche di trasparenza condivise.

La vicenda proseguirà sui tavoli europei: la Commissione europea dovrà ora valutare la segnalazione di AGCOM e decidere se avviare un’istruttoria. Nel frattempo, il dialogo tra regolatori, piattaforme e editori appare destinato a diventare uno degli ambiti chiave per definire i confini dell’uso dei contenuti giornalistici nell’era delle AI generative.

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Scritto da Nicola Trevisan

Gaming journalist, 9 anni. Recensioni videogiochi, esport e tech.

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