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2 Novembre 2026

Protesi bioniche e sport: lezione con Matteo Cattini al Politecnico

Al Politecnico di Torino gli studenti di Ingegneria Biomedica hanno assistito il 30 ottobre 2026 a una lezione su protesi bioniche con la testimonianza dell'atleta Matteo Cattini e la presentazione di dispositivi come il ginocchio Genium X4 e la mano Zeus.

Protesi bioniche e sport: lezione con Matteo Cattini al Politecnico

Il 30 ottobre 2026 il Politecnico di Torino ha ospitato una lezione che ha messo a confronto tecnologia, pratica clinica e esperienza personale: gli studenti del terzo anno di Ingegneria Biomedica hanno seguito dimostrazioni e ascoltato la testimonianza di Matteo Cattini, atleta di Para Powerlifting e partecipante ai Giochi Paralimpici di Rio 2016. L’iniziativa è stata realizzata in collaborazione con l’Officina Ortopedica Maria Adelaide, centro accreditato per tecnologie protesiche avanzate.

L’incontro ha voluto esplorare in modo concreto come le protesi moderne possano incidere sull’autonomia quotidiana e sulle performance sportive, alternando spiegazioni tecniche, prove pratiche con simulatori e il racconto diretto di chi vive con una protesi. Hanno partecipato anche docenti e professionisti del settore per collegare il percorso di formazione universitaria al mondo del lavoro ortopedico.

Dimostrazioni pratiche: Genium X4 e la mano bionica Zeus

Durante la lezione l’Officina Ortopedica Maria Adelaide ha presentato il Genium X4, un ginocchio bionico per protesi di arto inferiore che integra sensori elettronici e componentistica meccanica per adattare la fase di movimento alle condizioni dell’utilizzatore. Essendo l’unico centro accreditato in Piemonte per questo dispositivo, l’Officina ha illustrato funzionalità, scenari d’uso e limiti operativi, mostrando come l’elettronica possa supportare la stabilità e la risposta dinamica della protesi.

Prova della mano bionica e funzionamento mioelettrico

Gli studenti hanno potuto sperimentare con un simulatore la mano bionica Zeus, progettata per l’arto superiore e controllata attraverso segnali muscolari residui. Il controllo mioelettrico si basa su elettrodi che rilevano l’attività muscolare e la convertono in comandi: questo principio offre un’interfaccia naturale tra corpo e dispositivo, ma richiede un percorso di calibrazione, apprendimento e adattamento personalizzato per ottenere performance efficaci nella vita quotidiana.

La testimonianza di Matteo Cattini: sport, riabilitazione e protesi

Matteo Cattini, nato a Mantova nel 1984, ha raccontato il suo percorso dopo l’incidente motociclistico del 2008 che gli ha costato la gamba sinistra. Partito dalla palestra per il recupero muscolare, Cattini ha trasformato la riabilitazione in una carriera sportiva, conquistando dieci ori ai Campionati Italiani di Para Powerlifting e partecipando ai Giochi Paralimpici di Rio 2016. Durante la sua testimonianza ha evidenziato come il supporto di famiglia e amici, insieme alla determinazione personale, abbiano avuto un ruolo cruciale nel processo di adattamento.

L’atleta ha inoltre sottolineato il ruolo concreto delle protesi: non sono solo strumenti tecnologici, ma componenti che influiscono su lavoro, mobilità e partecipazione sociale. Cattini ha spiegato come il giusto dispositivo, calibrato e supportato da riabilitazione adeguata, consenta di recuperare abitudini e attività, incluso lo sport agonistico, e ha ringraziato chi lo ha accompagnato nel percorso professionale e nella collaborazione con aziende come Ottobock.

Formazione e collaborazione tra università e impresa

La lezione è inserita nell’insegnamento di Bioingegneria Meccanica tenuto dalla professoressa Cristina Bignardi del Dipartimento di Ingegneria Meccanica e Aerospaziale. Bignardi ha ricordato la collaborazione pluriennale con l’Officina Ortopedica Maria Adelaide, iniziata negli anni ’90, che permette agli studenti di integrare la teoria con esperienze pratiche e stage formativi. Questa sinergia consente di comprendere aspetti reali della progettazione protesica, dalla scelta dei materiali alla gestione dei sensori e dei sistemi di controllo.

Per Roberto Ariagno, direttore dell’Officina, l’iniziativa rafforza il dialogo tra mondo accademico e impresa e offre agli studenti la possibilità di esplorare sbocchi professionali in cui le competenze di un ingegnere biomedico sono determinanti per adattare tecnologie complesse alle esigenze cliniche e personali degli utilizzatori.

L’incontro ha così unito dimostrazioni tecniche, prove pratiche e una testimonianza sportiva diretta, fornendo agli studenti una visione concreta delle sfide e delle opportunità legate allo sviluppo delle protesi bioniche. L’evento ha evidenziato come la ricerca, la personalizzazione e il rapporto con l’utilizzatore siano elementi fondamentali per trasformare innovazioni tecnologiche in soluzioni realmente efficaci per la vita quotidiana e per lo sport.

Autore

Camilla Pellegrini

Camilla Pellegrini, genovese e già infermiera, racconta ancora la notte trascorsa nel pronto soccorso di Sampierdarena quando decise di tradurre esperienza clinica in contenuti divulgativi. In redazione sostiene un approccio rigoroso e porta con sé cartoline e appunti di turni reali.