Durante la notte di Ferragosto, mentre la città di Messina celebrava la sua festa religiosa più importante, un gruppo di ladri ha compiuto un audace furto al Museo Regionale di Messina (MuMe) portando via opere preziose di Antonello da Messina uno dei più grandi pittori del Rinascimento.
Il furto ha scosso profondamente la comunità locale e il mondo dell’arte, privando la Sicilia di tesori inestimabili. Le opere rubate includono parti del San Gregorio Polyptych un altare dipinto nel 1473, e un piccolo pannello doppio raffigurante la Vergine Maria e il Cristo morto. Le autorità stanno ancora indagando su come i ladri siano riusciti a eludere i sistemi di sicurezza del museo.
Come si è svolto il furto
Secondo le prime indagini, almeno tre persone mascherate si sono avvicinate al museo intorno alle 21:50 di sabato sera. Hanno forzato una porta laterale e sono entrate direttamente nelle sale dove erano esposte le opere di Antonello. Il tutto è avvenuto in pochi minuti, durante la processione della Vara un evento religioso che attira migliaia di persone in città.
Le telecamere di sorveglianza e i sistemi di allarme erano attivi, ma i ladri sono riusciti a bypassarli. Le autorità stanno esaminando le registrazioni per capire come sia stato possibile. Alcuni dettagli, come una recinzione piegata e una porta forzata, suggeriscono che il furto sia stato ben pianificato.
Le opere rubate e il loro valore
Tra le opere rubate ci sono cinque pannelli del San Gregorio Polyptych un altare commissionato per il monastero di San Gregorio. Due di questi pannelli sono stati poi ritrovati abbandonati vicino al museo e recuperati grazie alla segnalazione di un cittadino. Il valore delle opere rubate è stimato tra i 70 e gli 80 milioni di euro.
Antonello da Messina è noto per aver rivoluzionato la pittura rinascimentale italiana, introducendo tecniche fiamminghe e realismo nei suoi dipinti. Le opere rubate erano tra le più importanti del museo e rappresentavano un patrimonio culturale inestimabile per la città.
Le indagini e le critiche alla sicurezza
Le autorità hanno aperto un’inchiesta per capire chi sia dietro questo furto. Alcuni suggeriscono che potrebbe trattarsi di professionisti del mercato nero, ma nulla è stato ancora confermato. Le indagini stanno anche esaminando il personale del museo per capire se ci siano state collusioni interne.
Il furto ha sollevato critiche sulla sicurezza del museo. Alcuni osservatori hanno criticato i livelli di personale e la gestione amministrativa del patrimonio culturale siciliano. Questo evento ha ricordato a molti il famoso furto del Natività con San Francesco e San Lorenzo di Caravaggio, avvenuto a Palermo nel 1969 e mai risolto.
Vendere opere d’arte rubate attraverso canali legittimi è quasi impossibile. Come ha sottolineato Lynda Albertson, direttrice dell’Associazione per la Ricerca sul Crimine, rubare un Antonello potrebbe essere più facile che venderlo. I ladri potrebbero presto scoprire che il loro bottino è più difficile da monetizzare di quanto pensassero.



