Nel Regno Unito, un progetto innovativo sta trasformando il modo in cui le forze di polizia gestiscono e condividono i dati. Il National Data Integration and Exploitation Service (NDIES) annunciato dal National Police Chiefs’ Council (NPCC) all’inizio del 2026, rappresenta un passo significativo verso una gestione più efficiente e integrata delle informazioni tra le diverse forze di polizia e le agenzie governative.
Questo nuovo servizio permette alle forze di polizia locali di accedere e condividere dati, tra cui intelligence e dati forensi digitali, su scala nazionale. Tuttavia, il progetto ha sollevato preoccupazioni tra i difensori della privacy riguardo all’uso di intelligenza artificiale per l’analisi di grandi quantità di dati personali, che potrebbero essere utilizzati insieme a tecnologie di riconoscimento facciale e tracciamento in tempo reale.
L’architettura del NDIES e le sue funzionalità
Il NDIES è gestito dal National Data and Analytics Office (NDAO) all’interno del NPCC, in collaborazione con il Home Office. Kate Fisher-Stevens, direttrice del NDAO, ha sottolineato che l’obiettivo non è creare una singola piattaforma nazionale o raccogliere più dati del necessario, ma garantire che i dati possano essere raccolti quando necessario. Questo approccio mira a creare una versione unica della verità riducendo significativamente tempo, risorse e costi.
Il progetto prevede l’integrazione di dati provenienti da oltre 50 agenzie di polizia, il Home Office, il Ministry of Justice e altri partner. Questi dati saranno accessibili per scopi analitici e di reporting, senza che i dipartimenti governativi possano vedere i dati operativi o le informazioni di intelligence stesse.
Strumenti di analisi dati e le preoccupazioni sulla privacy
Tra gli strumenti chiave sviluppati per il NDIES ci sono Prometheus e Palantir Nectar. Prometheus è un sistema intelligence-only progettato per analizzare dati digitali estratti da dispositivi sequestrati ai sospetti. Questo strumento permette agli investigatori di derivare informazioni incrociando i dati estratti con altri sistemi di polizia, come foto, conversazioni di testo e log di internet.
Palantir Nectar, invece, è un sistema fornito da Palantir Technologies che collega diverse fonti di dati di polizia sotto una vista unificata. Questo strumento permette di analizzare dati di telefoni cellulari, profilare individui e processare dati personali sensibili con l’aiuto dell’intelligenza artificiale. Tuttavia, l’uso di questi strumenti ha sollevato preoccupazioni riguardo alla privacy e alla proporzionalità del trattamento dei dati.
Le critiche e le implicazioni etiche
Gruppi di campagna per i diritti digitali hanno espresso preoccupazioni riguardo all’uso di questi strumenti. Privacy International ha sottolineato che l’aumento della condivisione dei dati e l’uso di strumenti di analisi predittiva potrebbero portare a un uso sproporzionato e non necessario dei dati personali. Inoltre, l’uso di dati sensibili come opinioni politiche, credenze religiose e orientamenti sessuali ha sollevato questioni etiche significative.
Bedfordshire Police, che sta pilotando Palantir Nectar, ha ammesso che ci sono rischi di trattamento di dati personali non proporzionato o necessario. Inoltre, i dati analizzati potrebbero essere eccessivi, come dimostrato dal fatto che uno dei dati sorgenti, Athena, contiene oltre 1.000 record di individui non ancora accusati di alcun crimine.
Nonostante le preoccupazioni, Bedfordshire Police ha affermato che è imperativo che i sistemi di polizia evolvano per rispondere alle aspettative del pubblico. Il progetto è in fase di valutazione interna e viene monitorato da un panel etico composto da funzionari di polizia e accademici.



