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28 Luglio 2026

Trimestrali Big Tech 2026: previsioni e analisi degli esperti

Le trimestrali delle Big Tech statunitensi sono un evento cruciale per gli investitori. Scopriamo quali aziende potrebbero sorprendere e quali rischiano di deludere.

Trimestrali Big Tech 2026: previsioni e analisi degli esperti

Le trimestrali delle Big Tech statunitensi rappresentano un appuntamento cruciale per gli investitori, con il potere di influenzare il sentiment dei mercati e le performance borsistiche del settore tecnologico. Questi giganti del tech, con un peso significativo sugli indici di Wall Street, determinano l’andamento complessivo del mercato. Ad esempio, le Magnifiche Sette (Alphabet, Amazon, Apple, Meta, Microsoft, Nvidia e Tesla) rappresentano attualmente il 32,5% della capitalizzazione di mercato dell’S&P 500, un dato leggermente inferiore rispetto al 34,5% registrato a metà del 2026.

Tra le prime società ad aver pubblicato i risultati trimestrali, Alphabet e Tesla hanno mostrato un aumento significativo degli investimenti in intelligenza artificiale un segnale che ha suscitato preoccupazione tra gli investitori. Google, la società principale di Alphabet, ha registrato un calo del 6,8% nella seduta del 23 luglio, nonostante una performance annuale positiva del 67%. Tesla, invece, ha perso il 14,5% con una variazione a 12 mesi negativa del 4%, con un cash flow negativo di 1,1 miliardi di dollari nel secondo trimestre.

Le attese per le prossime trimestrali

Le prossime trimestrali in programma per Meta e Microsoft il 29 luglio, Amazon e Apple il 30 luglio, e Nvidia il 26 agosto, saranno osservate con grande attenzione. Gli analisti si aspettano che Microsoft possa dimostrare progressi significativi nel settore del software e nel cloud, con un potenziale di rialzo dato dalla sua valutazione più bassa rispetto ad altre Big Tech. Dimitri Kallianiotis di Ubp sottolinea che i titoli del comparto semiconduttori e hardware sono i meglio posizionati per beneficiare dell’aumento della spesa nei data center per l’AI.

I rischi per Apple e gli hyperscaler

Apple, con una performance annuale del 50%, è vista come un’alternativa agli investimenti in AI, avendo evitato di aumentare massicciamente le spese in conto capitale. Tuttavia, il gestore di Ubp avverte che i titoli dei servizi IT e del software rimangono i più a rischio a causa della disruption legata all’AI. Anche gli hyperscaler (Meta, Amazon, Microsoft) potrebbero deludere se continuassero a ricorrere ad aumenti di capitale per finanziare i propri investimenti nell’AI, con un conseguente effetto diluitivo per gli azionisti.

L’importanza dei fondamentali

Dom Rizzo di T. Rowe Price sottolinea che la crescita di un settore, da sola, non garantisce rendimenti per gli azionisti. La capacità di creare valore in modo duraturo, il miglioramento dei rendimenti sul capitale investito e le valutazioni non eccessive diventeranno i fattori più importanti rispetto a una semplice esposizione al tema dell’AI. Con la crescente differenziazione nel software, le applicazioni facilmente replicabili potrebbero subire una pressione competitiva maggiore.

La capacità di creare valore in modo duraturo e di migliorare i rendimenti sul capitale investito sarà cruciale per il successo a lungo termine di queste aziende.

Autore

Edoardo Marchesi

Edoardo Marchesi, voce delle notizie di Palermo, ricorda la notte in cui seguì il corteo in via Maqueda e decise di chiedere carte e nomi: da allora predilige verifiche sul campo. In redazione guida l’agenda delle emergenze e custodisce una collezione di vecchie mappe della città.