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1 Ottobre 2026

Itinerario dublinese per celebrare i 50 anni degli U2

Un percorso urbano che riporta alla scoperta dei posti chiave di Dublino, dal cortile della scuola dove è nata la band fino ai leggendari studi di registrazione.

Itinerario dublinese per celebrare i 50 anni degli U2

Dublino non è solo la capitale irlandese, è anche il cuore pulsante della storia dei U2. Cinquant’anni dopo la formazione del gruppo, la città è rimasta una sorta di “mappa della memoria”, dove ogni angolo racconta una tappa del viaggio musicale dei quattro ragazzi di Artane. Questo articolo propone un itinerario che combina luoghi noti e appuntamenti più nascosti, offrendo al lettore una visione completa di come la capitale abbia influenzato la crescita artistica della band.

Mount Temple Comprehensive School: il luogo della prima chiamata

Nel settembre 1976, un annuncio appeso alle bacheche della Mount Temple Comprehensive School ha radunato tre adolescenti in casa di Larry Mullen Jr. Quell’invito ha dato vita a “The Larry Mullen Band”, il precursore dei U2. Il cortile della scuola, che oggi ospita più di mille studenti, è diventato il palcoscenico di un concerto speciale per celebrare il cinquantesimo anniversario, con brani come “I Will Follow” e “With or Without You”. L’evento ha anche visto la partecipazione di 32 giovani musicisti del programma Music Generation, sottolineando il legame continuo tra la band e l’educazione musicale locale.

Dalla Northside alla costa: Artane, Clontarf e Malahide

Artane, quartiere di residenza di Bono, è la prima tappa di questo percorso. La Cedarwood Road dove il cantante trascorse gran parte della sua adolescenza, è ricordata nella canzone “Cedarwood”, estratta dall’album Songs of Innocence (2014). Proseguendo verso la baia settentrionale, si arriva a Clontarf dove gli U2 spesso giravano a piedi o in bicicletta, assaporando l’atmosfera marittima che avrebbe influenzato le loro prime liriche.

Il vero laboratorio domestico, però, si trovava nella soffitta della casa di famiglia di Adam Clayton a Malahide. Qui, tra le onde del mare e le mura di un antico castello, i ragazzi provavano gli accordi che avrebbero poi riempito le sale di Wembley. Le prime fotografie promozionali sono state scattate proprio in quel soggiorno, trasformando un tranquillo villaggio di pescatori nel primo studio non ufficiale dei U2.

Windmill Lane Recording Studios: la fucina del suono globale

Il vero salto di qualità avvenne negli Windmill Lane Recording Studios. Aperto alla fine degli anni ‘70, lo studio ospitò la registrazione dei primi tre album – BoyOctober e War. Il produttore Steve Lillywhite sfruttò sperimentazioni acustiche, come la registrazione della batteria di Larry Mullen Jr. nelle scale, creando un timbro unico che divenne il marchio dei U2. Anche se l’edificio originale è stato demolito, una parte del muro perimetrale è stata preservata come “pilastro di memoria”, ricoperta da graffiti e firme dei fan.

Negli anni ’90 lo studio si spostò in una ex centrale elettrica di Ringsend Road dove furono prodotti album successivi come All That You Can’t Leave Behind e No Line on the Horizon. Oggi è possibile visitare le sale attraverso tour guidati, che rivelano dietro le quinte non solo la storia degli U2 ma anche di altri artisti irlandesi come i Cranberries e Sinéad O’Connor.

Luoghi urbani e simboli della carriera: Temple Bar, 3Arena e The Clarence

Il centro di Dublino è costellato di riferimenti alla band. A Temple Bar si trova l’Irish Rock ‘N’ Roll Museum Experience, dove è possibile ammirare memorabilia degli U2 tra gli oggetti esposti. La zona, oggi meta turistica, conserva ancora l’anima dei pub dove la band suonava in piccoli set prima di diventare celebrità internazionali.

Il 3Arena ex Point Depot, è il luogo dove la band ha tenuto concerti epici durante l’era “Rattle and Hum”. La struttura moderna, con il suo skyline sull’acqua, simboleggia il ponte tra la Dublino industriale degli anni ‘80 e la metropoli contemporanea. Un altro punto di riferimento è The Clarence Hotel il tetto del quale è stato immortalato in un’esibizione di “Beautiful Day” per Top of the Pops nel 2000.

Infine, la National Gallery custodisce un ritratto di Bono realizzato da Louis le Brocquy, mentre a Merrion Square si erge il monumento a Oscar Wilde, testimone silenzioso della ricca eredità culturale che ha sempre accompagnato la musica degli U2. Questi luoghi dimostrano come la città non sia solo uno sfondo, ma un vero co-autore della leggenda del rock irlandese.

Autore

Andrea Innocenti

Andrea Innocenti ha coordinato dall'estero il rientro di una cronista napoletana durante una crisi diplomatica, gestendo contatti con consolati; è corrispondente esteri che definisce linee editoriali sulla geopolitica. Nato a Napoli, parla dialetto locale e mantiene rapporti con ONG partenopee.