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8 Novembre 2026

Agricoltura italiana tra preghiera e innovazione: festa a Cremona e Gemona

Dalle bandiere gialle di Cremona al Carro del Ringraziamento di Gemona, l’agricoltura italiana si ferma a ringraziare la terra e a ricordare la resilienza di una regione.

Agricoltura italiana tra preghiera e innovazione: festa a Cremona e Gemona

Il calendario liturgico italiano ha riservato l’8 novembre alla Giornata del Ringraziamento, un appuntamento che celebra i frutti della terra e il lavoro di chi la coltiva. Questa edizione, la 76ª, assume un volto particolarmente vivace nelle province di Cremona e Gemona del Friuli, dove le comunità rurali hanno organizzato eventi di grande risonanza.

Le celebrazioni hanno avuto la duplice finalità di esprimere gratitudine per i prodotti agricoli e di ribadire l’importanza strategica delle aree interne, talora marginalizzate rispetto ai grandi poli urbani. Il messaggio della Conferenza Episcopale Italiana, improntato al tema «Sguardi di gratitudine e di speranza per le aree interne del Paese», ha fornito un filo conduttore spirituale a tutte le iniziative.

Cremona: preghiera e festa nella Chiesa della Beata Vergine di Caravaggio

Nel cuore di Cremona, lungo viale Concordia, la Chiesa parrocchiale della Beata Vergine di Caravaggio ha ospitato circa cinquecento agricoltori, giovani imprenditori, rappresentanti istituzionali e sindaci locali. Al loro fianco, il direttore di Coldiretti Cremona Giovanni Roncalli, il delegato confederale Giovanni Benedetti e il presidente di Coldiretti Lombardia Gianfranco Comincioli hanno aperto la giornata con un caloroso benvenuto, sottolineando il ruolo cruciale della filiera agroalimentare nella crescita della provincia.

Messa solenne e offerta dei produttori

La celebrazione è iniziata con una Santa Messa guidata dal consigliere ecclesiastico di Coldiretti, don Claudio Anselmi, affiancato dal parroco don Andrea Spreafico e dal collaboratore don William Dalè. Durante l’omelia, sono stati richiamati i valori di tenacia e professionalità che i contadini cremonesi dimostrano di fronte a mercati volatili e a condizioni climatiche avverse. Il momento più toccante è stato l’offertorio: giovani imprenditori agricoli hanno portato in processione cesti carichi di frutta, verdura, formaggi e prodotti dell’allevamento, depositandoli davanti all’altare come segno di gratitudine verso il Signore.

Benedizione dei mezzi agricoli e convivialità nell’oratorio

Segue poi la tradizionale benedizione dei trattori, dei rimorchi e di tutti i macchinari presenti, disposti a semicerchio intorno alla navata. Il rito, celebrato dal sacerdote, è stato accompagnato dal rumore dei motori e dal canto dei volontari, creando un’atmosfera di unità fra fede e lavoro. Dopo la cerimonia, le sale dell’oratorio hanno ospitato un convivio gratuito, organizzato dalle volontarie parrocchiali e dalle allieve di Cr.forma. Gli ospiti hanno potuto assaggiare specialità tipiche cremonesi, dal panettone di riso al formaggio Grana Padano, confermando l’impegno del territorio a garantire cibo sano e di qualità alle famiglie italiane.

Gemona del Friuli: gratitudine che si fonde con la memoria del 1976

Nel sud del Friuli, la piccola città di Gemona ha chiuso il ciclo di tre giorni di “Gemona, formaggio e… dintorni” con la sua versione della Giornata provinciale del Ringraziamento. L’evento è stato particolarmente significativo perché si è svolto nella stessa cornice del cinquantesimo anniversario del devastante terremoto del 1976, che aveva colpito duramente la zona.

Messa al Duomo e benedizione dei trattori

Alle 10:30, la cattedrale del Duomo ha accolto la celebrazione presieduta da monsignor Valentino Costante. L’omelia ha ricordato la capacità della comunità di ricostruire la propria identità dopo la tragedia, paragonando la resilienza dei gemonesi alla determinazione degli agricoltori che ogni giorno difendono il territorio. Dopo la Messa, è stata eseguita la consueta benedizione dei trattori, seguita da un breve discorso dei rappresentanti di Coldiretti Udine e delle istituzioni regionali.

Carro del Ringraziamento, tamburi medievali e gusto del formaggio

Il clou della giornata è stato il Carro del Ringraziamento, un’imponente manifestazione di trattori décorati, accompagnata dal gruppo di tamburi medievali Historica Tympana Glemonae. La sfilata ha attraversato le vie del centro storico, attirando curiosi e famiglie. Successivamente, nella piazza del municipio, si è svolto un convivio all’insegna del formaggio: gli espositori di Campagna Amica hanno allestito bancarelle con pecorino, Montasio e formaggi a latte di vacca, mentre l’assessore alle Finanze Barbara Zilli ha sottolineato l’importanza di valorizzare la latteria turnaria, unico modello produttivo ancora attivo nella zona.

Nel suo intervento, il presidente di Coldiretti Udine, Cristiano Melchior, ha ricordato che “la ricostruzione di Gemona è una testimonianza viva della solidarietà e della capacità di guardare al futuro”. Anche il direttore regionale di Coldiretti FVG, Cesare Magalini, ha ribadito che l’agricoltura deve continuare a innovare, puntando su sostenibilità e qualità per mantenere vivi i territori rurali.

Il messaggio della CEI: una “Italia linfatica” da valorizzare

Il tema scelto dalla Conferenza Episcopale Italiana per la 76ª Giornata del Ringraziamento richiama l’idea di un’Italia “linfatica”: una rete di comunità piccole e medie che, pur non facendo rumore, sostengono la vita economica e sociale del Paese. I vescovi hanno invitato a riconoscere il ruolo fondamentale dei paesi, dei borghi e delle aree montane, evidenziando la necessità di contrastare lo spopolamento, garantire servizi pubblici essenziali e sostenere le imprese agricole con politiche mirate. L’evento di Cremona e quello di Gemona incarnano concretamente questo messaggio, dimostrando che preghiera, tradizione e innovazione possono coesistere per dare nuova linfa al futuro della campagna italiana.

Autore

Andrea Innocenti

Andrea Innocenti ha coordinato dall'estero il rientro di una cronista napoletana durante una crisi diplomatica, gestendo contatti con consolati; è corrispondente esteri che definisce linee editoriali sulla geopolitica. Nato a Napoli, parla dialetto locale e mantiene rapporti con ONG partenopee.