Il thriller fantascientifico intitolato Sanxingdui: Future Past ha fatto storia per due motivi opposti: è il primo lungometraggio cinese realizzato al 100 % con tecnologie di intelligenza artificiale e, allo stesso tempo, si è confermato come uno dei flop più evidenti degli ultimi anni. L’opera, prodotta dalla Bona Film Group, è stata lanciata nelle sale alla fine di ottobre 2026, con una prima programmazione il 23 ottobre e una distribuzione più capillare a partire dal 26 ottobre, coprendo l’intero territorio nazionale.
Dati di produzione, budget e ambientazione
Il progetto ha avuto a disposizione un budget di circa 10 milioni di yuan, equivalenti a 1,5 milioni di dollari, una somma relativamente contenuta per un genere che tradizionalmente richiede effetti speciali costosi. La trama si ispira ai misteri archeologici della civiltà di Sanxingdui, trasportando gli spettatori in un futuro prossimo dove una super-intelligenza globale ha assunto il controllo totale della società, dando origine a una crisi politica e sociale senza precedenti.
Il processo creativo è stato interamente affidato a sistemi generativi di AI: sceneggiatura, storyboard, animazione e persino la colonna sonora sono stati prodotti senza l’intervento diretto di registi o sceneggiatori tradizionali. Secondo il responsabile di produzione, Jiang Defu, l’obiettivo era dimostrare che la Cina è pronta a sperimentare nuove forme di produzione audiovisiva, anche se la sfida di convincere il pubblico rimane cruciale.
Risultati al botteghino e reazioni del pubblico
Nonostante una campagna di distribuzione che ha previsto più di 10.000 proiezioni nella prima settimana, il film ha registrato un incasso complessivo di appena 198 000 $, pari a meno del 12 % del capitale investito. La valutazione su IMDB si è stabilita intorno a 1, indicando un gradimento quasi nullo da parte degli spettatori. Le cause sembrano molteplici: la qualità visiva, giudicata da molti acerba, la mancanza di una narrativa avvincente e l’assenza di un vero coinvolgimento emotivo, elementi che l’AI non è ancora in grado di replicare con la stessa sensibilità umana.
Jiang Defu ha difeso comunque il progetto dichiarando che essere i primi a sperimentare una tecnologia così rivoluzionaria e ad ottenere l’autorizzazione per l’esibizione nelle sale è già un risultato non trascurabile. Tuttavia, i numeri dimostrano che il pubblico cinese, pur appassionato di innovazione, non è disposto a pagare un biglietto per un prodotto che percepisce come privo di valore artistico.
Prospettive future e altri esperimenti AI in Asia e negli Usa
Il risultato di Sanxingdui: Future Past non segna la fine della sperimentazione, ma piuttosto un punto di partenza per ricalibrare le aspettative. In India e Malesia, i cineasti hanno già distribuito i lungometraggi Love You e Pirate Queen: Zheng Yi Sao, anch’essi realizzati quasi interamente con AI, sebbene su scala più limitata. Negli Stati Uniti, l’attesa è rivolta a Gods Don’t Give Gifts, un’antologia di quattro racconti di fantascienza che uscirà il 4 dicembre, prodotta dallo youtuber Zack London (Gossip Goblin) e distribuita da Fable.
Secondo gli osservatori del settore, la possibilità di ridurre i costi di produzione di un film di fantascienza a meno di 2 milioni di dollari grazie all’AI può cambiare radicalmente il modello di rischio finanziario. Un flop di 180 000 $ su un investimento di 1,5 milioni è una perdita gestibile per una grande casa come Bona Film Group, ma l’obiettivo resta quello di trovare un equilibrio tra efficienza tecnologica e qualità narrativa capace di attrarre il pubblico di massa.



