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13 Luglio 2026

Come i videogiochi spaziali affrontano la scala dell’universo

Dai 93 miliardi di anni luce dell'universo osservabile ai 100.000 anni luce della Via Lattea, scopri come i videogiochi spaziali affrontano la sfida di rappresentare l'immensità dello spazio

Come i videogiochi spaziali affrontano la scala dell'universo

L’universo è così vasto che la mente umana fatica a comprenderne le dimensioni. Con un’estensione di circa 93 miliardi di anni luce, anche la nostra galassia, la Via Lattea, si estende per 100.000 anni luce e contiene centinaia di miliardi di stelle. Questa immensa scala rappresenta una sfida enorme per gli sviluppatori di videogiochi spaziali, che devono bilanciare realismo e divertimento.

La missione Artemis 2 ha raggiunto velocità di circa 25.000 miglia orarie durante la sua fase di iniezione lunare. Anche a queste velocità, ci vorrebbero almeno 80.000 anni per raggiungere Alpha Centauri, la stella più vicina. Come fanno gli sviluppatori a catturare l’immensità dello spazio in un’esperienza di gioco gestibile?

La scala vera dello spazio

Il dottor Jeffrey Bennett, fondatore di Big Kid science e autore di “The Scale of the Universe” spiega che su una scala da 1 a 10 miliardi, il Sole sarebbe grande come un grappolo d’uva, la Terra più piccola del puntino di una penna e situata a circa 15 metri di distanza. La Luna, il punto più lontano mai raggiunto dall’uomo, sarebbe a soli 4 centimetri di distanza. Anche i pianeti del nostro sistema solare sono molto più lontani, ma si potrebbero raggiungere a piedi in soli 10 minuti.

Bennett sottolinea che la maggior parte dei film e dei videogiochi di fantascienza sbaglia la scala, rendendo i viaggi spaziali troppo facili. Secondo la scala 1 a 10 miliardi, per raggiungere le stelle più vicine, dovresti camminare attraverso gli Stati Uniti. Simulare anche una piccola parte dell’universo esistente spingerebbe l’hardware attuale ai suoi limiti, anche con tecniche come la generazione procedurale.

Come i videogiochi gestiscono l’immensità dello spazio

Bernd Lehahn, fondatore e direttore generale di Egosoft, lo studio dietro la serie X, afferma che questa è una conflitto di progettazione che tutti i videogiochi spaziali devono affrontare. “Lo spazio deve sembrare molto grande, altrimenti i giocatori si sentiranno ingannati. Lo spazio e la fantascienza sono sempre stati sul sogno di distanze infinite e esplorazione in un universo apparentemente infinito. Allo stesso tempo, la maggior parte dei giochi, inclusi i giochi X, non vuole costringere i giocatori a lunghi tempi di volo o, peggio ancora, noia.”

Lehahn spiega che il suo studio cerca di bilanciare aree densamente popolate con regioni che sembrano una frontiera inesplorata, per trasmettere il vero vuoto dello spazio. “Dovrebbe esserci spazio per entrambi gli estremi: regioni dense e altamente popolate, spesso con mezzi artificiali di trasporto che permettono ai giocatori di trovare e visitare molti luoghi importanti relativamente velocemente, ma anche le aree remote e vuote dello spazio, dove l’esperienza è più lenta, ma dove avviene l’esplorazione e la mappa inesplorata permette mistero e segreti.”

Soluzioni innovative per l’esplorazione spaziale

X4: Foundations utilizza una combinazione di soluzioni per affrontare questa sfida. Il team combina livelli di tecnologia dei motori con capacità di manovra sempre più limitate. Motori più veloci e potenti permettono viaggi più rapidi ma più lineari o su rotaia. Il gioco utilizza anche il concetto di “jump gates” per saltare attraverso ampie parti dell’universo in un batter d’occhio, nonché teletrasporto e accelerazione del tempo per comprimere i viaggi.

Elite Dangerous, d’altra parte, adotta un approccio ancora più ambizioso. Il gioco presenta una Via Lattea in scala 1:1 con circa 400 miliardi di sistemi stellari. Per creare questa vastità, il team utilizza la Stellar Forge, una tecnologia che utilizza dati astronomici reali e modella fenomeni come le collisioni di sistemi stellari e la formazione di stelle e pianeti per generare proceduralmente i sistemi. Questi sistemi vengono generati una volta quando vengono scoperti e rigenerati nello stesso modo ogni volta che un giocatore li visita.

Entrambi i giochi offrono metodi di viaggio a più livelli per comprimere lo spazio e il tempo di viaggio. X4: Foundations e Elite Dangerous sono disponibili per il gioco su PC. Puoi anche acquistare il libro di Bennett, “The Scale of the Universe” su Amazon.

Autore

Susanna Riva

Susanna Riva osserva Bologna dalla finestra dell’Archivio di Stato dove una volta ha passato una settimana a consultare faldoni sulle cooperative cittadine: quel documento segnò la scelta editoriale di approfondire responsabilità istituzionali. Tiene linea critica nella redazione, amante del caffè lungo e del taccuino sempre pieno.