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9 Luglio 2026

Al Bano al Palacongressi di Rimini: talento, ricerca e intelligenza artificiale a confronto

Al Bano ha aperto la convention di Confartigianato Emilia-Romagna con un intervento e un’esibizione a cappella, mentre sul palco sono saliti esperti di infrastrutture, cardiochirurgia e psicologia per discutere di tecnologia, lavoro e formazione

Al Bano al Palacongressi di Rimini: talento, ricerca e intelligenza artificiale a confronto

Il Palacongressi di Rimini ha ospitato mercoledì 8 luglio una convention in cui vocetalento e innovazione tecnologica si sono confrontati davanti a circa 1.500 persone. La giornata, organizzata da Confartigianato Emilia-Romagna e dedicata al tema “Il futuro è un’arte umana. Talento, ricerca e tecnologia nella cultura del fare”, ha articolato momenti pubblici di spettacolo e dibattito istituzionale, mettendo in luce il valore del connubio tra competenze tradizionali e strumenti digitali.

L’evento ha alternato un momento musicale con Al Bano a una serie di interventi tecnici e istituzionali che hanno esplorato impatti concreti dell’intelligenza artificiale e delle infrastrutture digitali sul lavoro artigiano e sulle imprese. Accanto alla testimonianza del cantante pugliese è stato presentato anche un umanoide, segnale della volontà di dialogare con la tecnologia senza rinunciare alla centralità della persona.

Al Bano: la voce come mestiere, la passione come motore

Durante il dialogo con Valerio Baroncini, Al Bano ha raccontato il proprio percorso personale e professionale, definendosi «un buon artigiano della mia esistenza». Con un momento a cappella in cui ha intonato “Amara terra mia”, ha voluto sottolineare come la voce sia stata per lui la leva per entrare in relazione con il pubblico. Ha affermato che la vera rivoluzione, per la sua esperienza, non è stata la tecnologia in senso astratto ma la capacità di trovare una identità vocale distintiva, frutto di ascolto, studio e passione.

Nel corso dell’intervista il cantante ha inoltre insistito su tre elementi che considera fondamentali: il talento—inteso come motore del viaggio personale—la manutenzione del talento stesso attraverso formazione e adattamento, e la curiosità vista come energia che spinge a imparare continuamente. Parole che hanno fatto da ponte tra la dimensione artistica e quella economica dell’artigianato, rimarcando come le attitudini individuali vadano sostenute da percorsi di crescita concreti.

Dialogo tra esperti: infrastrutture, sanità e benessere psicologico

Nel talk condotto da Andrea Gavazzoli sono intervenuti tre professionisti che hanno portato esperienze pratiche sull’adozione della tecnologia in settori diversi. Aldo Isi amministratore delegato di Rete Ferroviaria Italiana, ha evidenziato come i 17.000 chilometri di binari e gli investimenti recenti abbiano reso necessaria una nuova lettura delle attività operative: l’uso di strumenti digitali consente maggiore sicurezza e affidabilità, ma richiede anche nuove competenze per attrarre personale in un mestiere complesso e spesso faticoso.

Infrastrutture e attrazione di competenze

Isi ha sottolineato che la tecnologia non è fine a sé stessa: la presenza di infrastrutture come centri di supercalcolo deve essere accompagnata da programmi di affiancamento per le imprese, altrimenti la vicinanza fisica resta ininfluente. Questo punto mette in luce il divario tra disponibilità tecnologica e capacità di integrazione nel processo produttivo, problema cruciale per la trasformazione digitale delle PMI emiliano-romagnole.

Alessandro Parolari direttore della scuola di specializzazione in Cardiochirurgia dell’Università Statale di Milano, ha spiegato che la chirurgia completamente automatizzata è ancora prematura: la tecnologia aiuta a ridurre gli errori, a pianificare interventi e a valutare percorsi di cura, ma la presenza umana resta imprescindibile. Ha ricordato il progresso tecnologico degli ultimi decenni, dall’arrivo dei primi videogiochi alla rivoluzione digitale in medicina, sottolineando come l’innovazione abbia sempre integrato e non cancellato le competenze cliniche.

Resistenza, formazione e benessere

Il docente di Psicologia del Benessere, Leonardo Milani ha messo l’accento sulle resistenze all’adozione tecnologica: la paura di uscire dalla zona di comfort e l’insicurezza rispetto alle nuove competenze. Secondo Milani, le aziende devono accompagnare i lavoratori con percorsi formativi che trasformino la tecnologia in uno strumento di arricchimento professionale. Ha definito l’approccio corretto come un equilibrio tra competenza tecnica e equilibrio umano.

Tavola rotonda istituzionale: sfide regionali e ruolo delle associazioni

La tavola rotonda finale ha visto la partecipazione del presidente della Regione Emilia-Romagna e dei vertici nazionali e regionali di Confartigianato. È emerso che la regione ospita significativi investimenti in supercalcolo e IA, ma che il valore reale si misura nella capacità di trasferire queste risorse alle PMI. Il presidente regionale ha richiamato l’attenzione sulla necessità di coniugare infrastrutture e competenze, mentre i rappresentanti di Confartigianato hanno ribadito la centralità dell’artigianato come motore di innovazione che integra manualità e digitale.

I dati citati durante il confronto hanno messo in luce criticità sul mercato del lavoro: a livello nazionale persistono difficoltà nel reperimento di personale specializzato, con quote elevate di figure mancanti nell’artigianato. I relatori hanno indicato nella valorizzazione della passione e nella formazione mirata la via per trasformare questa carenza in opportunità di crescita per le imprese che sapranno investire sulle proprie risorse umane.

Nel complesso la convention di Rimini ha offerto un’immagine concreta di come la tecnologia possa essere integrata nel tessuto produttivo senza annullare la centralità delle persone: un messaggio che ha trovato sintesi tra la testimonianza artistica di Al Bano e il confronto tecnico-istituzionale sul futuro del lavoro e delle competenze.

Autore

Edoardo Marchesi

Edoardo Marchesi, voce delle notizie di Palermo, ricorda la notte in cui seguì il corteo in via Maqueda e decise di chiedere carte e nomi: da allora predilige verifiche sul campo. In redazione guida l’agenda delle emergenze e custodisce una collezione di vecchie mappe della città.