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9 Luglio 2026

L’ondata di debito delle big tech: Amazon punta all’AI con un’emissione record

Le big tech stanno investendo massicciamente nell’intelligenza artificiale, e Amazon è l’ultima a lanciare un maxi-bond da 25 miliardi di dollari per finanziare i suoi progetti.

L’ondata di debito delle big tech: Amazon punta all’AI con un’emissione record

Le grandi aziende tecnologiche stanno facendo ricorso al mercato obbligazionario per finanziare i loro ambiziosi progetti di intelligenza artificiale. Amazon, in particolare, ha recentemente emesso un bond da 25 miliardi di dollari un’operazione che segue altre emissioni simili da parte di competitor come Meta e Alphabet (Google).

Questa mossa fa parte di una tendenza più ampia che vede le società legate all’AI emettere obbligazioni per un totale di circa 140 miliardi di dollari nei primi mesi del 2026, rappresentando quasi la metà delle emissioni investment-grade del periodo. La domanda di questi titoli è elevata, ma ci sono segnali di un possibile raffreddamento dell’entusiasmo degli investitori.

L’emissione di Amazon: dettagli e prospettive

Il nuovo bond di Amazon è strutturato in otto tranche, con scadenze che vanno da tre a 40 anni. La domanda iniziale è stata di 62 miliardi di dollari, due volte e mezzo l’offerta, ma questo risultato è inferiore rispetto alle emissioni precedenti. A marzo, ad esempio, le richieste per un titolo di debito da 37 miliardi di dollari erano state di 126 miliardi, oltre tre volte l’offerta.

Amazon prevede di spendere 200 miliardi di dollari in conto capitale nel 2026, principalmente per data center e altre infrastrutture necessarie per l’AI. Il CEO Andy Jassy ha definito l’AI una opportunità irripetibile che giustifica sforzi economici senza precedenti. Tuttavia, la società non può coprire tutti questi investimenti con la liquidità disponibile, che al 31 marzo 2026 ammontava a 143 miliardi di dollari tra contanti e titoli.

La corsa all’AI delle big tech

Amazon non è l’unica a fare ricorso al debito per finanziare l’AI. Anche Alphabet, Meta, Nvidia e Oracle hanno annunciato raccolte di debito o emissioni azionarie per sostenere l’espansione dei loro progetti. Alphabet ha collocato circa 85 miliardi di dollari tramite un’operazione azionaria ampliata, mentre Meta ha venduto obbligazioni investment grade per 25 miliardi, dopo un’emissione da 30 miliardi lo scorso ottobre.

Nvidia ha avviato a giugno la sua prima emissione dall’inizio del boom dell’AI, puntando ad almeno 20 miliardi di dollari, mentre Oracle ne aveva già raccolti 18 a settembre. Secondo le stime di UBS, la spesa aggregata in conto capitale degli hyperscaler potrebbe superare i 770 miliardi di dollari nel 2026, circa il 23% in più rispetto alle previsioni precedenti.

Le preoccupazioni degli investitori

Nonostante la domanda di obbligazioni tech continui a essere sostenuta, ci sono preoccupazioni tra gli investitori. Al Cattermole, gestore obbligazionario di Mirabaud Asset Management, ha osservato che questo spostamento verso il debito mette in discussione lo status di fortress balance sheet che per anni ha contraddistinto i big della tecnologia. Il piano di spesa di Alphabet, pari a quasi il 50% dei ricavi previsti per il prossimo anno, rappresenta un livello mai visto prima.

Tra i rischi c’è anche l’obsolescenza tecnologica ovvero la possibilità che i data center finanziati oggi perdano valore a causa di chip più efficienti o della concorrenza. La sfida per Amazon e gli altri colossi sarà dimostrare che gli investimenti in corso genereranno ricavi sufficienti a giustificare questo debito crescente, prima che gli investitori inizino a chiedere un conto più salato.

Autore

Niccolò Conforti

Niccolò Conforti ha seguito il lancio di una startup napoletana in un incontro al Centro Direzionale, sostenendo una linea editoriale pro-innovazione nel settore fintech. Analista fintech, porta un dettaglio biografico: mantiene un registro delle prime pitch a cui ha assistito a Napoli.