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9 Luglio 2026

BOEM apre consultazione su lanci e recuperi spaziali nell’Outer Continental Shelf

Il BOEM ha lanciato una consultazione pubblica per raccogliere proposte sull'uso dell'Outer Continental Shelf per lanci, rientri e recuperi spaziali. L'iniziativa invoca potenziali vantaggi operativi e richiama critiche per i rischi su fauna marina e infrastrutture offshore.

BOEM apre consultazione su lanci e recuperi spaziali nell'Outer Continental Shelf

Il Bureau of Ocean Energy Management (BOEM) ha pubblicato una Request for Information (RFI) per esaminare la possibilità di utilizzare l’Outer Continental Shelf (OCS) per attività di lanciorientro e recupero di veicoli spaziali. L’OCS è la porzione di mare che si estende fino a 200 nautical miles (circa 370 kilometers) dalla costa degli Stati Uniti e comprende circa 3.2 billion acres (1.3 billion hectares) sotto giurisdizione federale.

Nella documentazione ufficiale il BOEM sottolinea che lo sviluppo di infrastrutture offshore potrebbe espandere la flessibilità operativa aumentare la capacità e ridurre i limiti imposti dall’aumento della domanda di lanci, rafforzando al contempo le capacità spaziali commerciali e di sicurezza nazionale. L’RFI apre una finestra di partecipazione pubblica di 30 days con scadenza fissata al Aug. 7, 2026 e sarà pubblicata nel Federal Register il July 8.

Dettagli della richiesta del BOEM e potenziali infrastrutture

L’agenzia sollecita contributi da parte dell’industria privata su due direttrici principali: l’utilizzo di strutture offshore esistenti come piattaforme di trivellazione per petrolio e gas, e la progettazione di nuove strutture dedicate per operazioni di lancio e rientro. Nella nota ufficiale il dirigente ad interim Matt Giacona ha spiegato che “Offshore launch, reentry, and recovery infrastructure could expand operational flexibility; increase capacity; reduce constraints on growing launch demand; and strengthen the nation’s commercial and national security space capabilities.”

L’RFI richiede informazioni tecniche su pratiche operativestandard di sicurezzavalutazioni ambientali e linee guida emergenti a livello nazionale e internazionale. Le risposte aiuteranno il BOEM a comprendere le tecnologie attuali, le metodologie di recupero e i possibili impatti logistici e normativi su aree come rotte marittime, uso dello spazio aereo e coordinamento interagenzia.

Reazioni e criticità poste da gruppi ambientalisti

Da più parti arrivano però preoccupazioni riguardo ai rischi ambientali e all’uso del mare come area di sperimentazione. Miyoko Sakashita, direttore del programma oceani del Center for Biological Diversity ha commentato che “Space junk and rocket explosions have already been trashing our coastal wildlife refuges” e ha aggiunto che l’iniziativa rischia di rappresentare “another Trump excuse for allowing the oil industry to leave its rusty old junk in the ocean“. La critica sottolinea il timore che attività spaziali e infrastrutture energetiche possano combinarsi a scapito di balene, tartarughe marine e altri animali costieri.

I portavoce delle organizzazioni ambientaliste chiedono che qualsiasi valutazione tenga conto degli effetti diretti e indiretti sui habitat marini, compreso il rischio da detriti spaziali, esplosioni di razzi e contaminazione derivata da operazioni offshore. La disputa si inserisce in un quadro più ampio: l’ordine esecutivo della Casa Bianca firmato a intitolato “Ensuring American Space Superiority”, ha infatti incoraggiato investimenti e politiche per accrescere la leadership spaziale statunitense, ma non menziona esplicitamente l’uso dell’OCS per i lanci.

Tempistica e coinvolgimento pubblico

L’RFI resta aperta per commenti per 30 days e le osservazioni devono essere inviate entro il Aug. 7, 2026 tramite il sito delle regolamentazioni federali indicato nel bando. Le informazioni raccolte verranno poi valutate per orientare eventuali attività future, piani di coordinamento con altre agenzie federali e necessità di studi ambientali approfonditi.

Tra gli interlocutori potenzialmente interessati figurano aziende private che già operano nel settore spaziale, soggetti titolari di piattaforme offshore e gruppi di ricerca tecnico-scientifici. L’iniziativa solleva inoltre questioni pratiche legate alla logistica marina, alla sicurezza del personale e alla salvaguardia delle aree protette lungo la costa degli Stati Uniti.

Nel contesto più ampio, la consultazione del BOEM rappresenta il primo passo formale per comprendere come l’ecosistema normativo e l’infrastruttura fisica degli Stati Uniti possano adattarsi a una domanda di lanci e rientri in crescita. Commentatori del settore, tra cui professionisti interessati alle tecnologie aerospaziali e sistemi non pilotati, osservano che soluzioni offshore potrebbero offrire alternative operative interessanti, ma richiedono regole chiare per ridurre i rischi ambientali e tecnici.

Tra i nomi associati alla copertura della vicenda figura anche Brett un giornalista con esperienza in tecnologie aerospaziali e appassionato di osservazione del cielo nelle montagne degli Appalachian la cui attività contribuisce a portare attenzione pubblica su questi sviluppi.

Autore

Edoardo Marchesi

Edoardo Marchesi, voce delle notizie di Palermo, ricorda la notte in cui seguì il corteo in via Maqueda e decise di chiedere carte e nomi: da allora predilige verifiche sul campo. In redazione guida l’agenda delle emergenze e custodisce una collezione di vecchie mappe della città.