Salta al contenuto
11 Giugno 2026

Auto aziendali: le novità fiscali del 2026 per dipendenti e imprese

Il governo ha introdotto nuove regole per la tassazione delle auto aziendali, con cambiamenti significativi per dipendenti e imprese.

Auto aziendali: le novità fiscali del 2026 per dipendenti e imprese

Il panorama delle auto aziendali in Italia è in fermento. Il governo ha recentemente approvato un decreto correttivo che modifica la tassazione dei fringe benefit auto, introducendo nuove regole che impattano sia i dipendenti che le imprese. La riforma, entrata in vigore nel 2026, ha suscitato molte critiche e incertezze, ma il nuovo intervento mira a chiarire e semplificare le norme.

La decisione di rivedere la tassazione delle auto aziendali è arrivata dopo un anno e mezzo di applicazione della riforma ‘ecologica’. Le nuove regole avevano creato confusione tra imprese, lavoratori e associazioni di settore, soprattutto per quanto riguarda le auto ordinate nel 2026 e consegnate nel 2026. Il decreto correttivo approvato dal Consiglio dei Ministri il 10 giugno 2026 cerca di sanare queste disparità e di incentivare il rinnovo dei parchi auto aziendali.

Le nuove aliquote di tassazione

Il nuovo regime fiscale stabilisce aliquote differenziate in base al tipo di alimentazione delle auto. Le auto elettriche sono tassate al 10% del costo chilometrico delle tabelle Aci, mentre le auto plug-in sono tassate al 20%. Per tutte le altre auto, l’aliquota è fissata al 50%. Questa differenziazione mira a incentivare l’adozione di veicoli a basse emissioni.

Il viceministro dell’Economia, Maurizio Leo, ha dichiarato che il decreto correttivo pone fine alle incertezze interpretative che si erano accumulate nel tempo, garantendo chiarezza applicativa sia per le imprese che per i lavoratori. Tra le modifiche più significative, il decreto fa salve dal nuovo regime tutte le automobili ordinate nel 2026 e consegnate entro dicembre 2026, evitando così discriminazioni basate sulla data di assegnazione.

La stretta sulle auto più vecchie

Una delle novità più rilevanti è la penalizzazione fiscale delle auto con più di cinque anni di età. L’Irpef sulle auto concesse in uso ai dipendenti salirà del 50% dopo cinque anni dalla loro immatricolazione, indipendentemente dal tipo di alimentazione. Questa misura ha l’obiettivo di spingere le aziende a rinnovare i loro parchi auto, riducendo l’uso di veicoli più vecchi e meno efficienti.

La penalizzazione fiscale avrà un impatto significativo sia per le imprese che per i dipendenti. Il costo fiscale dell’auto aziendale, già aumentato dalla riforma per benzina e diesel, salirà di due volte e mezzo con la nuova penalizzazione. Questo potrebbe incentivare le aziende a investire in veicoli più recenti e sostenibili.

Chiarezza su optional e riassegnazioni

Il decreto correttivo introduce anche chiarimenti sugli optional delle vetture e sulle riassegnazioni. In particolare, viene stabilito un meccanismo di imposizione forfettaria per gli optional, evitando calcoli complessi e costosi. Inoltre, le regole sulle riassegnazioni sono state chiarite per evitare ulteriori incertezze.

Un altro punto importante riguarda la tassazione delle auto ordinate nel 2026 e assegnate dopo il 1° luglio 2026. Il decreto evita l’applicazione del valore normale, che sarebbe stato più penalizzante, garantendo così una maggiore equità e continuità nelle regole fiscali.

Le nuove regole mirano a incentivare l’adozione di veicoli più sostenibili e a semplificare la tassazione, garantendo chiarezza e equità per tutte le parti coinvolte.

Autore

Susanna Riva

Susanna Riva osserva Bologna dalla finestra dell’Archivio di Stato dove una volta ha passato una settimana a consultare faldoni sulle cooperative cittadine: quel documento segnò la scelta editoriale di approfondire responsabilità istituzionali. Tiene linea critica nella redazione, amante del caffè lungo e del taccuino sempre pieno.